Economia & Lavoro
A Trieste l’IA fa risparmiare 2,6 ore a settimana, ma il 45% condivide documenti sensibili
A Trieste l’intelligenza artificiale fa risparmiare 2,6 ore di lavoro a settimana: boom delle traduzioni, ma resta il nodo privacy
I lavoratori di Trieste risparmiano in media 2,6 ore alla settimana grazie all’utilizzo dell’intelligenza artificiale, un risultato che porta la città al secondo posto nella classifica nazionale, a pari merito con Torino e Catania. Il dato emerge dal sondaggio condotto da Adobe Acrobat nell’ambito dello studio “L’ascesa dell’IA per i documenti”, che fotografa anche le modalità di utilizzo della tecnologia e le principali criticità percepite dai lavoratori.
Trieste prima in Italia per l’uso dell’IA nelle traduzioni
Uno degli elementi che maggiormente distingue Trieste è il ricorso all’intelligenza artificiale per tradurre documenti. Lo fa il 60% degli intervistati, la percentuale più alta registrata in Italia e quasi doppia rispetto alla media nazionale.
L’IA viene utilizzata anche per numerose altre attività legate alla gestione quotidiana dei documenti. Tra queste figurano il riassunto di file PDF e report, l’analisi dei testi e l’estrazione di dati, oltre alla creazione di presentazioni e alla redazione di report complessi.
Un insieme di attività che, secondo il sondaggio, permette ai lavoratori triestini di recuperare mediamente 2,6 ore di lavoro ogni settimana.
Privacy e formazione tra gli ostacoli principali
Alla diffusione degli strumenti di intelligenza artificiale si accompagnano però alcune criticità. Il 27% dei lavoratori triestini individua nella sicurezza dei dati e nella privacy il principale ostacolo all’utilizzo dell’IA. La stessa percentuale segnala invece una mancanza di formazione e di linee guida aziendali chiare.
Il 20% degli intervistati preferisce affidarsi all’apporto umano, mentre un altro 20% incontra limitazioni legate alle policy adottate dalle aziende.
Più contenute, ma comunque significative, le percentuali relative ad altre difficoltà: il 13% teme possibili errori negli output, il 13% non sa quali strumenti scegliere e un ulteriore 13% incontra problemi nell’integrazione dell’intelligenza artificiale con i gestionali già utilizzati.
Documenti sensibili, il 45% li condivide senza particolari timori
Il sondaggio mette inoltre in evidenza un contrasto sul tema della riservatezza. Nonostante privacy e sicurezza siano tra le preoccupazioni più citate, il 45% dei lavoratori triestini dichiara di condividere tranquillamente documenti sensibili.
Solo il 41% mantiene invece un atteggiamento improntato alla cautela. Un dato che evidenzia la necessità di rafforzare la formazione sul trattamento delle informazioni aziendali e sull’utilizzo consapevole degli strumenti basati sull’intelligenza artificiale.
Lo studio “L’ascesa dell’IA per i documenti” è stato realizzato da Adobe Acrobat attraverso un sondaggio nazionale su 1.500 adulti italiani, condotto tra il 18 e il 22 aprile 2026, con approfondimenti dedicati alle principali città italiane.
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