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Crollo di roccia durante la scalata sul Peralba: alpinista ferito a 2.200 metri

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Soccorso alpino ( © Depositphotos)

Un crollo di roccia durante un’arrampicata sulla Cima della Miniera, nel gruppo Peralba-Avanza, ha provocato il serio ferimento di un alpinista carnico nella giornata di sabato 29 agosto. L’uomo, impegnato sulla parete Sud a circa 2.200 metri di quota, è stato colpito a una gamba mentre procedeva da primo di cordata. Il recupero, complicato da pioggia, nubi basse e scarsa visibilità, ha impegnato per diverse ore una ventina di soccorritori.

L’incidente sulla via Saf

L’allarme è scattato intorno alle 13.30 sulla via Saf, nel territorio di Forni Avoltri. L’alpinista stava arrampicando come primo di cordata quando il crollo di un pilastrino di roccia lo ha investito, provocandogli una forte emorragia a una gamba.

Il compagno di scalata si trovava circa venti metri più in basso e, nonostante le difficoltà, è riuscito a raggiungere il ferito. I due hanno quindi improvvisato un laccio emostatico per contenere l’emorragia in attesa dell’arrivo dei soccorsi.

Il recupero ostacolato dal maltempo

La Sores ha immediatamente mobilitato le stazioni del Soccorso Alpino di Forni Avoltri e Sappada, la Guardia di Finanza, entrambi gli elicotteri dell’elisoccorso regionale e un’ambulanza. Complessivamente sono state coinvolte circa venti persone.

Le operazioni si sono però rivelate particolarmente complesse a causa delle condizioni meteorologiche. Le nubi basse, la pioggia e la visibilità ridotta hanno infatti impedito inizialmente agli elicotteri di avvicinarsi alla parete. Un primo tentativo di recupero non è andato a buon fine.

Intorno alle 15.30, grazie a una temporanea apertura tra le nuvole, il tecnico di elisoccorso è riuscito a raggiungere l’alpinista ferito e a recuperarlo. L’uomo è stato quindi trasportato al campo base di Pierabech, dove è stato stabilizzato anche con il supporto di due medici del Soccorso Alpino. Successivamente è stato trasferito all’ospedale di Udine.

Duecento metri di corde fisse per il secondo alpinista

Più lunga e articolata è stata invece l’operazione per recuperare il compagno rimasto sulla parete. Le squadre di terra hanno raggiunto la zona predisponendo una soluzione alternativa nel caso in cui il maltempo avesse impedito un nuovo intervento dell’elicottero.

I soccorritori hanno così predisposto circa 200 metri di corde fisse, seguiti da una calata di circa 150 metri in direzione dell’alpinista. Prima che le squadre riuscissero a raggiungerlo, tuttavia, una nuova apertura tra le nubi ha permesso di completare il recupero dall’alto.

Intorno alle 18.30, il secondo elicottero è riuscito infatti ad avvicinarsi alla parete e a recuperare direttamente l’uomo. Le squadre di terra hanno quindi iniziato la risalita e il successivo rientro, al termine di un intervento durato diverse ore.

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