Economia & LavoroRegione FVG
Commercio di prossimità, contributi fino a 30mila euro l’anno dal 2027
La Giunta regionale ha approvato in via preliminare il regolamento per gli aiuti agli esercizi di vicinato: contributi fino a 30mila euro l’anno, con l’entrata in vigore prevista dal 1° gennaio 2027
FRIULI-VENEZIA GIULIA – La Giunta regionale ha approvato in via preliminare il regolamento attuativo per i contributi agli esercizi di vicinato: gli aiuti potranno arrivare a 30mila euro l’anno. L’entrata in vigore è prevista dal 1° gennaio 2027.
«Con questo provvedimento mettiamo in campo il più importante intervento realizzato finora dalla Regione a sostegno del commercio di prossimità. Vogliamo aiutare concretamente quelle piccole attività che, oltre a rappresentare un presidio economico, svolgono un servizio essenziale per le comunità e contribuiscono a mantenere vivi i centri urbani e i territori più periferici». Lo ha affermato l’assessore regionale alle Attività produttive e Turismo, Sergio Emidio Bini, commentando l’approvazione preliminare del regolamento.
Il testo disciplina criteri e modalità per concedere i contributi in attuazione del nuovo Codice regionale del commercio e del turismo. Possono beneficiarne le micro, piccole e medie imprese commerciali che svolgono attività di vendita al dettaglio di vicinato. Le linee di intervento variano in base alla localizzazione degli esercizi e puntano a favorire il rinnovo e la rigenerazione delle attività commerciali, contrastando la desertificazione commerciale.
I contributi coprono avvio, gestione e rilancio dei negozi
«Abbiamo costruito un sistema di incentivi ampio – ha spiegato Bini – che interviene sia nella fase di avvio dell’attività sia sui costi che maggiormente incidono sulla gestione quotidiana delle imprese. Parliamo di affitti, utenze, personale, tributi locali, servizi professionali, assicurazioni e promozione, ma anche di investimenti necessari per aprire o rilanciare un esercizio. Una particolare attenzione è riservata ai piccoli Comuni e alle aree nelle quali la presenza commerciale rischia progressivamente di indebolirsi».
Per i negozi di vicinato nei centri storici sono previsti contributi per avviare l’attività, anche attraverso il subentro con passaggio generazionale della proprietà dell’impresa. Tra le spese ammissibili figurano utenze, retribuzioni del personale, canoni di locazione, servizi professionali, assicurazioni e attività di pubblicità, promozione e marketing. Nelle zone di indebolimento commerciale sono previste quattro forme di sostegno: contributi in conto interessi sui finanziamenti per avviare nuovi esercizi, anche con passaggio generazionale; contributi fino al 50 per cento delle spese per tributi locali, tra cui Ilia, Tari e Canone unico patrimoniale; abbattimento dei canoni di locazione per un massimo di due anni; contributi per le spese di gestione e funzionamento dell’attività.
Nei Comuni fino a 5mila abitanti gli aiuti valgono ovunque
Nei Comuni con popolazione non superiore a 5mila abitanti, gli esercizi di vicinato potranno accedere alle misure del regolamento indipendentemente dalla loro ubicazione nel territorio comunale. «Con questa scelta – ha aggiunto l’assessore – riconosciamo il valore sociale del negozio di vicinato. Nei centri più piccoli un’attività commerciale non è soltanto un’impresa: spesso rappresenta un punto di riferimento per i residenti, in particolare per le persone anziane e per chi ha maggiore difficoltà negli spostamenti. Preservare questi esercizi significa quindi contribuire anche alla qualità della vita e alla tenuta delle nostre comunità».
Fino a 30mila euro annui, con premi cumulabili fino a 1.500
Il contributo massimo è di 30mila euro per ciascun anno: fino a 20mila euro per i canoni di locazione e fino a 10mila euro per le altre spese ammissibili. L’incentivo può coprire fino al 60 per cento degli affitti e fino al 50 per cento delle altre spese. Sono inoltre previste premialità da 500 euro, cumulabili fino a un massimo di 1.500 euro, per le cooperative di comunità che offrono servizi aggiuntivi, gli esercizi che aderiscono alle convenzioni di Carta famiglia e le imprese che applicano ai dipendenti i contratti collettivi sottoscritti dalle associazioni di categoria maggiormente rappresentative.
I Comuni individueranno le zone di indebolimento commerciale
Le zone di indebolimento commerciale saranno individuate dai Comuni e recepite nel Masterplan regionale del commercio, attualmente in fase di predisposizione. In via transitoria, per il 2027, saranno individuate con una deliberazione della Giunta regionale, sulla base delle schede trasmesse dalle amministrazioni comunali. Il regolamento entrerà in vigore il 1° gennaio 2027.
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