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OvAi, in FVG l’intelligenza artificiale contro il tumore ovarico
In Friuli-Venezia Giulia parte OvAi, la prima piattaforma regionale di intelligenza artificiale per la diagnosi precoce del tumore ovarico. Una sperimentazione che unisce sanità, ricerca e innovazione
Ridurre le diagnosi tardive di tumore ovarico attraverso l’uso dell’intelligenza artificiale: è questo l’obiettivo della sperimentazione della piattaforma OvAi, sviluppata da SynDiag e avviata lo scorso dicembre presso la Struttura operativa complessa di Ostetricia e Ginecologia dell’Azienda sanitaria universitaria Friuli Centrale (Asufc).
Il progetto coinvolge alcuni dei principali centri di eccellenza regionali, tra cui l’ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine, il CRO di Aviano e la Direzione centrale Salute, politiche sociali e disabilità della Regione Friuli-Venezia Giulia, a conferma di una strategia condivisa che unisce sanità, ricerca e innovazione.
Riccardi: “Una piattaforma che può diventare modello nazionale”
A sottolineare il valore strategico dell’iniziativa è stato l’assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi, che ha evidenziato come OvAi rappresenti la prima piattaforma di intelligenza artificiale implementata su scala regionale.
“Se i dati confermeranno i risultati attesi, il progetto potrà diventare un modello nazionale”, ha dichiarato Riccardi, rimarcando l’importanza di una sperimentazione condotta con il contributo dei principali centri di eccellenza del Friuli-Venezia Giulia.
L’assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi
Come funziona la sperimentazione OvAi
Il progetto, finanziato dalla Regione e coordinato da Insiel, punta a validare sul campo l’efficacia clinica di OvAi, una soluzione basata su algoritmi di intelligenza artificiale in grado di analizzare automaticamente le ecografie ginecologiche.
La sperimentazione è strutturata in più fasi:
- fase di on-boarding, in cui il personale Asufc utilizza dati simulati forniti da SynDiag per familiarizzare con la piattaforma;
- fase di validazione clinica, che verrà avviata solo dopo le necessarie autorizzazioni e utilizzerà dati reali del reparto, nel pieno rispetto delle normative sulla privacy e sulla sicurezza dei dati.
Verso una rete regionale integrata di prevenzione
Secondo l’assessore Riccardi, la sperimentazione rappresenta un primo passo concreto verso la creazione di una rete regionale integrata di prevenzione oncologica.
“Dalla prima visita sarà possibile attivare un secondo consulto esperto, anche tramite telemedicina, garantendo equità di accesso e tempestività diagnostica”, ha spiegato l’esponente della Giunta regionale.
Un approccio che mira a ridurre le disuguaglianze territoriali e ad aumentare l’efficacia della diagnosi precoce, sfruttando le potenzialità delle nuove tecnologie.
Il ruolo clinico e le garanzie sulla sicurezza dei dati
A confermare l’impatto clinico dell’iniziativa è il professor Giuseppe Vizzielli, referente per la Ginecologia Oncologica dell’Ostetricia e Ginecologia di Asufc, diretta dalla professoressa Lorenza Driul, secondo cui l’intelligenza artificiale può rappresentare un supporto concreto per individuare precocemente situazioni a maggiore rischio oncologico.
Sul fronte della tutela dei cittadini, l’amministratore unico di Insiel, Diego Antonini, ha ribadito che la sperimentazione sarà condotta nel pieno rispetto della privacy e della sicurezza dei dati sanitari, elemento centrale per la fiducia e l’adozione futura della piattaforma.
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