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Quando i mods ballavano sui tetti: gli Statuto, Terenzano e la fine di ogni estate
Sony Music rispolvera i classici “Tempi Moderni” e “RiSKAtto”, mentre la storica band mod torinese riprende la via dei club. E per salutare la bella stagione, il gran finale va in scena a Terenzano con spiedone e frico ed una kermesse che non tradisce mai
TERENZANO – Un’estate fa, la storia di noi due — sono le ultime note sentite dal pubblico di Terenzano, lo scorso anno alla tradizionale Fieste dal Pais (29-30 agosto) che chiude l’estate con concerti sempre di altissima qualità per un pubblico di affezionati. La kermesse, nota per aver ospitato negli anni scorsi artisti del calibro di Andy dei Bluvertigo, Mario Venuti, Luca Urbani, Lele Battista, Ottodix, i sopracitati Delta V e il re della New Wave italiana Garbo, si prepara anche quest’anno a calare il sipario sulla bella stagione con il suo carico inconfondibile di musica e tradizione.
Ma prima di arrivare ai tavoli della festa, uno si chiede: ma dove sono finiti i ragazzi con il parka, i motorini truccati e la foga irriverente di chi voleva cambiare il mondo a colpi di due toni e cravatte strette?! Per fortuna, mentre il presente arranca tra playlist algoritmiche e tormentoni usa e getta, ci pensano gli Statuto a rimettere le cose a posto. La storica band mod torinese torna a far parlare di sé con una doppia operazione nostalgica e imperdibile: la ristampa da parte di Sony Music di due capisaldi della propria discografia, “Tempi Moderni” del 1997 e “RiSKAtto” del 1999, e l’inevitabile, attesissimo tour nei club curato da Barley Arts.
Diciamolo chiaramente, il presente non lo vuole più nessuno e il futuro – beh – quello neanche parlarne. Così, per chi ha vissuto i ruggenti anni Ottante e Novanta, convinto che il Brit Pop fosse una religione di stato e lo ska una questione di vita o di morte, queste ristampe in vinile da 180 grammi, picture disc e CD suonano come una benedizione laica. “Tempi Moderni”, originariamente dato alle stampe nel 1997, ci riporta all’era d’oro in cui Oscar Giammarinaro e soci dialogavano a distanza con Blur e Oasis, forti della produzione illuminata di Carlo U. Rossi — colui che seppe forgiare quel sound britannico mantenendo intatta l’anima tricolore e lanciando hit come “Non Finirà” e “Neanche Lei” nelle autoradio di mezza penisola. Vale la pena ricordare, per inciso, che in un passato glorioso la band vide tra le sue file anche il compianto ed eccezionale Ezio Bosso, a testimonianza di un percorso artistico trasversale e irripetibile.
Ancora più viscerale il tuffo nel 1999 con “RiSKAtto”, l’album che rispose alla chiamata a gran voce del pubblico per un ritorno alle radici della sfacciata epopea 2-Tone, genere che la band frequentava fin dai tempi della primissima demo-tape “Torino Beat” del 1984. Dentro ci trovi di tutto: undici folgoranti versioni in italiano dei classici di Madness, Specials, Bad Manners e Selecter — compresa la magnifica partecipazione di Rettore su “On My Radio” —, le incursioni nei Sessanta di “Bandiera Gialla” e “Bada Bambina”, e persino l’omaggio accorato al Grande Torino nel cinquantenario di Superga con il brano firmato da Gianpaolo Ormezzano. Oggi la macchina da guerra capitanata da Oskàr è pronta a rimettersi in moto sui palchi di tutta Italia, forte dei successi inanellati con il precedente “Football Tour”. Nello show in arrivo, declinato sia nella formazione in quartetto con Zak Loggia, Alessandro Loi e Giulio Arfinengo, sia nella versione allargata con l’innesto di Gigi Rivetti alle tastiere, Lorenzo Bonaudo alla tromba e Daniele Bergese al sax, sfileranno tutti i brani del disco d’epoca affiancati a inni generazionali come “Abbiamo Vinto Il Festival”, “In Fabbrica” e “Ragazzo Ultrà”.
Ma se i mods incendiano i club, il Friuli non sta a guardare e risponde con l’accoglienza calorosa di Terenzano, come s’anticipava. Sabato 29 agosto dalle ore 21.00, con ingresso gratuito, sul palco della sagra le emozioni torneranno a scorrere a fiumi. Apriranno il live i No Good. Ma come ricorda il Trini, qui la musica si sposa con le passioni più veraci, perchè oltre alla musica e allo spiedone di carni miste, in menù gli ospiti troveranno naturalmente il piatto tipico friulano per antonomasia, il frico, e poi dell’ottima costa di maiale e per finire vari dolci preparati rigorosamente dalle mamme del paese.
Chi non ha mai poggiato su un giro di basso in levare gustando un buon taglio sotto le stelle sappia come gira il fumo: il tempo passa, le mode sbiadiscono, ma la classe operaia e mods va ancora in paradiso. Appuntamento sotto il palco, con il cuore in mano e la cravatta al vento.
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