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God me Amadeus! L’alta moda di Marras veste l’invidia di Salieri

Un Settecento immaginario, un patto infranto con Dio e il debutto di un’opera maestosa: 18 febbraio sipario al Teatro Comunale di Cormons, a seguire quattro giorni al Politeama Rossetti

Massi Boscarol

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Amadeus: foto ©Laila Pozzo

CORMONS (poi Trieste) – C’è un uomo che sussurra pettegolezzi nelle stanze del potere, un genio sboccato che scrive musica divina e uno stilista che ha deciso di cucire addosso a entrambi i sogni e gli incubi di un’epoca. Nessuna barzelletta signori, c’è ben poco da ridere. Ma forse anche sì! E così il 18 febbraio alle ore 21:00, il Teatro Comunale di Cormons ospiterà la prima regionale di Amadeus di Peter Shaffer, una produzione del Teatro dell’Elfo che promette di essere molto più di una pièce teatrale: un viaggio allucinato e sontuoso nel cuore nero della musica.

Giallo a Vienna: chi ha ucciso il genio? Antonio Salieri aveva un patto con Dio, o così di questo è convinto: devozione assoluta in cambio di successo eterno. Ma poi è arrivato lui, Wolfgang Amadeus Mozart. Ed è qui che la storia si fa misteriosa e terribilmente ironica perchè mentre Salieri riconosce il dito di Dio in ogni nota del rivale, decide che se il Creatore lo ha tradito, lui si vendicherà distruggendo il suo strumento favorito.

Er war ein Superstar, er war populär” cantava il connazionale Falco qualche secolo dopo (orecchio assoluto, si badi bene, per la popstar degli Anni Ottanta!) nella sua iconica Rock me Amadeus. Ed è proprio questo il Mozart che vedremo: un idolo irriverente (interpretato dal talento rivelazione Daniele Fedeli) contrapposto a un Salieri magistrale e tormentato, impersonato da Ferdinando Bruni.

Visione successiva, un Settecento tra passato e futuro ovvero… il tocco di Marras. Già, perchè a dare un’anima visiva a questa guerra dei sensi sono proprio i costumi griffati Antonio Marras. Lo stilista di Alghero, artista prestato alla moda che ha fatto del recupero poetico e della narrazione visiva il proprio marchio di fabbrica, firma per questo spettacolo abiti che sono vere e proprie sculture narrative. AM— vincitore del Premio UBU 2025 proprio per questo lavoro — ha creato un Settecento immaginario dove inserti contemporanei e tessuti preziosi raccontano il disordine mentale e la bellezza folle dei protagonisti. Insomma, uno spettacolo dentro lo spettacolo.

Tra Sogno ed incubo o quando la musica ha il sapore del veleno, sotto la sapiente regia di Bruni e Frongia, il palcoscenico di Cormons si trasformerà in un salone metafisico popolato da nobili, artisti e pettegoli, prima di approdare al Politeama Rossetti di Trieste dal 19 al 22 febbraio.

Biglietti ancora disponibili.

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