Seguici su

Cronaca & Attualità

«L’aborto è una punizione di Allah»: accusato di stupro e maltrattamenti, 40enne a processo a Trieste

Processo per maltrattamenti e violenza sessuale a Trieste: imputato un quarantenne afghano, detenuto al Coroneo

Avatar

Pubblicato

il

Donna islamica
Donna islamica ( © Depositphotos)

TRIESTE – È stata fissata per giovedì 15 ottobre la prima udienza del processo a carico di un cittadino afghano di circa 40 anni, accusato di aver sottoposto l’ex compagna a maltrattamenti fisici e psicologici, fino a una presunta violenza sessuale. Secondo l’accusa, l’uomo avrebbe cercato di imporre alla donna rigide regole religiose, accompagnate da minacce, comportamenti ossessivi e aggressioni. L’imputato, attualmente detenuto nel carcere del Coroneo di Trieste in misura cautelare, dovrà comparire davanti al Tribunale collegiale.

Le minacce e il tentativo di imporre il velo

La vicenda, emersa nell’aprile scorso, riguarda una donna triestina di circa quarant’anni che, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, avrebbe subito per lungo tempo violenze fisiche, psicologiche e minacce di morte da parte dell’ex compagno.

L’uomo avrebbe tentato di imporle l’utilizzo del velo islamico e determinate pratiche religiose, arrivando a insultarla con espressioni come «diavolo» e «anticristo». Tra gli episodi contestati figura anche uno schiaffo che sarebbe stato sferrato in piazza Goldoni, nel centro di Trieste.

Secondo l’accusa, il quarantenne avrebbe inoltre manifestato una gelosia ossessiva, controllando il cellulare della compagna e limitandone la libertà personale.

Dall’aborto spontaneo alla presunta violenza sessuale

Tra gli episodi più gravi contestati all’imputato ci sarebbe quello avvenuto dopo un aborto spontaneo subito dalla donna. In un momento di particolare fragilità, l’uomo le avrebbe attribuito la responsabilità della perdita del bambino, sostenendo che si trattasse di una punizione di Allah perché non pregava abbastanza.

Le accuse comprendono anche una violenza sessuale aggravata, che l’imputato avrebbe commesso con intento punitivo, accusando la compagna di aver desiderato altri uomini.

Le contestazioni non riguardano soltanto la donna. L’uomo è infatti accusato di maltrattamenti in famiglia anche nei confronti di figli minorenni, sia quelli avuti dalla coppia sia quelli nati da una precedente relazione della presunta vittima.

Le denunce e l’attivazione del codice rosso

La vicenda giudiziaria avrebbe avuto inizio in modo particolare. Sarebbe stato infatti lo stesso quarantenne a presentare inizialmente diverse querele contro l’ex compagna, sostenendo di essere lui a subire maltrattamenti.

La donna, ascoltata successivamente dal personale della Questura di Trieste, avrebbe raccontato gli episodi di violenza di cui sarebbe stata vittima, facendo emergere un quadro ben diverso da quello inizialmente denunciato dall’uomo.

A seguito delle dichiarazioni raccolte, è stata attivata la procedura del codice rosso. La pubblico ministero Ilaria Iozzi ha disposto inizialmente il divieto di avvicinamento, seguito dalla custodia cautelare in carcere.

Il processo al via il 15 ottobre

Con la conclusione delle indagini, il procedimento arriva ora davanti al Tribunale collegiale di Trieste. La prima udienza è fissata per il 15 ottobre, quando l’imputato, assistito dall’avvocata Ilaria Savarese, dovrà rispondere delle accuse di violenza sessuale aggravata e maltrattamenti in famiglia.

La donna è invece assistita dall’avvocato Antonio Santoro. Sarà il processo a stabilire le eventuali responsabilità penali dell’imputato, che resta presunto innocente fino a una sentenza definitiva.

Google News Rimani aggiornato seguendoci su Google News!
SEGUICI

Continua a leggere le notizie di Diario FVG e segui la nostra pagina Facebook

Clicca per commentare

You must be logged in to post a comment Login

Tu cosa ne pensi?