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San Dorligo, posata la prima pietra del nuovo parco fotovoltaico
Posata a San Dorligo della Valle la prima pietra del nuovo parco fotovoltaico di Elettra Sincrotrone: coprirà fino al 25% del fabbisogno elettrico del centro e sarà operativo entro il 2028
Un nuovo passo verso una ricerca scientifica più autonoma dal punto di vista energetico e meno esposta alle oscillazioni dei prezzi dell’energia. A San Dorligo della Valle è stata posata la prima pietra del nuovo parco fotovoltaico “Green Energy” destinato a Elettra Sincrotrone Trieste, un impianto che, una volta operativo, potrà coprire circa il 20-25% del fabbisogno elettrico del centro di ricerca di Basovizza.
La cerimonia si è svolta venerdì 11 settembre nell’area della dismessa Cava Scoria, alla presenza del governatore del Friuli-Venezia Giulia Massimiliano Fedriga e dell’assessore regionale alla Ricerca Alessia Rosolen.
Il progetto rappresenta uno degli interventi più significativi degli ultimi anni sul fronte dell’approvvigionamento energetico delle infrastrutture scientifiche regionali, con l’obiettivo di ridurre i costi, aumentare la sicurezza delle forniture e consentire a Elettra di recuperare progressivamente la piena capacità operativa dei propri impianti.
La prima pietra di un impianto da 8-10 MW
Il nuovo parco fotovoltaico avrà una potenza stimata compresa tra 8 e 10 MW e potrà produrre ogni anno tra 10 e 11,6 GWh di energia elettrica.
L’energia generata a San Dorligo della Valle sarà trasferita direttamente al complesso scientifico di Basovizza attraverso un cavo interrato in media tensione, riducendo così la quota di energia che Elettra dovrà acquistare dalla rete.
L’entrata in funzione dell’impianto è prevista entro la fine del 2028.
La posa della prima pietra segna quindi l’avvio concreto di un progetto destinato a incidere non soltanto sulla sostenibilità ambientale del centro di ricerca, ma anche sulla sua capacità di programmare le attività scientifiche con maggiore stabilità.
L’area dove sorgerà il nuovo parco fotovoltaico
Energia pulita per coprire fino a un quarto dei consumi di Elettra
Il tema energetico è particolarmente rilevante per Elettra Sincrotrone Trieste. Le infrastrutture di luce Elettra e FERMI richiedono infatti quantità molto elevate di energia per funzionare.
Attualmente il centro registra un consumo di circa 32.000 MWh di energia elettrica all’anno, oltre a circa 5,5 milioni di metri cubi di gas naturale.
Proprio l’aumento dei prezzi energetici registrato a partire dal 2023 ha avuto conseguenze dirette sulle attività scientifiche. Secondo quanto evidenziato durante la presentazione del progetto, i rincari hanno comportato una riduzione di circa il 40% dell’attività delle macchine di luce Elettra e FERMI.
Con il nuovo impianto, Elettra potrà invece produrre direttamente una parte significativa dell’energia necessaria, attenuando l’impatto delle variazioni dei prezzi e migliorando la programmazione delle attività di ricerca.
Un investimento complessivo sostenuto da Regione e Ministero
Per la realizzazione del progetto “Green Energy” sono state messe in campo risorse pubbliche significative.
La Regione Friuli-Venezia Giulia ha stanziato un contributo straordinario di 5,5 milioni di euro, al quale si aggiungono 21 milioni di euro messi a disposizione dal ministero dell’Università e della Ricerca.
Per il governatore Fedriga l’intervento ha un valore che supera la dimensione ambientale e riguarda anche la capacità del sistema scientifico e produttivo italiano di ridurre la propria esposizione alle forniture esterne.
Secondo il presidente della Regione, la realizzazione del nuovo impianto rappresenta infatti “un investimento strategico” capace di rafforzare ulteriormente il ruolo internazionale di Elettra Sincrotrone.
Fedriga: «Innovazione e autonomia energetica»
Durante la cerimonia dell’11 settembre Fedriga ha sottolineato come la riduzione delle emissioni di CO2 garantita dal nuovo parco fotovoltaico possa essere paragonata al beneficio ambientale derivante dalla piantumazione di oltre 150mila alberi.
Il governatore ha evidenziato inoltre come la possibilità di sviluppare innovazione mantenendo un rapporto equilibrato con il territorio rappresenti uno degli elementi centrali per aumentare la competitività della ricerca italiana.
Il progetto viene considerato anche un tassello nella più ampia strategia di autonomia energetica, con una minore dipendenza da fornitori esteri e una maggiore capacità di mettere al riparo infrastrutture considerate strategiche dalle oscillazioni internazionali dei prezzi dell’energia.

Il governatore Fedriga a San Dorligo della Valle per posa della prima pietra del nuovo parco fotovoltaico per Elettra Sincrotrone
Non solo pannelli, 8mila nuove piante e un centro visite
Il nuovo parco di San Dorligo della Valle non sarà costituito esclusivamente dai pannelli fotovoltaici.
Il progetto prevede l’utilizzo di pannelli bifacciali di nuova generazione, in grado di sfruttare la radiazione solare su entrambi i lati, ma anche una serie di interventi destinati all’integrazione dell’impianto nel paesaggio.
È prevista infatti la messa a dimora di circa 8.000 tra alberi, arbusti e specie erbacee, oltre alla creazione di un centro visite e di una vedetta carsica.
Saranno inoltre installati sistemi di monitoraggio avanzati per ottimizzare la produzione di energia e analizzare il funzionamento dell’impianto nel tempo.
Il parco fotovoltaico diventerà anche un laboratorio di ricerca
Uno degli aspetti più innovativi del progetto riguarda proprio il rapporto tra produzione energetica e attività scientifica.
Il parco fotovoltaico potrà infatti essere utilizzato anche come laboratorio sperimentale per lo studio delle tecnologie energetiche, trasformando l’infrastruttura destinata alla produzione di elettricità in un vero e proprio strumento di ricerca.
La sostenibilità, in questo modo, non sarà soltanto un obiettivo legato alla riduzione dei consumi o delle emissioni, ma entrerà direttamente nelle attività scientifiche di Elettra.
Con la posa della prima pietra a San Dorligo della Valle prende dunque forma un progetto che guarda al 2028, quando il parco dovrebbe entrare pienamente in funzione. Per Elettra Sincrotrone significherà poter contare su una quota importante di energia prodotta direttamente sul territorio, riducendo i costi e rafforzando contemporaneamente autonomia, sostenibilità e capacità operativa della ricerca scientifica.
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