Regione FVGTrieste
Roberti difende le prescrizioni della Questura su piazza della Libertà
L’assessore regionale alla Sicurezza sostiene che le attività svolte nella piazza configurino una manifestazione e che vadano regolate, garantendo al tempo stesso il diritto di tutti a usare gli spazi pubblici.
TRIESTE – Il 17 ottobre 2026 l’assessore regionale alla Sicurezza Pierpaolo Roberti ha difeso le prescrizioni dell’ordinanza della Questura di Trieste relativa a piazza della Libertà, al centro del dibattito. Roberti ha commentato: «Se in una piazza pubblica — nello specifico in piazza della Libertà — si cucina, si distribuisce cibo, si trasmette musica, si gioca a pallone e si sventolano bandiere, non credo che ciò si possa configurare diversamente da una manifestazione».
Come ha spiegato il rappresentante della Giunta regionale, le manifestazioni devono essere garantite, ma anche regolamentate come previsto per chiunque, senza sconti per nessuno.
«La situazione di piazza Libertà – ha affermato l’assessore – è stata fin troppo tollerata: se passasse il principio che tutto sia consentito, bisognerebbe chiedersi per quale motivo un sindacato o un partito non potrebbero mettersi ogni giorno, e per anni, a manifestare in piazza Unità o in qualche altra via».
Secondo Roberti questo non è ammissibile. Chi manifesta — che lo faccia distribuendo cibo, sventolando bandiere palestinesi o per le motivazioni più disparate — ha il pieno diritto di farlo, ma senza ledere il diritto altrui di godere degli spazi pubblici.
«Ha fatto bene, quindi, il questore a stabilire delle prescrizioni, come avviene da sempre e per tutti, senza che nessuno debba poi andare a lamentarsi sui giornali al solo scopo di creare guerre ideologiche in cui – ha concluso l’assessore – l’ideologia non c’entra proprio nulla».
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