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I diari de “Il principe nero” in un dibattito a Gorizia

La figura di Junio Valerio Borghese, comandante della X.a Flottiglia MAS, riletta attraverso i suoi diari in un incontro organizzato dagli studiosi Vignali e d’Amato presso il Caffè Garibaldi, lunedì 19 ad ingresso libero

Massi Boscarol

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"Le azioni in difesa dell'italianità di Gorizia, Trieste e della Venezia Giulia: commento del diario del comandante della X.a MAS Junio Valerio Borghese" lunedì 19 a Gorizia al Caffè Garibaldi (foto locandina di Vignali e d'Amato)

GORIZIA – S’intitola “Le azioni in difesa dell’italianità di Gorizia, Trieste e della Venezia Giulia: commento del diario del comandante della X.a MAS Junio Valerio Borghese” l’incontro organizzato dagli studiosi Roberto d’Amato (saggista e critico d’arte) e Cristiano Vignali (giornalista e saggista storico) che si terrà lunedì 19 gennaio presso il Caffè Garibaldi (Corso Italia, 49) a partire dalle ore 18.30 con ingresso gratuito.

La controversa, tetra, enigmatica, oscura ed altrettanto affascinante figura de “Il principe nero” (membro della principesca famiglia Borghese), legata anche al cosiddetto “golpe da operetta” (Golpe Borghese, dicembre 1970, dopo il fallimento del quale dovette riparare in Spagna), presidente del MSI, legato alle intricate trame della “strategia della tensione”, verrà quindi analizzata dagli studiosi in riferimento ai suoi diari personali redatti durante la Seconda Guerra Mondiale, quand’era al comando della X.a Flottiglia MAS, operante nelle nostre zone.

“In occasione del 81esimo anniversario della Battaglia nella Selva di Tarnova (19 – 21 gennaio 1945) che vide contrapposti reparti italiani della Decima Flottiglia Mas (che volevano difendere l’italianità di Gorizia, Trieste e di tutta la Venezia Giulia) a quelli dell’esercito jugoslavo di Tito appoggiati da brigate partigiane italiane comuniste (intenzionate ad annettere la Venezia – Giulia e a portare il confine italo – jugoslavo al Tagliamento), abbiamo organizzato questo incontro/dibattito sulle azioni compiute, fra la fine del 1944 e l’inizio del 1945, dai Marò della Decima, comandati dal Principe Junio Valerio Borghese (Medaglia d’Oro al Valor Militare), tese a  contrastare l’avanzata dei Titini e a difesa delle città italiane anche da eventuali danni dell’esercito germanico in ritirata e da qualsiasi altra provenienza” sono le parole di d’Amato.

“A tal proposito, sarà presentato  – con commenti di passi del libro – il diario autobiografico del comandante stesso. Perché è un dato storico inconfutabile che il processo svoltosi nel dopoguerra a Junio Valerio Borghese ha riconosciuto i meriti della Decima nella difesa della italianità di Gorizia, di Trieste e della Venezia Giulia che hanno contribuito a influenzare i giudici di Roma per una condanna mite nei confronti del comandante della Decima che infine è stato pressoché subito scarcerato grazie alle amnistie del fondatore del Partito Comunista Italiano Palmiro Togliatti” intercala invece Vignali.

Finita Go!2025, si ritorna a parlare di tradizione in quel di Gorizia, quindi. “Con una cultura globalista imperante, quale quella del XXI secolo, c’è bisogno sempre più di una Europa dei Popoli, di Nazioni che si identificano in simboli identitari. Dunque, c’è bisogno di personaggi forti, non necessariamente amati e benvoluti da tutti e conformi al “politically correct”,  piuttosto affascinanti e volendo anche un po’ maledetti. Ebbene, in età contemporanea, uno dei più fulgidi esempi che incarna l’antica tradizione della lotta per la gloria, l’onore e il coraggio cavalleresco sprezzante del pericolo, lo spirito degli antichi capitani di ventura medievali e rinascimentali, ma al contempo l’ingegno, la tenacia tipici del genio italico, è sicuramente il Comandante Junio Valerio Borghese, discendente di un’antica famiglia romana che – nel momento in cui decide di continuare a combattere, dopo l’Armistizio dell’8 settembre 1943 – una guerra che probabilmente è già persa, solo per la gloria e l’onore della Patria, di sé e dei suoi soldati, entra di diritto nella leggenda ed al netto delle accuse che gli vengono ogni giorno mosse dalla macchina del fango. Non a caso a più di cinquant’anni dalla sua morte continua a far discutere e a dividere!” è la conclusione degli organizzatori.

L’evento, ad ingresso libero, è patrocinato dall’Ordine Nobiliare dell’Impero Romano d’Occidente. Per info: 3888931953 – 3331438204

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