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Borgo San Sergio più verde: completato il progetto da 179mila euro per biodiversità e corridoi ecologici

A Borgo San Sergio rinnovate le aree verdi di via Curiel e via Forti con un progetto da 179mila euro per la biodiversità urbana

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Area verde
Area verde ( © Depositphotos)

Il quartiere di Borgo San Sergio si arricchisce di nuove aree verdi lungo l’asse viario di via Curiel e via Forti, grazie a un progetto appena concluso dal Comune. Un intervento dal valore complessivo di circa 179mila euro, realizzato tramite finanziamento regionale, con l’obiettivo di migliorare la biodiversità urbana e la qualità ambientale del quartiere.

I lavori, conclusi nei tempi previsti prima delle festività, sono stati eseguiti dalla Viridis Società Cooperativa di Arba (Pn) e presentati ufficialmente ieri alla presenza dell’assessore comunale alle Politiche del Territorio Michele Babuder.

Un intervento per rigenerare il verde urbano

Nel dettaglio, il progetto ha puntato al ripristino della connettività ecologica, attraverso la rigenerazione delle aree verdi di rotonde, aiuole spartitraffico e scarpate stradali. Le superfici sono state rinaturalizzate con specie autoctone, capaci di favorire gli insetti impollinatori e la piccola fauna.

L’intervento ha previsto anche la realizzazione di vere e proprie infrastrutture verdi, come marciapiedi fruibili dal pubblico e muri vegetali, pensati per migliorare la biodiversità e il rapporto tra cittadini e spazio urbano. Tra gli obiettivi centrali, l’incremento del verde verticale, grazie alla messa a dimora di alberature e siepi.

In particolare, tre aree verdi lungo via Curiel sono state trasformate in piccoli corridoi ecologici, concepiti per ospitare nuove piante e contribuire a una migliore qualità ambientale dell’intero quartiere.

Le nuove piantumazioni: numeri e specie

Il progetto ha portato alla messa a dimora di 11 alberi di tiglio, importanti rifugi per l’avifauna e preziose fonti di nutrimento per gli impollinatori. A questi si aggiungono 64 arbusti – tra corniolo, ciliegio canino, biancospino, sambuco, scotano, buddleja e ibisco – capaci di offrire rifugio e risorse alimentari alla fauna urbana.

Lungo i percorsi e a protezione dei dislivelli delle scarpate sono state realizzate siepi di ligustro e pyracantha, mentre oltre 6.000 piante erbacee, bulbi e tappezzanti sono state selezionate tra specie mellifere, resistenti alla siccità e a bassa manutenzione. Tra queste figurano lavanda, salvia, timo, santoreggia, perovskia, achillea, coreopsis, calendula, geranium, borragine, malva, elicriso, sedum e verbena, in grado di garantire fioriture distribuite durante tutto l’anno.

Muri vegetali e identità del territorio

Particolare attenzione è stata dedicata anche all’aspetto identitario. I muri vegetali realizzati richiamano visivamente i muretti a secco del Carso, diventando al tempo stesso elementi di arredo urbano e rifugi naturali per insetti, specie fiorifere e piccoli organismi, oltre a offrire protezione dal vento.

Biodiversità come strumento di progettazione urbana

La messa a dimora delle nuove specie significa aumentare la presenza di insetti impollinatori, migliorare il microclima urbano e rendere le aree verdi più resilienti ai cambiamenti climatici. Spazi prima residuali sono stati trasformati in luoghi vivi e fruibili in tutte le stagioni, grazie anche alle nuove ombreggiature estive e ai percorsi pedonali.

Il progetto dimostra come la biodiversità possa diventare uno strumento di progettazione urbana, capace di trasformare anche piccoli spazi in infrastrutture verdi fondamentali per la città e per il benessere dei cittadini.

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