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Porto di Trieste, doppia indagine della Finanza: sotto esame 22 milioni e un presunto danno erariale

Porto di Trieste, due indagini della Guardia di finanza: accertamenti su 22 milioni di euro e su un presunto danno erariale

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Porto di Trieste
Porto di Trieste ( © Depositphotos)

TRIESTE – Due indagini parallele della Guardia di finanza riguarderebbero il porto di Trieste, con accertamenti della Procura della Repubblica e della Corte dei conti. La prima riguarderebbe una presunta indebita percezione di fondi pubblici e un flusso finanziario di circa 22 milioni di euro; la seconda sarebbe un’istruttoria amministrativa sulle indennità dei dipendenti dell’Autorità portuale, con l’ipotesi di un danno erariale da un milione di euro.

Il filone sui fondi pubblici

La notizia si è diffusa nella serata di mercoledì 16 settembre attraverso Shipping Italy. Il primo fascicolo sarebbe seguito dalla Procura e avrebbe al centro l’ipotesi di indebita percezione di fondi pubblici.

L’indagine sarebbe a carico di Antonio Gurrieri e Stefano Selvatici. Le Fiamme gialle avrebbero concentrato l’attenzione su un flusso finanziario di circa 22 milioni di euro.

L’istruttoria della Corte dei conti

Il secondo fronte riguarderebbe invece la Corte dei conti. Secondo quanto riportato dal Piccolo, l’istruttoria amministrativa sarebbe legata alle indennità dei dipendenti dell’Autorità portuale.

In questo caso viene ipotizzato un presunto danno erariale di circa un milione di euro.

Gli atti a D’Agostino e Torbianelli

Nell’ambito del fascicolo contabile sarebbero stati notificati atti di messa in mora all’ex presidente dell’Authority, Zeno D’Agostino, e all’ex segretario generale Vittorio Torbianelli.

I due procedimenti restano distinti: da una parte l’indagine sui fondi pubblici, dall’altra gli accertamenti amministrativo-contabili sulle indennità dei dipendenti.

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