Udine
Carceri al collasso in Friuli-Venezia Giulia: a Udine l’affollamento raggiunge il 197%
Carceri sovraffollate in Fvg: Udine raggiunge il 197% e il dato regionale supera complessivamente il 150%
Il sovraffollamento delle carceri del Friuli-Venezia Giulia ha raggiunto livelli ormai strutturali. Il dato più allarmante arriva dalla Casa circondariale di Udine, dove il tasso di affollamento è salito al 197 per cento: quasi due detenuti per ogni posto regolamentare. Una situazione che, secondo il rapporto semestrale di Antigone, compromette i diritti delle persone recluse, la sicurezza degli istituti e le condizioni di lavoro degli operatori.
Udine tra gli istituti più sovraffollati d’Italia
Il carcere di Udine figura tra le strutture penitenziarie con il maggiore sovraffollamento a livello nazionale. Gli spazi disponibili risultano largamente insufficienti rispetto al numero delle persone presenti, con inevitabili ripercussioni sulla gestione quotidiana dell’istituto.
Il problema riguarda però l’intero territorio regionale. Anche nel carcere del Coroneo di Trieste il numero dei detenuti supera la disponibilità degli spazi. Complessivamente, nelle strutture penitenziarie del Friuli-Venezia Giulia, il tasso di affollamento è superiore al 150 per cento.
Più tensioni e meno possibilità di reinserimento
Antigone sottolinea che il sovraffollamento non rappresenta soltanto una questione numerica. La presenza di troppe persone nelle celle può provocare maggiori tensioni, ridurre gli spazi comuni e rendere più difficile l’organizzazione delle attività scolastiche, formative e lavorative.
A essere penalizzati sono soprattutto i percorsi di reinserimento sociale, fondamentali affinché la pena possa svolgere la propria funzione rieducativa prevista dalla Costituzione. Le conseguenze ricadono anche sulla polizia penitenziaria, sugli educatori e sugli altri operatori, costretti a lavorare in condizioni sempre più difficili.
In Italia oltre 64 mila detenuti
La situazione regionale si inserisce in un quadro nazionale particolarmente critico. Nelle carceri italiane sono presenti oltre 64 mila detenuti, a fronte di poco più di 51 mila posti regolamentari.
Secondo Antigone sono necessari interventi immediati, a partire da un maggiore utilizzo delle misure alternative alla detenzione per le persone che possiedono i requisiti. L’associazione chiede inoltre il rafforzamento degli organici della polizia penitenziaria e maggiori investimenti nelle attività educative, lavorative e trattamentali.
Senza un cambio di direzione, avverte il rapporto, il sovraffollamento continuerà a compromettere contemporaneamente la sicurezza, le condizioni di lavoro del personale e i diritti dei detenuti.
Honsell: «Condizioni disumane»
Sul rapporto è intervenuto anche il consigliere regionale di Open Sinistra Fvg Furio Honsell, ricordando come il Garante regionale dei diritti della persona, Enrico Sbriglia, avesse già denunciato che nessuna struttura penitenziaria italiana sarebbe pienamente a norma.
«Oggi anche il rapporto Antigone conferma che l’Italia è tornata allo stesso livello di sovraffollamento del 2013, quando fu condannata dalla Corte europea dei diritti dell’uomo», afferma Honsell. Per il consigliere, anche il dato regionale superiore al 150 per cento deve essere considerato inaccettabile sul piano etico.
Honsell critica inoltre la bocciatura degli emendamenti presentati da Open Sinistra Fvg durante l’ultimo assestamento di bilancio. Le proposte prevedevano intese con gli enti locali per realizzare alloggi destinati alle persone ammesse all’esecuzione penale esterna.
«Tenere in carcere chi potrebbe avere il diritto di scontare una pena all’esterno aumenta solamente il rischio di recidiva», sostiene il consigliere, secondo il quale le attuali condizioni degli istituti non favoriscono il recupero e il reinserimento delle persone detenute.
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