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Gatti, in FVG microchip obbligatorio per tutti: chi deve sterilizzarli e quando scattano le multe

In FVG dal 1° luglio il microchip è obbligatorio per tutti i gatti, anche quelli che vivono solo in casa. Sterilizzazione obbligatoria per quelli che escono, multe fino a 900 euro

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Gatto dal veterinario
Gatto dal veterinario (© Redazione / AI)

Chi possiede un gatto in Friuli-Venezia Giulia deve fare i conti con regole cambiate da alcuni mesi, ma che non tutti potrebbero ancora conoscere. Dal 1° luglio 2026 è infatti obbligatoria l’identificazione tramite microchip e la registrazione nel sistema SINAC per tutti i gatti, compresi quelli che non escono mai dall’appartamento. Per i felini che hanno invece accesso all’esterno è scattato anche l’obbligo di sterilizzazione.

Le disposizioni, introdotte modificando la legge regionale 20/2012, puntano soprattutto a migliorare l’identificazione degli animali e a contrastare randagismo e cucciolate indesiderate. Per chi non rispetta gli obblighi sono previste sanzioni amministrative che possono andare da 150 a 900 euro.

Microchip obbligatorio anche per il gatto che non esce mai di casa

Il primo punto da chiarire è probabilmente quello più importante: l’obbligo di microchip riguarda tutti i gatti di proprietà, non soltanto quelli abituati a uscire in giardino, nei cortili o nelle strade.

Dal 1° luglio, proprietari e detentori devono registrare l’animale nel Sistema informativo nazionale degli animali da compagnia (SINAC). Per i cuccioli la registrazione deve essere effettuata dal detentore della madre entro il sessantesimo giorno di vita. Nel caso di un gatto acquistato, preso in custodia o proveniente dall’estero e non ancora registrato, il termine indicato dalla Regione è invece di dieci giorni dall’acquisto o dall’inizio della detenzione. In ogni caso la registrazione deve essere completata prima di un’eventuale cessione dell’animale.

Per l’applicazione del microchip ci si può rivolgere al veterinario. La Regione precisa che presso i veterinari pubblici l’operazione non è normalmente gratuita e viene richiesto il costo del microchip, mentre presso i professionisti privati valgono le rispettive tariffe.

Sterilizzazione, l’obbligo non riguarda tutti i gatti

Diversa è la regola sulla sterilizzazione. In questo caso non è corretto dire che dal 1° luglio tutti i gatti del Friuli-Venezia Giulia devono essere sterilizzati.

La norma riguarda i gatti “circolanti sul territorio”, cioè quelli che possono accedere all’esterno dell’abitazione. Un gatto che vive esclusivamente in casa deve quindi essere identificato con il microchip e registrato al SINAC, ma non è assoggettato per questo motivo all’obbligo regionale di sterilizzazione.

La finalità dichiarata dalla Regione è contenere l’incremento del randagismo felino e ridurre il fenomeno delle cucciolate indesiderate. Per i gatti giovani l’intervento deve naturalmente essere valutato dal medico veterinario sulla base dello sviluppo dell’animale.

Multe da 150 a 900 euro

Il mancato rispetto delle nuove disposizioni può comportare una sanzione amministrativa compresa tra 150 e 900 euro, sia per l’obbligo di identificazione sia per quello di sterilizzazione previsto per i gatti che hanno accesso all’esterno.

C’è però una precisazione importante per chi non ha ancora registrato il proprio gatto. La Regione indica che la sanzione per la mancata registrazione non è dovuta quando il proprietario regolarizza spontaneamente la posizione, purché la violazione non sia già stata contestata.

Per chi si accorge soltanto ora di non essere in regola, quindi, la scelta più prudente è rivolgersi rapidamente al veterinario e provvedere alla registrazione.

ISEE fino a 30mila euro: microchip e sterilizzazione possono essere gratuiti

Accanto agli obblighi esiste un’agevolazione particolarmente interessante per le famiglie.

I proprietari di gatti residenti nei Comuni del Friuli-Venezia Giulia con ISEE in corso di validità pari o inferiore a 30.000 euro possono usufruire gratuitamente dell’applicazione del microchip e/o della sterilizzazione fino a tre gatti per nucleo familiare.

Non si tratta però di un rimborso da chiedere dopo aver pagato liberamente qualsiasi veterinario. Per beneficiare della misura bisogna rivolgersi, previo appuntamento, a uno degli ambulatori o delle cliniche veterinarie convenzionate con l’Azienda sanitaria competente per territorio, presentando l’attestazione ISEE. L’agevolazione è disponibile fino a esaurimento delle risorse.

La Regione pubblica anche l’elenco e le informazioni per accedere al microchip e alla sterilizzazione gratuiti sul proprio portale dedicato, distinguendo le strutture convenzionate con ASUFC, ASUGI e ASFO.

Fino a tre gatti per famiglia

Il contributo riguarda i gatti di proprietà non ancora registrati al SINAC o non ancora sterilizzati, fino al limite di tre felini per nucleo familiare.

La misura ha ricevuto ulteriori risorse nel corso del 2026. Un decreto regionale di giugno evidenziava infatti che le precedenti disponibilità erano già state esaurite e disponeva altri 161.300 euro a favore delle tre Aziende sanitarie, proprio per consentire la prosecuzione degli interventi.

Questo rende il beneficio particolarmente interessante per chi deve mettere in regola più animali: microchip, registrazione e, quando prevista, sterilizzazione possono rappresentare una spesa significativa se moltiplicati per due o tre gatti.

Cosa bisogna comunicare dopo la registrazione

L’iscrizione al SINAC comporta anche alcuni obblighi successivi.

Il proprietario deve comunicare al Comune di residenza lo smarrimento entro cinque giorni, così come l’eventuale sottrazione dell’animale. La cessione del gatto deve essere comunicata entro dieci giorni, indicando i dati del nuovo proprietario; per la morte dell’animale il termine è di trenta giorni, salvo registrazione telematica effettuata direttamente dal veterinario. Anche la variazione di residenza deve essere comunicata entro trenta giorni.

Il microchip assume quindi una funzione che va ben oltre il semplice rispetto della norma: permette di associare in modo univoco l’animale al suo proprietario e può facilitare notevolmente il ricongiungimento in caso di fuga o smarrimento.

Se il gatto vive all’aperto, attenzione anche alle altre regole

La normativa regionale contiene inoltre diverse disposizioni sul benessere dei felini.

I gatti che trascorrono buona parte della giornata all’esterno devono poter accedere all’abitazione almeno durante la notte, in presenza di condizioni meteorologiche avverse e quando manifestano sintomi di malattia o malessere. Non possono essere tenuti permanentemente su balconi, terrazze, rimesse o cantine senza possibilità di accesso all’abitazione, né segregati continuativamente in gabbie o trasportini.

Chi invece alimenta abitualmente gatti che vivono liberi sul territorio e non li considera propri deve verificare la possibilità di attivare il riconoscimento di una colonia felina, effettuando la relativa segnalazione alla Polizia municipale del Comune di riferimento.

La regola da ricordare: microchip per tutti, sterilizzazione solo per chi esce

Per evitare equivoci, la nuova disciplina può essere riassunta in una distinzione molto semplice: il microchip è obbligatorio per tutti i gatti, mentre la sterilizzazione è obbligatoria per quelli che circolano all’esterno.

Chi non ha ancora provveduto può quindi controllare la situazione del proprio animale e, soprattutto se dispone di un ISEE non superiore a 30.000 euro, verificare la disponibilità delle prestazioni gratuite presso le strutture convenzionate.

Le informazioni ufficiali sugli obblighi, sulle scadenze e sulle responsabilità dei proprietari sono raccolte anche nella pagina dedicata ai gatti della Regione Friuli-Venezia Giulia.

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