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Barriere architettoniche, il 59% dei Comuni in FVG ha adottato il PEBA

In Friuli-Venezia Giulia 127 Comuni su 215 hanno adottato il PEBA. La Regione ha stanziato 1,4 milioni per i Piani e quasi 8 milioni per 108 interventi contro le barriere architettoniche

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Accessibilità e barriere architettoniche
Accessibilità e barriere architettoniche (© Redazione / AI)

Il percorso verso città e paesi più accessibili compie un nuovo passo in Friuli-Venezia Giulia. Sono infatti 127 su 215, pari al 59,07%, i Comuni che hanno già adottato il Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche (PEBA), lo strumento attraverso il quale le amministrazioni possono individuare le criticità presenti sul territorio, stabilire le priorità e programmare gli interventi necessari.

Il dato è stato reso noto dalla Regione facendo il punto sull’attuazione delle politiche previste dalla legge regionale 10 del 2018. Dei 127 Piani già adottati, 97 – il 45,12% dei Comuni del territorio regionale – sono arrivati dopo l’introduzione delle nuove Linee guida regionali.

Oltre 1,4 milioni per aiutare i Comuni a redigere i PEBA

La diffusione dei Piani è stata accompagnata da specifici finanziamenti regionali. Fino a oggi sono stati 143 i Comuni finanziati per la redazione o l’aggiornamento del PEBA, attraverso risorse complessive per 1.427.203 euro.

Di questi enti, 46 devono ancora completare il percorso di adozione. Secondo l’assessore regionale alle Infrastrutture e Territorio Cristina Amirante, il fatto che ormai ben oltre la metà dei Comuni disponga del proprio Piano rappresenta un passaggio significativo perché permette di affrontare l’accessibilità non più attraverso singoli interventi isolati, ma sulla base di una programmazione organica.

Tutti gli ex capoluoghi del Friuli-Venezia Giulia hanno adottato il PEBA. Tra gli ultimi passaggi segnalati dalla Regione c’è quello di Trieste, dove il Consiglio comunale il 18 maggio ha adottato il Piano relativo ai rioni di Servola, Chiarbola e San Giacomo.

L'assessore regionale alle Infrastrutture e territorio, Cristina Amirante

L’assessore regionale alle Infrastrutture e territorio, Cristina Amirante

Quasi 8 milioni per trasformare i Piani in opere concrete

La redazione del PEBA rappresenta però soltanto la prima fase. L’obiettivo è trasformare la mappatura delle barriere in interventi concreti su edifici, strade, percorsi e spazi pubblici.

L’adozione del Piano costituisce infatti uno dei requisiti fondamentali per accedere agli ulteriori contributi regionali destinati proprio all’eliminazione delle barriere architettoniche.

Su questo fronte sono già stati finanziati 108 interventi in 71 Comuni, per un investimento complessivo di 7.947.907 euro. Il meccanismo seguito dalla Regione prevede quindi prima l’individuazione delle criticità, poi la definizione delle priorità e infine il finanziamento delle opere considerate necessarie.

L’obiettivo è evitare interventi episodici e costruire invece una strategia fondata sulla conoscenza puntuale delle esigenze dei diversi territori.

Dalle barriere architettoniche alla progettazione universale

La strategia regionale guarda però anche oltre l’eliminazione degli ostacoli già esistenti. La legge regionale 10/2018 individua infatti nella Progettazione universale un riferimento per migliorare la qualità della progettazione edilizia e urbanistica.

Il principio è quello di progettare fin dall’inizio edifici, piazze, strade e spazi pubblici utilizzabili dal maggior numero possibile di persone, tenendo conto delle differenti esigenze legate all’età, alle capacità individuali e alle diverse condizioni di mobilità.

Il progetto regionale sull’accessibilità indica proprio nella progettazione universale uno degli strumenti per migliorare la fruibilità dell’ambiente costruito e degli spazi aperti, superando quindi una logica basata esclusivamente sulla correzione successiva delle barriere.

Un’unica mappa regionale delle criticità

A supportare Comuni e professionisti ci sono anche strumenti tecnici condivisi. Le Linee guida regionali per la redazione dei PEBA sono state sviluppate con il contributo delle Università di Udine e Trieste e del CRIBA FVG, Centro regionale d’informazione su barriere architettoniche e accessibilità.

Dal 2024 è inoltre disponibile per i Comuni l’applicativo PEBA FVG, pensato per consentire agli operatori di individuare e censire secondo criteri omogenei le criticità presenti negli edifici e nei percorsi urbani.

Il sistema permette di raccogliere i dati in una base informativa regionale unica, effettuare interrogazioni e trasferire le informazioni anche verso sistemi GIS esterni. L’obiettivo è disporre di dati confrontabili tra territori diversi e utilizzare queste informazioni per programmare gli interventi e orientare più efficacemente le risorse pubbliche.

I cittadini possono segnalare direttamente le barriere

La strategia comprende anche il portale FVG Accessibile, nato per raccogliere informazioni e strumenti destinati sia alle amministrazioni sia ai cittadini.

Tra i servizi disponibili c’è “Segnala la barriera”, attraverso il quale le persone possono indicare direttamente al proprio Comune problemi di accessibilità riscontrati negli spazi pubblici. La piattaforma era stata presentata dalla Regione nel 2024 insieme al nuovo sistema integrato dedicato all’accessibilità.

Il percorso delineato punta quindi a collegare mappatura, programmazione e realizzazione delle opere, facendo del PEBA non soltanto un adempimento amministrativo, ma uno strumento attraverso il quale programmare nel tempo spazi pubblici più facilmente fruibili e capaci di rispondere alle esigenze di una platea più ampia di cittadini.

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