Cronaca & AttualitàPordenone
Aviano, domenica il presidio davanti alla base Usa: «Più armi non significano più sicurezza»
Manifestazione alla base Usaf di Aviano contro armi nucleari e riarmo: appuntamento domenica 9 agosto alle 10
Domenica 9 agosto, alle 10, davanti alla base Usaf di Aviano, movimenti e associazioni pacifiste si ritroveranno per ricordare le vittime dei bombardamenti atomici del 1945 e ribadire il proprio rifiuto del riarmo e delle armi nucleari. Il sit-in sarà anche l’occasione per rilanciare la raccolta firme sulla proposta di legge popolare per una difesa civile non armata e nonviolenta.
Per i promotori, il ricordo di Hiroshima e Nagasaki non può essere limitato a una commemorazione storica. «Non ci ritroviamo davanti alla Base di Aviano per celebrare una ricorrenza storica. Ci ritroviamo perché Hiroshima e Nagasaki non appartengono al passato: sono una domanda rivolta al presente», spiegano le associazioni.
Perché la manifestazione si svolge ad Aviano
La scelta di organizzare il presidio davanti alla base militare non è casuale. Secondo gli organizzatori, ricordare le vittime dei bombardamenti atomici davanti a una delle principali basi statunitensi in Europa significa rendere la memoria uno strumento per interrogare le decisioni politiche e militari contemporanee.
Al centro della manifestazione ci sarà infatti il modello di sicurezza e di difesa che un Paese intende adottare. I promotori contestano l’idea secondo cui un aumento degli armamenti garantirebbe automaticamente una maggiore sicurezza.
«Siamo davvero più sicuri in un mondo che investe sempre di più negli armamenti e sempre meno nella diplomazia, nella cooperazione e nella prevenzione dei conflitti?», chiedono le associazioni.
Le conseguenze economiche del riarmo
Nel comunicato viene sottolineato anche il costo sociale delle politiche di riarmo. Secondo i promotori, ogni euro destinato alle spese militari rischia di sottrarre risorse alla scuola, alla sanità, alle politiche sociali e alla transizione ecologica.
«Non esiste sicurezza se aumentano le armi ma diminuiscono le risorse per curare, educare, accogliere e affrontare la crisi climatica», affermano gli organizzatori.
La manifestazione richiamerà inoltre la tragedia di Gaza come esempio delle conseguenze dei conflitti sulla popolazione civile. «L’immane sofferenza del popolo palestinese ci ricorda che ogni guerra finisce per colpire soprattutto i civili», si legge nel comunicato.
Una proposta alternativa di difesa
L’iniziativa non vuole limitarsi a esprimere un semplice “no” alle armi nucleari. Le associazioni intendono proporre un’altra idea di difesa, fondata sulla nonviolenza, sulla prevenzione dei conflitti e sulla partecipazione civile.
La proposta di legge di iniziativa popolare pone al centro la difesa civile non armata e nonviolenta, insieme alla diplomazia e all’educazione alla pace. Durante il presidio sarà quindi rilanciata la raccolta delle firme necessarie a sostenere il progetto.
Il richiamo a Pordenone Capitale della Cultura
La manifestazione proporrà anche una riflessione sul ruolo della cultura, guardando al 2027, quando Pordenone sarà Capitale italiana della Cultura.
«Una cultura ridotta a intrattenimento o una cultura capace di interrogare il nostro tempo?», chiedono le associazioni. Per i promotori, la cultura deve essere costruzione della pace, della convivenza e della responsabilità civile.
Nel corso dell’evento saranno ricordate anche le parole di Ernesto Balducci: «Gli uomini del futuro o saranno uomini di pace o non saranno».
È previsto infine il saluto del vescovo Giuseppe, che richiamerà il magistero di Papa Leone in continuità con quello di Papa Francesco, sottolineando la responsabilità dei cristiani nel rifiutare l’escalation militare e nel sostenere una pace fondata sulla giustizia, sul dialogo e sulla fraternità.
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