Economia & Lavoro
Carburanti, da oggi cambia tutto da Eni: benzina massimo 1,99 euro e diesel 2,19
Da oggi Eni applica un tetto ai prezzi dei carburanti: benzina massimo a 1,99 euro al litro e diesel a 2,19. Il price cap durerà 30 giorni e potrebbe essere prorogato fino alla fine del 2026
Un tetto ai prezzi di benzina e gasolio per provare a frenare gli effetti del caro carburanti. Da oggi, lunedì 28 settembre, entra in vigore il price cap deciso da Eni per i carburanti commercializzati attraverso la rete Enilive: il prezzo non potrà superare 1,99 euro al litro per la benzina e 2,19 euro al litro per il gasolio.
La misura avrà inizialmente una durata di 30 giorni, ma Eni ha già precisato che potrà essere prolungata fino alla fine del 2026, in base all’andamento del mercato internazionale e alla situazione degli approvvigionamenti. Secondo la società, le nuove soglie si collocano circa 17 centesimi al litro sotto i livelli medi correnti.
Non è un prezzo fisso: cosa significa davvero il tetto Eni
Il meccanismo scelto da Eni va chiarito: 1,99 e 2,19 euro non sono prezzi obbligatori da applicare in ogni stazione di servizio, ma limiti massimi. Ciò significa che benzina e gasolio potranno essere venduti anche a un prezzo inferiore qualora le condizioni del singolo impianto e del mercato lo consentano.
Per conoscere il prezzo realmente praticato nel singolo distributore resta comunque utile consultare Osservaprezzi Carburanti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, che raccoglie i listini comunicati dai gestori degli impianti su tutto il territorio nazionale.
Il price cap arriva mentre il diesel continua a pesare
La decisione arriva in una fase particolarmente delicata. Alla vigilia dell’entrata in vigore del tetto Eni, domenica 27 settembre, i dati dell’Osservatorio del MIMIT indicavano sulla rete stradale italiana un prezzo medio self di 2,159 euro al litro per la benzina e 2,377 euro per il gasolio.
Ancora più alti i valori in autostrada, dove la benzina self aveva raggiunto 2,254 euro al litro e il gasolio 2,459 euro.
Rispetto a questi valori nazionali, le soglie fissate da Eni risultano quindi inferiori di circa 17 centesimi al litro sulla benzina e quasi 19 centesimi sul diesel sulla rete ordinaria. Il confronto, naturalmente, non rappresenta il risparmio garantito a ogni automobilista, perché il beneficio effettivo dipende dal prezzo precedentemente applicato nel singolo impianto.
Accise sul diesel, cosa è cambiato dal 26 settembre
Il provvedimento di Eni si intreccia con le misure fiscali adottate dal Governo per contenere il caro carburanti.
Il decreto-legge pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 17 settembre ha fissato l’accisa sul gasolio a 572,90 euro per mille litri dal 18 al 25 settembre e a 622,90 euro per mille litri dal 26 settembre al 5 ottobre, contro un livello ordinario di 672,90 euro per mille litri.
In pratica, dal 26 settembre l’agevolazione sul diesel si è ridotta, passando da un beneficio complessivo indicato in circa 12,2 centesimi al litro, Iva compresa, a circa 6,1 centesimi. Proprio in concomitanza con questa riduzione il prezzo medio del gasolio aveva ripreso a salire: il 26 settembre era passato sulla rete stradale da 2,338 a 2,357 euro al litro, per poi arrivare il giorno successivo a 2,377 euro.
In Friuli-Venezia Giulia il prezzo medio era ancora più alto
Il provvedimento assume particolare rilievo anche in Friuli-Venezia Giulia, dove alla vigilia dell’entrata in vigore del price cap i prezzi risultavano superiori alla media nazionale.
Secondo le rilevazioni basate sui dati MIMIT del 27 settembre, in regione la benzina self era mediamente a 2,183 euro al litro, mentre il gasolio raggiungeva 2,400 euro al litro.
Rispetto a queste medie regionali, il tetto Enilive di 1,99 euro si colloca circa 19 centesimi più in basso per la benzina, mentre quello di 2,19 euro è circa 21 centesimi inferiore per il gasolio. Anche in questo caso il raffronto è puramente indicativo, perché mette a confronto il price cap di una singola rete con la media di tutti i distributori regionali.
Per gli automobilisti del Friuli-Venezia Giulia c’è inoltre una seconda novità imminente. Dal 1° ottobre aumenterà di altri 5 centesimi al litro il contributo regionale sui carburanti destinato agli aventi diritto. In Area 0 lo sconto arriverà a 39 centesimi sulla benzina e 30 centesimi sul gasolio, mentre nelle altre aree regionali saranno applicati importi differenziati; per i veicoli ibridi restano ulteriori 5 centesimi di contributo. La misura regionale resterà in vigore fino al 31 dicembre 2026.
Quanto durerà il tetto ai prezzi
Per il momento la certezza riguarda i primi 30 giorni a partire dal 28 settembre. Eni valuterà successivamente se mantenere le soglie fino alla fine dell’anno, tenendo conto soprattutto dell’evoluzione delle quotazioni e della disponibilità di prodotto.
La vera verifica arriverà dunque nelle prossime settimane: non soltanto sull’effetto del tetto nei distributori Enilive, ma anche sulla possibile risposta delle altre compagnie. Per gli automobilisti, intanto, il dato immediato è semplice: nelle stazioni interessate benzina e gasolio non dovranno superare rispettivamente 1,99 e 2,19 euro al litro, mentre eventuali condizioni di mercato più favorevoli potranno consentire prezzi ancora più bassi.
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