Cronaca & AttualitàTrieste
Sgombero a Porto Vecchio: oltre 100 migranti trasferiti fuori regione
Nuovo sgombero a Porto Vecchio: maxi operazione della Prefettura e trasferimento di migranti fuori dal Friuli-Venezia Giulia
È scattata alle 7:15 di oggi, 22 gennaio, una vasta operazione di sgombero all’interno di uno dei magazzini abbandonati di Porto Vecchio a Trieste, in particolare il magazzino 4 dell’ex scalo asburgico. L’intervento è coordinato dalla Prefettura di Trieste e vede impegnata sul posto la Polizia di Stato, supportata dai servizi sanitari e dagli operatori incaricati delle procedure amministrative.
Gli agenti hanno inizialmente avviato una perlustrazione interna dell’edificio, con l’obiettivo di rintracciare i migranti presenti all’interno dello stabile. Successivamente le persone individuate sono state concentrate nell’area della pensilina, dove sono in corso i controlli sanitari e le verifiche burocratiche preliminari al trasferimento.
Al momento sono oltre 100 i richiedenti asilo in attesa di essere trasferiti fuori regione, nell’ambito di un’operazione che rientra nella strategia annunciata nelle scorse settimane dalla Prefettura.
Il precedente finito in tragedia
L’ultimo intervento di sgombero a Porto Vecchio, avvenuto nei mesi scorsi, si era inizialmente svolto senza particolari criticità operative, ma aveva assunto contorni drammatici a causa del ritrovamento del cadavere di un giovane di origini nordafricane all’interno dell’area.
Un decesso che aveva scatenato forti polemiche politiche, aggravate da una serie di altri episodi mortali che avevano coinvolto migranti a Udine e Pordenone nei giorni immediatamente precedenti. La tensione era poi degenerata in uno scontro istituzionale e politico tra l’Istituto Consorzio Italiano di Solidarietà (ICS) guidato da Gianfranco Schiavone, la Questura di Trieste, rimasta sul consueto “no comment”, e la destra di governo, sia a livello regionale che locale.
In quel contesto era emerso anche il caso di un quarantenne di nazionalità nepalese, deceduto all’ospedale di Cattinara dopo un arresto cardiaco conseguente a un’embolia polmonare, episodio che aveva ulteriormente acceso il dibattito sull’accoglienza e sulle condizioni sanitarie dei migranti.
Trasferimenti più frequenti, ma le critiche restano
Il prefetto di Trieste Giuseppe Petronzi aveva annunciato già tempo fa che i trasferimenti sarebbero diventati più frequenti, nel tentativo di ridurre la pressione sui magazzini abbandonati di Porto Vecchio. Tuttavia, in mattinata sono attese le reazioni delle associazioni che si occupano di accoglienza, sulla scia delle critiche già espresse da Schiavone in occasione dell’ultimo sgombero:
“Non serve a nulla, tanto domani sarà di nuovo uguale”.
Secondo le associazioni, infatti, ogni magazzino sigillato corrisponde semplicemente allo spostamento dei migranti in un altro edificio, senza risolvere il problema strutturale dell’accoglienza.
Il traffico di migranti lungo la rotta balcanica
Nel frattempo, alle spalle di Trieste continua senza sosta il traffico di migranti lungo la rotta balcanica, gestito da passeur di diverse nazionalità, tra cui – secondo quanto emerso – spiccano cittadini ucraini. Solo nel mese di gennaio, in Slovenia, sono stati tre gli arresti legati a questo fenomeno, a conferma di una rete che continua a operare nonostante controlli e sgomberi.
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