Economia & LavoroRegione FVG
Cer Fvg, la Regione lancia la Comunità energetica unica per autonomia e sicurezza energetica
La Regione lancia la Comunità energetica rinnovabile: governance unica e coinvolgimento di 25 soggetti del territorio
La Comunità energetica rinnovabile Friuli-Venezia Giulia (Cer Fvg) si candida a diventare un progetto strategico non solo per la Regione, ma anche, in un’ottica di sovranità energetica, per l’intero Paese. A presentare l’iniziativa è stato oggi a Trieste l’assessore regionale alla Difesa dell’ambiente, Energia e Sviluppo sostenibile Fabio Scoccimarro.
«La Cer Fvg è un progetto strategico per la nostra Regione – ha affermato l’assessore – costruito insieme ai principali rappresentanti del mondo istituzionale, economico, sociale e accademico del territorio».
La scelta è quella di realizzare una Cer di area vasta, estesa a tutto il territorio regionale, con un’unica governance. Una soluzione che, come ha puntualizzato Scoccimarro, consentirà semplificazione, riduzione dei costi, maggiore efficienza amministrativa e creazione di valore condiviso su larga scala.
Transizione energetica come percorso condiviso
Secondo l’esponente della Giunta Fedriga, la transizione energetica non può essere calata dall’alto, ma deve diventare un percorso partecipato, fondato su alleanze solide, competenze tecniche e responsabilità collettiva.
«È un modello aperto e capace di integrare competenze diverse – ha spiegato – che da mesi sta guidando il nostro lavoro».
La Cer non punta soltanto a produrre e condividere energia pulita a livello locale, ma vuole promuovere una nuova cultura energetica, rafforzando l’autonomia del territorio e sostenendo concretamente imprese, famiglie, enti locali e comunità. Un modello che, nelle parole dell’assessore, rappresenta «uno strumento sociale prima ancora che tecnico».
Coinvolti 25 soggetti del tessuto socio-economico
Il percorso è stato costruito insieme a 25 soggetti rappresentativi di tutti i settori del tessuto socio-economico regionale, che hanno firmato un protocollo d’Intesa con la Regione.
Tra questi figurano Camere di Commercio, associazioni di categoria, mondo cooperativo, imprese, Ater, istituzioni religiose, consorzi di bonifica, università di Trieste e Udine, Arpa e Anci Fvg.
La fase di co-progettazione è iniziata il 20 ottobre scorso e proseguirà fino ad aprile 2026 attraverso tavoli tecnici e tematici. L’obiettivo è analizzare le esigenze del territorio, le potenzialità delle filiere produttive, i bisogni sociali e le opportunità di ricerca e innovazione presenti in Friuli-Venezia Giulia.
«La nostra visione complessiva – ha ricordato Scoccimarro – aspira a tenere insieme energia, società, economia e innovazione».
Energia pulita, sicurezza e decarbonizzazione
Dal punto di vista ambientale, la Cer mira a promuovere un modo nuovo di produrre e utilizzare l’energia: più pulito, più efficiente e più vicino ai territori.
Il progetto prevede lo sviluppo di impianti da fonti rinnovabili, l’incremento dell’accumulo, dell’autoconsumo collettivo e della circolazione di energia senza sprechi.
Un altro obiettivo centrale è rendere il sistema regionale più stabile e meno dipendente dalle fluttuazioni dei mercati internazionali, aumentando la sicurezza energetica locale in un contesto geopolitico sempre più complesso. Il percorso punta inoltre alla riduzione delle emissioni e al contributo concreto alla decarbonizzazione.
Equità sociale, comunità e innovazione
La Cer avrà anche una forte dimensione sociale. «Vogliamo creare un vero senso di comunità – ha sottolineato l’assessore – in cui l’energia diventi un bene condiviso, governato con responsabilità collettiva e trasparenza».
Il progetto comprende attività di educazione energetica, formazione e divulgazione, con l’obiettivo di ridurre la povertà energetica, sostenere i più fragili, contrastare l’isolamento dei territori periferici e contribuire alla rigenerazione urbana e territoriale.
Non manca l’attenzione alla ricerca e all’innovazione: la Cer sarà una piattaforma per sperimentare nuove tecnologie, dalle smart grid ai sistemi di accumulo, fino all’idrogeno verde e alle soluzioni digitali avanzate.
L’obiettivo finale è generare valore che resti sul territorio, reinvestendo i ricavi nella comunità e rafforzando il tessuto produttivo regionale, con la capacità di attrarre investimenti pubblici e privati.
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