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Carcere di Pordenone, 51 detenuti per 37 posti: «Da un anno nessuna risposta dalla Giunta»

Carcere di Pordenone, Conficoni chiede alla Giunta risposte su sovraffollamento, garante dei detenuti e nuova struttura di San Vito

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A un anno dal deposito dell’interrogazione sulla situazione del carcere di Pordenone, il consigliere regionale Nicola Conficoni (Pd) torna a chiedere risposte alla Giunta. Secondo l’esponente dem, il recente decesso di un detenuto rende ancora più urgente fare chiarezza sulle criticità della struttura di piazza della Motta, sui tempi del nuovo carcere di San Vito al Tagliamento e sulla nomina del garante dei detenuti.

«Interrogazione ancora senza risposta»

Conficoni segnala che l’interrogazione, depositata nel 2025, risulta ancora in sospeso. «Restano irrisolti – afferma – i nodi relativi alla nomina del garante dei detenuti, ai tempi di realizzazione della nuova casa circondariale di San Vito al Tagliamento e alla procedura di sdemanializzazione del Castello di Pordenone».

Su quest’ultimo punto il consigliere ricorda anche la petizione assegnata alla commissione competente nel febbraio 2024 e, secondo quanto riferito, mai trattata. Una situazione che Conficoni considera in contrasto con il regolamento consiliare.

I dubbi sui tempi del nuovo carcere

Il consigliere regionale richiama inoltre le dichiarazioni sul futuro carcere di San Vito al Tagliamento. Il ministro Ciriani, ricorda Conficoni, aveva ipotizzato la conclusione dei lavori entro il 2026 e l’entrata in funzione nel 2027. Successivamente il viceministro della Giustizia avrebbe indicato la primavera del 2027 come termine per la chiusura del cantiere.

Secondo Conficoni, tuttavia, lo stato di avanzamento dell’opera continua a delineare «un quadro di incertezza» che penalizza il territorio.

Sovraffollamento e carenza di agenti

Nel frattempo resta critica, secondo il consigliere dem, la situazione della casa circondariale di piazza della Motta. Conficoni ricorda che già lo scorso anno erano presenti 51 detenuti a fronte di una capienza di 37 posti, oltre a una significativa carenza di agenti, condizioni rilevate anche durante un sopralluogo dell’associazione “Nessuno tocchi Caino”.

Il consigliere sottolinea inoltre come non sia stato ancora perfezionato l’iter per la nomina di un garante dedicato alle persone recluse a Pordenone.

Conficoni: «Servono dignità, sicurezza e trasparenza»

Resta aperta anche la questione della petizione per la sdemanializzazione del Castello, sottoscritta da mille cittadini e, secondo Conficoni, ancora non calendarizzata.

«È indispensabile – conclude il consigliere regionale – che la Giunta risponda all’interrogazione e chiarisca quali iniziative intenda assumere per garantire dignità, sicurezza e trasparenza su un tema che riguarda l’intera comunità».

 

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