Cronaca & AttualitàRegione FVG
Mobilità in FVG, la Regione accelera su strade, ferrovie e ciclovie
La Regione punta su opere strategiche per la mobilità: Gronda Nord di Pordenone, ponte sul Meduna, tangenziale Sud di Udine e nuove bretelle ferroviarie con studi Rfi in chiusura entro il 2026
La Regione Friuli-Venezia Giulia accelera sulla pianificazione strategica della mobilità, puntando su infrastrutture chiave per migliorare la viabilità, rafforzare i collegamenti ferroviari e sviluppare la mobilità ciclabile. È quanto emerso dall’intervento dell’assessore regionale alle Infrastrutture e Territorio Cristina Amirante, audita nel pomeriggio in IV Commissione consiliare.
Strade e collegamenti
Nel quadro degli interventi ritenuti prioritari, l’assessore ha indicato una serie di opere considerate strategiche per la continuità dei flussi di traffico regionali e sovraregionali. Tra queste spiccano la Gronda Nord di Pordenone, la bretella di Barbeano, la prosecuzione della Cimpello-Sequals fino a Gemona, il nuovo ponte sul fiume Meduna e la tangenziale Sud di Udine.
Secondo Amirante, si tratta di interventi fondamentali per ridurre il traffico di attraversamento urbano, migliorare la fluidità della circolazione lungo l’asse pedemontano tra Pordenone e Udine e garantire collegamenti più efficienti tra poli urbani, produttivi e logistici.
Ponte sul Meduna e tangenziale Sud
Particolare rilievo è stato attribuito al nuovo ponte sul Meduna, infrastruttura ritenuta essenziale per il rafforzamento dei collegamenti tra Pordenone, Fiume Veneto e Zoppola. L’assessore ha ricordato che a dicembre è stato aggiudicato l’appalto per la progettazione di fattibilità tecnico-economica e la direzione lavori, segnando un passaggio concreto verso la realizzazione dell’opera.
Analogo valore strategico viene riconosciuto alla tangenziale Sud di Udine, destinata a giocare un ruolo cruciale nella decongestione della rete ordinaria, nel miglioramento dell’accessibilità all’area metropolitana udinese e nel collegamento con la rete autostradale.
Passo Monte Croce Carnico, sicurezza e collegamenti transfrontalieri
Sul fronte montano, la pianificazione regionale punta sull’adeguamento e la messa in sicurezza del passo di Monte Croce Carnico, infrastruttura ritenuta fondamentale per garantire la continuità dei collegamenti con l’Austria e per sostenere la tenuta socio-economica delle aree montane, anche in condizioni ambientali complesse.
Ferrovie: studio sulle nuove “bretelle” entro il 2026
Ampio spazio è stato dedicato anche allo sviluppo della rete ferroviaria del Friuli occidentale, sia per il trasporto passeggeri che per quello delle merci. Amirante ha spiegato che sono in corso, grazie all’azione della Regione, diverse attività di potenziamento e integrazione con i corridoi transeuropei.
In particolare, Rete ferroviaria italiana sta conducendo uno studio di fattibilità per nuovi collegamenti tra le linee Sacile-Gemona, Venezia-Udine e Casarsa-Portogruaro, attraverso la realizzazione di tre “lunette” ferroviarie, vere e proprie bretelle. Lo studio prevede l’analisi degli scenari infrastrutturali e una valutazione costi-benefici in base alla domanda attuale e potenziale.
“La conclusione della fase di individuazione delle esigenze e delle specifiche funzionali è prevista entro il 2026”, ha precisato l’assessore.
Mobilità ciclabile: investimenti e ciclovie strategiche
Capitolo dedicato anche alla mobilità ciclabile, con riferimento al Piano regionale della mobilità ciclistica (Premoci), che individua nove ciclovie di interesse regionale. Nel Friuli occidentale ricadono, tra le altre, la ciclovia pedemontana (Fvg 3), la ciclovia delle pianure (Fvg 4), la ciclovia del Tagliamento (Fvg 6) e la ciclovia delle Acque (Fvg 9).
Le priorità riguardano in particolare il recupero del sedime ferroviario Casarsa-Pinzano, destinato a diventare un itinerario ciclabile a vocazione turistica e intermodale. Sono inoltre in corso interventi per 4,4 milioni di euro per i percorsi casa-lavoro nell’area maniaghese e si avvia alla conclusione il progetto definitivo da 1,7 milioni di euro per il primo lotto della ciclovia del Livenza, tra Sacile e Budoia.
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