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Il vino accenda il fuoco del Collio: Cormòns tra moda, ritmi di confine e calici senza tempo

Dal 18 al 20 settembre 2026 torna la Festa dell’Uva. Tre piazze, masterclass d’autore, il gemellaggio enologico con il Chianti Classico, l’arte sartoriale del nodo alla cravatta e il gran finale elettronico di Samuel dei Subsonica

Massi Boscarol

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La Festa dell'Uva di Cormons, dal 18 al 20 settembre

CORMÒNS – Anni e anni passati a inseguire il futuro, anni spesi a rincorrere la velocità cieca del mondo, eppure eccoci qui, fedeli all’appuntamento più sfolgorante del Collio. Questa è la terra dove la vite affonda radici secolari e dove il vino, splendido e sovrano, si sposa davvero con tutto. Torna la Festa dell’Uva dal 18 al 20 settembre, e torna con la spavalderia colta di chi sa che le tradizioni, per rimanere eterne, devono farsi opera d’arte. Non una semplice sagra, ma un palcoscenico totale dove l’aristocrazia dello spirito e la polpa viva della piazza si fondono in un unico, irripetibile abbraccio.

C’è un’élite annoiata che guarda ai borghi con sufficienza, e poi c’è chi sa che la vera linfa vitale pulsa proprio qui, tra le piazze e le vie di Cormòns, dove il passato non è un reperto impolverato ma un trampolino lanciato verso l’infinito. Quest’anno il percorso si allarga come un delta prezioso: la nuovissima Piazza del Gusto, curata dall’Enoteca di Cormons, accoglie il prestigioso gemellaggio con i produttori di San Donato in Poggio per un dialogo senza confini tra il Collio e il Chianti Classico. Tra masterclass di vecchie annate, calici che sfidano il tempo e il violino magico di Pierpaolo Foti a inaugurare le danze, la kermesse si muove leggera tra i fasti di Palazzo Locatelli e l’energia debordante di Piazzale Sfiligoi, dove i dj set infiammano le notti con il format “Certe Notti”, le memorie anni Duemila e il gran finale affidato alla classe elettronica di Samuel dei Subsonica.

Ma se c’è un dettaglio che trasforma l’eleganza in un manifesto di stile assoluto, questo accade all’interno dell’Hub Vintage di Palazzo Locatelli. L’atelier temporaneo firmato da Lorenzo Don non si limita a celebrare il fascino senza tempo degli anni d’oro, ma quest’anno introduce un laboratorio iniziatico destinato a fare epoca: la nobile arte del nodo alla cravatta. Perché in un’epoca di sciatteria dilagante e di colletti scomposti, saper annodare una cravatta con la disinvoltura di un dandy non è un vezzo formale, è un atto di resistenza estetica, un baluardo di civiltà sartoriale che separa gli uomini di classe dalla folla indistinta.

Tra il passaggio del treno storico promosso da Promoturismo Fvg, la sfilata trionfale della Festa provinciale delle bande con oltre duecento suonatori, le note della Shypyard Big Band e la caccia al tesoro “La volpe e l’uva” dedicata ai più piccoli, la festa si conferma un capolavoro di visione e coraggio. Come ci ricorda quel brivido leopardiano scelto dal sindaco Roberto Felcaro e dalla giunta: “Sono convinto che anche nell’ultimo istante della nostra vita abbiamo la possibilità di cambiare il nostro destino”. E noi, stretti attorno a un calice e con il nodo alla cravatta perfettamente teso, il nostro destino lo abbiamo già scelto: restare immortali, aggrappati alla bellezza di questa terra.

Tutti gli spettacoli sono a ingresso rigorosamente gratuito. Appuntamento a Cormòns dal 18 al 20 settembre 2026.

Programma completo su: Festa dell’Uva

 

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