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Pedopornografia online, arrestato anche un 27enne di Pordenone: smantellata una rete sul web

Pedopornografia online: tre arresti, tra cui un 27enne di Pordenone, al termine di una lunga indagine della Polizia Postale

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Telegram - Pedopornografia Pordenone
Telegram ( © Depositphotos)

Tre persone arrestate, tra cui un giovane pordenonese di 27 anni, e un minorenne denunciato a piede libero. È il bilancio di una vasta operazione della Polizia Postale contro la pedopornografia online, coordinata dal Centro operativo per la sicurezza cibernetica (Cosc) Piemonte e Valle d’Aosta, su delega della Procura della Repubblica di Torino.

L’intervento rappresenta un nuovo e significativo sviluppo di un’indagine complessa e articolata, avviata per contrastare lo sfruttamento sessuale dei minori nel sottobosco digitale.

Gli arresti: coinvolte più regioni

L’attività investigativa ha visto la collaborazione dei Cosc di Torino, Genova, Como e Pordenone, portando all’arresto di due uomini adulti:

  • un 52enne residente in provincia di Cuneo,
  • un 40enne di Genova,

entrambi accusati di detenzione di un ingente quantitativo di materiale pedopornografico, realizzato mediante lo sfruttamento sessuale di minori.

Il caso di Pordenone: fermato un 27enne

A Pordenone, gli agenti della Polizia Postale hanno arrestato un giovane di 27 anni, ritenuto responsabile non solo della detenzione, ma anche della produzione di materiale pedopornografico.

Il pordenonese è stato colto in flagranza di reato nel corso delle perquisizioni informatiche e domiciliari disposte dall’autorità giudiziaria torinese, che hanno permesso di acquisire elementi ritenuti decisivi per l’inchiesta.

Un minorenne denunciato e il ruolo di Telegram

Le indagini hanno inoltre portato alla denuncia a piede libero di un ragazzo del Comasco, classe 2008, ritenuto amministratore di un gruppo Telegram dal quale l’intera inchiesta ha avuto origine.

Secondo gli investigatori, il canale rappresentava un punto di aggregazione per la condivisione di materiale illecito e per lo scambio di contatti all’interno della rete criminale.

Due anni di indagini sotto copertura

L’operazione è il risultato di oltre due anni di indagini sotto copertura, durante i quali gli investigatori del Cosc hanno ricostruito una fitta rete di contatti attiva online.

L’attività si è concentrata sulla “de-anonimizzazione” degli utenti, attraverso l’uso di strumenti informatici avanzati, che hanno consentito di risalire alle identità reali dei soggetti coinvolti e di mappare le relazioni all’interno del gruppo.

I precedenti arresti e l’impegno nella tutela dei minori

L’inchiesta aveva già portato, nel 2025, all’arresto di due figure ritenute promotrici del gruppo: un sacerdote e un medico torinese, individuati come riferimenti centrali della rete.

L’operazione attuale chiude un nuovo capitolo dell’indagine e conferma il costante impegno delle sezioni di Sicurezza cibernetica nel contrasto ai reati informatici e nella tutela dei minori, uno dei fronti più delicati e prioritari dell’azione investigativa.

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