Seguici su

Cronaca & AttualitàRegione FVG

Protezione civile e tutele per sindaci e volontari, diventa legge il modello FVG

Diventa legge la riforma che rafforza le tutele per sindaci e volontari della Protezione civile. Chiarezza sulle responsabilità, stop alle sanzioni penali e formazione al centro del modello Friuli-Venezia Giulia

Avatar

Pubblicato

il

L'assessore regionale alla Protezione civile Riccardo Riccardi con il neo eletto rappresentante nel Comitato nazionale del volontariato di Protezione Civile, Fabio Braccini e l'uscente Paolo Londero
L'assessore regionale alla Protezione civile Riccardo Riccardi con il neo eletto rappresentante nel Comitato nazionale del volontariato di Protezione Civile, Fabio Braccini e l'uscente Paolo Londero

Una riforma attesa, complessa e ora finalmente legge cogente, che rafforza le tutele per sindaci e volontari della Protezione civile, salvaguardando uno dei modelli più avanzati e riconosciuti a livello nazionale. È questo il risultato del percorso normativo illustrato dall’assessore regionale alla Protezione civile Riccardo Riccardi nel corso della Consulta plenaria dei Coordinatori dei gruppi comunali e dei presidenti delle associazioni di volontariato, riunitasi nell’auditorium della Regione a Udine.

La Consulta plenaria dei Coordinatori dei gruppi comunali e dei presidenti delle associazioni di volontariato di Protezione civile

La Consulta plenaria dei Coordinatori dei gruppi comunali e dei presidenti delle associazioni di volontariato di Protezione civile

Una sintesi normativa che tutela ruoli e responsabilità

«La Regione ha intrapreso una strada complessa per trovare una sintesi normativa che salvaguardasse il ruolo di sindaci e volontari nel sistema di Protezione civile», ha spiegato Riccardi, sottolineando come il risultato non fosse affatto scontato. Il confronto ha coinvolto posizioni anche molto diverse, ricomposte in una norma che oggi garantisce efficienza operativa e chiarezza delle responsabilità, senza snaturare il modello regionale.

Il lavoro ha trovato compimento nel decreto legge 159 del 2025, convertito nella legge 198 del 2025, che ha introdotto nel Decreto legislativo 81/2008 il nuovo articolo 3-bis, definendo in modo puntuale i soggetti coinvolti e i limiti delle responsabilità in ambito di sicurezza.

Volontari equiparati ai lavoratori solo su formazione e sicurezza

La nuova disciplina stabilisce che il volontario di Protezione civile sia equiparato al lavoratore esclusivamente per quanto riguarda formazione e informazione, addestramento, sorveglianza sanitaria e dotazione dei dispositivi di protezione individuale (DPI).

Resta invece chiaro che il volontario è responsabile della propria sicurezza e di quella altrui nei limiti della formazione ricevuta e delle istruzioni impartite, mentre il rappresentante legale dell’organizzazione è tenuto a garantire il rispetto degli obblighi previsti.

Un passaggio cruciale riguarda anche la definizione dei luoghi: le sedi delle organizzazioni e i luoghi di intervento, formazione ed esercitazione non sono considerati luoghi di lavoro, salvo i casi in cui vi si svolga un’attività lavorativa in senso proprio.

Fuori dal perimetro del Decreto 81: un riconoscimento al modello FVG

«Oggi possiamo affermare che i nostri volontari sono fuori dal perimetro applicativo del Decreto legislativo 81 in materia di sicurezza sul lavoro», ha rimarcato Riccardi. Un riconoscimento definito fondamentale per consentire a questa esperienza di continuare a produrre benefici concreti per le comunità locali.

L’assessore regionale Riccardo Riccardi con il direttore della Pc regionale Amedeo Aristei

L’assessore regionale Riccardo Riccardi con il direttore della Pc regionale Amedeo Aristei

L’assessore ha evidenziato come il risultato sia frutto di un lavoro corale, che ha coinvolto la struttura tecnica regionale, il presidente Massimiliano Fedriga, il Governo e il Parlamento.

Superato il regime sanzionatorio penale

Tra gli elementi centrali della riforma figura il superamento del precedente regime sanzionatorio penale, ritenuto non coerente con la natura del volontariato. La legge di conversione ha infatti escluso l’applicazione delle sanzioni penali previste dal Decreto 81, introducendo sanzioni interdittive e amministrative più proporzionate.

Nel dettaglio:

  • per i rappresentanti legali delle organizzazioni, è prevista l’interdizione dalle attività in caso di violazione degli obblighi fondamentali;
  • se il rappresentante legale coincide con il sindaco, l’interdizione è sostituita da una sanzione amministrativa pecuniaria;
  • per i volontari, anche con funzioni di coordinamento, è prevista l’interdizione temporanea dalle attività in caso di violazione degli obblighi di sicurezza.

Formazione rafforzata e nuovo centro a Palmanova

Nel corso della serata è stato illustrato anche il rafforzamento del modello formativo regionale, oggi più strutturato e qualificato. Il sistema di Protezione civile del Friuli-Venezia Giulia ha già formato 4mila nuovi volontari e può contare sul nuovo centro di formazione di Palmanova, una struttura moderna capace di ospitare fino a 50 allievi, con mensa e foresteria, utilizzabile anche nei fine settimana.

Volontari sempre più professionisti dell’emergenza

«L’uscita dal perimetro della 81 non significa abbassare il livello di attenzione», ha concluso Riccardi. Al contrario, formazione, addestramento e corretto uso dei DPI restano centrali. I volontari della Protezione civile regionale sono oggi figure altamente competenti, pronte ad affrontare scenari sempre più complessi, che vanno ben oltre le emergenze meteorologiche, come dimostrato anche durante la pandemia.

Google News Rimani aggiornato seguendoci su Google News!
SEGUICI

Continua a leggere le notizie di Diario FVG e segui la nostra pagina Facebook

Clicca per commentare

You must be logged in to post a comment Login

Tu cosa ne pensi?