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Ospedale di Udine, il CUP cambia volto: 12 sportelli, spazi moderni e sistema anti-aggressioni
All’ospedale di Udine inaugurato il nuovo CUP, realizzato con circa 2 milioni di euro: 12 sportelli, oltre 100 posti a sedere, servizi per persone con disabilità e un nuovo sistema di sicurezza
Un nuovo spazio più moderno, accessibile e sicuro per accogliere ogni giorno gli utenti dell’ospedale. È stato inaugurato il nuovo Centro unico di prenotazione (CUP) dell’Ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine, realizzato con un investimento di circa 2 milioni di euro.
La nuova struttura, inaugurata ieri 17 settembre, si trova nel padiglione d’ingresso dell’ospedale ed è stata progettata con l’obiettivo di migliorare sia l’esperienza dei cittadini sia le condizioni di lavoro degli operatori.
Il nuovo CUP dell’ospedale di Udine: 12 sportelli e oltre 100 posti
Uno degli aspetti principali dell’intervento riguarda la riorganizzazione degli spazi destinati all’accoglienza e alle prenotazioni sanitarie. Il nuovo CUP dispone infatti di 12 sportelli, dei quali due specificamente dedicati alle persone con disabilità, e di oltre 100 posti a sedere per gli utenti in attesa.
L’obiettivo è rendere più ordinati e funzionali i flussi all’interno dell’ospedale e offrire condizioni più confortevoli alle persone che devono effettuare prenotazioni o altre operazioni amministrative.
Secondo l’assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi, presente all’inaugurazione, la struttura rappresenta «un’evoluzione intelligente e innovativa», capace di accogliere le persone in condizioni molto diverse rispetto al passato attraverso spazi più funzionali e servizi studiati per una gestione più efficiente delle attese.
Un sistema di sicurezza collegato direttamente alle forze dell’ordine
Tra le novità più significative c’è anche un intervento specificamente rivolto alla sicurezza del personale sanitario e amministrativo.
Il nuovo CUP è stato infatti dotato di un sistema di sicurezza collegato direttamente con le forze dell’ordine, che può essere attivato dagli operatori nel caso in cui si verifichino situazioni di rischio.
Un elemento sul quale Riccardi ha posto particolare attenzione, ricordando come chi lavora agli sportelli possa trovarsi a gestire episodi di tensione, violenza o aggressione.
«Sono professionisti che ogni giorno mettono competenza e disponibilità al servizio delle persone», ha sottolineato l’assessore, evidenziando l’importanza di garantire strumenti in grado di aumentare la protezione di chi opera a diretto contatto con il pubblico.
Un investimento da circa 2 milioni di euro
Il rinnovamento del CUP rientra nel percorso di ammodernamento dei servizi dell’ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine.
L’investimento complessivo per la nuova struttura ammonta a circa 2 milioni di euro. Oltre al miglioramento degli spazi, l’intervento punta quindi su accessibilità, organizzazione dei servizi e sicurezza, tre aspetti particolarmente importanti in un punto dell’ospedale attraversato quotidianamente da un numero elevato di cittadini.
La nuova collocazione nel padiglione d’ingresso punta inoltre a rendere il servizio più facilmente individuabile e accessibile fin dall’arrivo nella struttura ospedaliera.
Inaugurata anche la mostra sull’ospedale durante il terremoto del 1976
La giornata del 17 settembre è stata anche l’occasione per inaugurare la mostra multimediale “Dalle macerie alle cure del futuro. Il sisma del ’76 e l’Ospedale di Udine”.
L’esposizione, realizzata dall’Azienda sanitaria universitaria Friuli Centrale insieme all’Università degli Studi di Udine, è stata curata dal Digital Storytelling Lab del Dipartimento di Studi umanistici e del patrimonio culturale dell’Ateneo.
Attraverso quattro differenti percorsi, la mostra ricostruisce la risposta della sanità friulana al devastante terremoto del 1976 e l’evoluzione che, negli anni successivi, ha portato alla trasformazione dell’ospedale udinese.
Il racconto utilizza diversi strumenti: filmati d’archivio, pagine animate del Messaggero Veneto, testimonianze di sanitari raccolte in un podcast e un video infografico dedicato all’impatto del terremoto sulle strutture ospedaliere e sull’organizzazione delle emergenze.

L’assessore Riccardi interviene all’inaugurazione della mostre multimediale sul ruolo dell’ospedale di Udine durante il terremoto del 1976
Nel 1976 oltre 400 persone assistite in due giorni
La mostra permette anche di riportare l’attenzione sul ruolo svolto dall’ospedale di Udine nelle ore immediatamente successive al sisma.
Secondo quanto ricordato durante l’inaugurazione, la struttura riuscì ad accogliere, curare e assistere oltre 400 persone nell’arco di appena due giorni, mettendo in campo una risposta organizzativa che avrebbe lasciato un patrimonio di conoscenze ed esperienze utilizzato anche nelle emergenze successive.
Riccardi ha ricordato inoltre le figure di Antonio Comelli e Mario Toros, sottolineandone il ruolo nella ricostruzione e nello sviluppo del Friuli dopo il terremoto.
Memoria e innovazione si sono così incontrate nella stessa giornata: da una parte il racconto di come la sanità friulana seppe affrontare una delle emergenze più drammatiche della storia regionale, dall’altra un nuovo CUP pensato per migliorare concretamente i servizi dell’ospedale di Udine nel presente e negli anni a venire.
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