Idee & Consigli
Perché le cialde convengono più delle capsule: costi, libertà di scelta e meno rifiuti
Il caffè è un rituale sacro per molte persone, come se la giornata non potesse iniziare senza prima averne bevuto una tazza. Per questo quando si tratta di scegliere come prepararlo bisogna fare attenzione a selezionare un prodotto assolutamente soddisfacente, che risponda alle proprie necessità, per questo molte famiglie si trovano a interrogarsi quando comprano una macchina da casa: cialde o capsule? Vediamo nel dettaglio cosa cambia tra i due sistemi su tre aspetti pratici, ovvero costo, libertà di scelta e modalità di smaltimento
Cosa conviene a livello di costi?
Ovviamente il metodo tradizionale rimane il più economico, infatti la moka risulta il metodo meno esoso, con circa 12 centesimi a tazzina. Però c’è da dire che risulta ormai un po’ obsoleto e poco pratico, per non parlare del fatto che spesso e volentieri non si prepara mai il giusto numero di tazzine, finendo quasi sempre per sprecarne un po’. Le capsule costano molto di più, in media circa 28 centesimi. Le cialde invece, stanno in una posizione intermedia, perché nel prezzo entra la comodità del monodose, ma di norma costano meno delle capsule di marca. Una cialda contiene circa 7 grammi di macinato, la dose giusta già pronta.
Scegliere in base ai propri gusti
Tra i vantaggi delle cialde c’è il fatto che seguono uno standard chiamato ESE: una cialda di qualsiasi marca ha un diametro di 44 millimetri e funziona su qualsiasi macchina compatibile, e trattandosi di uno standard universale, le cialde di caffè permettono di confrontare facilmente i prezzi dei diversi marchi e scegliere le offerte più convenienti. Ad esempio, nei supermercati Bennet o sul sito ufficiale per la spesa online, è possibile approfittare delle promozioni sul caffè in cialde in offerta e risparmiare senza rinunciare al gusto. Le capsule invece sono spesso legate a un solo sistema.
Questo permette di confrontare i prezzi e cambiare marca quando conviene, ma si rimane comunque limitati nella scelta ai soli prodotti che si adattano alla macchina acquistata, avendo quindi a disposizione una selezione di aromi e livelli di intensità più ristretta. Inoltre, chiaramente va considerato anche il proprio gusto: se da un lato le capsule proteggono meglio il caffè dall’umidità, molti preferiscono le cialde perché conservano il prodotto in modo più delicato.
Impatto ambientale
Se consideriamo la sostenibilità del prodotto e lo smaltimento dei rifiuti, le cialde presentano sicuramente dei vantaggi rispetto alle capsule. Le cialde in carta filtro certificate compostabili si buttano di norma nell’umido, mentre le capsule in alluminio o plastica vanno separate e smaltite secondo le regole del Comune, e se da un lato è vero che esistono comunque le capsule compostabili, dall’altro sono più difficili da reperire e generalmente più costose.
Il discorso non riguarda solo la praticità nel buttare gli scarti, ma anche e soprattutto il fatto che le capsule comportano l’utilizzo di molta più plastica, tra l’uno e i tre grammi per caffè. Questa plastica inoltre può comportare dei rischi per la salute, si dibatte infatti sull’effettivo rilascio di microplastiche nella bevanda, essendo, appunto, sottoposte a temperature elevate e considerata l’usura delle macchine. In aggiunta, a differenza delle capsule rigide in plastica o alluminio, entro il 12 febbraio 2028 le cialde in carta dovranno essere compatibili con il compostaggio industriale, il che non garantisce automaticamente la possibilità di compostare le cialde a livello domestico, ma rappresenta comunque un cambiamento che punta a rendere più semplice e sostenibile la gestione dei rifiuti. Per il consumatore, il comportamento più utile sarà controllare le etichette e seguire le regole locali di raccolta dell’umido.
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