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79 anni dal ritorno di Gorizia all’Italia, la commemorazione al Parco della Rimembranza

Gorizia ha celebrato al Parco della Rimembranza il 79° anniversario della Seconda Redenzione, ricordando il ritorno della città sotto la sovranità italiana avvenuto il 16 settembre 1947

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L'esecuzione dell'Inno di Mameli durante la cerimonia

Gorizia ha celebrato oggi, 16 settembre, il 79° anniversario della Seconda Redenzione, ricordando il giorno in cui, nel 1947, la città tornò definitivamente sotto la sovranità italiana. La cerimonia si è svolta nel Parco della Rimembranza, luogo simbolico della memoria cittadina, alla presenza delle autorità e dei rappresentanti delle istituzioni.

Alla commemorazione ha partecipato anche l’assessore regionale al Patrimonio Sebastiano Callari, che ha richiamato il valore della memoria e il legame tra la storia di Gorizia e l’identità di una terra di confine segnata profondamente dagli avvenimenti del Novecento.

La cerimonia nel Parco della Rimembranza

È stato proprio il Parco della Rimembranza, con i suoi monumenti dedicati ai caduti, a fare da cornice alla celebrazione organizzata annualmente dal Comune di Gorizia.

«Questo Parco rappresenta il tempio dell’identità di Gorizia», ha sottolineato Callari, ricordando come la città abbia attraversato alcuni dei passaggi più drammatici della storia del confine orientale.

L'intervento dell'assessore al Patrimonio Sebastiano Callari

L’intervento dell’assessore al Patrimonio Sebastiano Callari

Nel suo intervento l’assessore ha richiamato, in particolare, le vittime del periodo dell’occupazione jugoslava. Il comunicato regionale fa riferimento alla deportazione e all’uccisione di 665 cittadini goriziani, memoria alla quale è dedicato uno dei momenti più significativi della commemorazione.

Per Callari, cerimonie come quella del 16 settembre rappresentano soprattutto un’occasione per tramandare alle nuove generazioni la conoscenza della storia locale e rendere omaggio alle persone che persero la vita in quegli anni.

Perché il 16 settembre 1947 è una data fondamentale per Gorizia

La ricorrenza affonda le proprie radici negli eventi successivi alla Seconda guerra mondiale. Dopo l’arrivo delle forze jugoslave nel maggio del 1945 e il successivo passaggio sotto il Governo militare alleato, Gorizia attraversò oltre due anni di incertezza sul proprio futuro.

La situazione cambiò definitivamente il 16 settembre 1947, con l’entrata in vigore del Trattato di pace firmato a Parigi il 10 febbraio dello stesso anno. L’Archivio di Stato di Gorizia ricorda quella giornata come il momento in cui si concluse il periodo dell’amministrazione interalleata e avvenne il passaggio dei poteri all’amministrazione civile dell’Italia repubblicana.

Da allora la giornata viene ricordata a Gorizia con il nome di Seconda Redenzione, distinguendola dalla prima, tradizionalmente collegata all’ingresso delle truppe italiane in città nell’agosto del 1916.

Dalla frontiera del dopoguerra a simbolo europeo

La celebrazione assume oggi un significato particolare anche alla luce del percorso compiuto da Gorizia negli ultimi decenni. Quella che per lungo tempo è stata una città divisa da un confine è diventata progressivamente uno dei principali simboli europei del superamento delle frontiere.

Un cambiamento richiamato anche dall’assessore regionale. «Queste occasioni sono fondamentali per riaffermare l’importanza della memoria e della storia di questo territorio che oggi è diventato un simbolo universale di pace e solidarietà», ha affermato Callari.

Un messaggio che lega così il ricordo degli eventi del Novecento alla realtà contemporanea di un territorio sempre più orientato alla cooperazione transfrontaliera.

Le autorità davanti al monumento che ricorda i cittadini goriziani deportati e uccisi durante il periodo dell’occupazione jugoslava

Le autorità davanti al monumento che ricorda i cittadini goriziani deportati e uccisi durante il periodo dell’occupazione jugoslava

Callari: «Rendere onore ai caduti»

Nel concludere il suo intervento, l’assessore ha assicurato la presenza della Regione anche nelle future commemorazioni, sottolineando come il significato della cerimonia debba essere individuato soprattutto nel ricordo delle vittime e nella tutela della memoria storica.

«Il nostro desiderio più intimo – ha concluso Callari – è solo quello di rendere onore ai nostri caduti con grande orgoglio».

Una giornata, quella del 16 settembre, che continua dunque a rappresentare per Gorizia un appuntamento centrale del calendario civile: non soltanto il ricordo del ritorno della città all’Italia nel 1947, ma anche un momento nel quale ripercorrere una storia complessa che ha profondamente segnato l’intero territorio di confine.

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