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A Palmanova una stanza che simula i terremoti: come provare l’esperienza e prenotare

A Palmanova arriva Terremoti d’Italia, la mostra con due simulatori per sperimentare in sicurezza gli effetti di una scossa. Aperta dal 13 ottobre per circa un mese: ecco orari, sede e come prenotare la visita

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Stanza durante un terremoto
Stanza durante un terremoto (© Redazione / AI)

Provare le sensazioni di un terremoto, osservare come si muove un edificio durante una scossa e imparare i comportamenti che possono salvare la vita. È l’esperienza proposta dalla mostra Terremoti d’Italia, che apre oggi, martedì 13 ottobre 2026, a Palmanova, nella sede della Protezione civile del Friuli-Venezia Giulia.

L’esposizione, visitabile per circa un mese, è organizzata dal Dipartimento nazionale della Protezione Civile in collaborazione con la struttura regionale. L’iniziativa prende il via in occasione della Giornata internazionale per la riduzione del rischio dei disastri e punta a far conoscere uno dei fenomeni naturali che maggiormente interessano il territorio italiano.

Due simulatori per sperimentare gli effetti di un terremoto

L’attrazione principale della mostra è rappresentata da due simulatori sismici, progettati per riprodurre il movimento del terreno durante un terremoto.

In particolare, all’interno della cosiddetta stanza sismica, i visitatori potranno sperimentare in condizioni controllate e di sicurezza gli effetti di una scossa, comprendendo in modo diretto come le vibrazioni si trasmettano agli ambienti che ci circondano.

Un’esperienza pensata non soltanto per suscitare curiosità, ma soprattutto per aiutare adulti e ragazzi a sviluppare una maggiore consapevolezza del rischio sismico.

La visita sarà accompagnata dai volontari dell’associazione Lares Italia, che guideranno il pubblico attraverso le diverse sezioni dell’esposizione.

Il simulatore sismico all'interno della mostra "Terremoti d'Italia"

Il simulatore sismico all’interno della mostra “Terremoti d’Italia”

Cosa fare prima, durante e dopo una scossa

Oltre ai simulatori, Terremoti d’Italia propone un percorso divulgativo con fotografie, documenti, strumenti scientifici e filmati, attraverso i quali vengono spiegati i meccanismi che provocano i terremoti e le tecnologie utilizzate per studiarli.

Particolare attenzione è dedicata alla vulnerabilità degli edifici e agli interventi che possono contribuire a rendere più sicure le abitazioni.

I visitatori potranno inoltre approfondire quali comportamenti adottare prima, durante e dopo un terremoto, distinguendo le precauzioni realmente utili dalle reazioni istintive che potrebbero aumentare i rischi.

Al termine del percorso saranno presenti anche i volontari della campagna nazionale «Io non rischio», pronti a fornire informazioni sui pericoli naturali presenti nel territorio e sulle principali misure di prevenzione.

Un appuntamento significativo a 50 anni dal terremoto del Friuli

La scelta di ospitare questa iniziativa in Friuli-Venezia Giulia assume un significato particolare nel cinquantesimo anniversario del terremoto del 6 maggio 1976, che devastò numerosi centri della regione e provocò 965 vittime, considerando anche le successive scosse.

Quell’esperienza segnò profondamente il territorio e contribuì allo sviluppo del moderno sistema nazionale di Protezione civile.

A mezzo secolo di distanza, la mostra rappresenta un’occasione per collegare la memoria del terremoto alla cultura della prevenzione, ricordando che, pur non essendo possibile prevedere con precisione quando si verificherà una scossa, è possibile adottare misure per ridurne le conseguenze.

Una sala intitolata a Giuseppe Zamberletti: le parole di Riccardi

In occasione dell’inaugurazione della mostra, nella sede della Protezione civile regionale di Palmanova si è svolta anche la cerimonia di intitolazione della sala ottagonale di coordinamento delle emergenze a Giuseppe Zamberletti, considerato il padre della Protezione civile italiana e protagonista della ricostruzione del Friuli dopo il terremoto del 1976.

«A 50 anni dal terremoto ricordiamo con un segno tangibile colui che è riconosciuto da tutti come il padre della Protezione Civile e della ricostruzione del Friuli», ha dichiarato l’assessore regionale Riccardo Riccardi, sottolineando come l’eredità di Zamberletti rappresenti ancora oggi un riferimento fondamentale.

«Questa struttura non ha bisogno soltanto di memoria, ma di futuro», ha aggiunto Riccardi, ricordando la straordinaria capacità di Zamberletti di anticipare le emergenze attraverso una visione lungimirante.

Alla cerimonia ha partecipato anche Fabio Ciciliano, capo del Dipartimento nazionale della Protezione civile, che ha evidenziato il contributo decisivo delle comunità friulane alla nascita e allo sviluppo del sistema nazionale di Protezione civile.

L'assessore Riccardi e il capo Dipartimento Pc Ciciliano scoprono la targa dedicata a Giuseppe Zamberletti

L’assessore Riccardi e il capo Dipartimento Pc Ciciliano scoprono la targa dedicata a Giuseppe Zamberletti

Come visitare la mostra: orari, sede e prenotazioni

La mostra Terremoti d’Italia sarà ospitata per circa un mese nella sede della Protezione civile regionale a Palmanova, in località Sottoselva, via Natisone 43.

L’accesso all’esposizione è previsto da via Strada Militare.

Gli orari comunicati dagli organizzatori sono:

  • Dal lunedì al venerdì: dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 17.
  • Sabato: dalle 9 alle 13.

La prenotazione è obbligatoria e deve essere effettuata attraverso Eventbrite, selezionando una delle date disponibili.

Per organizzare la visita è possibile accedere direttamente alla pagina ufficiale delle prenotazioni per la mostra Terremoti d’Italia a Palmanova.

L’iniziativa offre così a famiglie, studenti e cittadini l’opportunità di conoscere più da vicino un fenomeno naturale che ha segnato la storia del Friuli-Venezia Giulia, trasformando un’esperienza insolita in un’occasione concreta per imparare a riconoscere i rischi e affrontarli con maggiore consapevolezza.

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