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5 statue famose che simboleggiano la pace nel mondo
Scopri 5 famose statue che simboleggiano la pace nel mondo: dal Knotted Gun dell’ONU alla Broken Chair di Ginevra, fino al Cristo delle Ande
Tra le più famose statue e sculture che simboleggiano la pace nel mondo ci sono il Monumento della Pace e Non-Violence (The Knotted Gun) presso la sede ONU di New York, la Broken Chair di Ginevra, il Cristo Redentore delle Ande tra Argentina e Cile e il Friedensengel di Monaco di Baviera. Queste opere rappresentano la pace attraverso simboli diversi, tra cui il ramo d’ulivo, il disarmo, la memoria delle vittime delle mine e la riconciliazione tra nazioni.
In diverse parti del mondo esistono monumenti che non celebrano vittorie militari, ma la loro assenza: sono le statue della pace, opere pubbliche nate per ricordare che la nonviolenza e il rifiuto della guerra possono avere una forma visibile. Esplorando le statue della pace di fama mondiale e il loro impatto sulla società si scopre un filo comune che lega Ginevra a New York, Monaco di Baviera alla Cordigliera delle Ande: l’arte pubblica come strumento diplomatico ed educativo. Questo articolo ripercorre cinque opere tra le più significative, analizzandone aspetto, genesi artistica, contesto storico ed eredità sociale.
| Opera [Work] | Luogo [Location] | Anno [Year] | Significato principale [Main meaning] |
| Monumento della Pace [Peace Monument] | New York, Stati Uniti [New York, United States] | 1954 | Pace mondiale e cooperazione tra nazioni [World peace and international cooperation] |
| Non-Violence / The Knotted Gun [Non-Violence / The Knotted Gun] | New York, Stati Uniti [New York, United States] | 1980 | Nonviolenza e disarmo [Nonviolence and disarmament] |
| Broken Chair [Broken Chair] | Ginevra, Svizzera [Geneva, Switzerland] | 1997 | Vittime delle mine antiuomo [Victims of anti-personnel mines] |
| Cristo Redentore delle Ande [Christ the Redeemer of the Andes] | Confine Argentina-Cile [Argentina-Chile border] | 1904 | Riconciliazione tra nazioni [Reconciliation between nations] |
| Friedensengel [Angel of Peace] | Monaco di Baviera, Germania [Munich, Germany] | 1899 | Memoria della pace dopo la guerra [Commemoration of peace after war] |
- Monumento della Pace dell’ONU a New York: donna, cavallo e ramo d’ulivo
Il Monumento della Pace si trova davanti all’edificio dell’Assemblea Generale, presso l’ingresso nord della sede delle Nazioni Unite a New York. La statua equestre in bronzo raffigura una donna a cavallo che regge un ramo d’ulivo in una mano e un globo terrestre nell’altra, mentre guida simbolicamente le nazioni del mondo verso la pace. L’opera fu realizzata dallo scultore croato Antun Augustinčić (1900-1979) e fusa in bronzo a Zagabria nel 1954; il piedistallo, alto oltre dieci metri, è in marmo dell’isola croata di Brač.
Il monumento fu donato alle Nazioni Unite dalla Jugoslavia nel 1954, come gesto per sottolineare il proprio impegno per la pace mondiale. La scelta di una figura femminile non fu casuale: l’artista dichiarò che la pace sarebbe meglio protetta se le decisioni spettassero alle donne piuttosto che agli uomini, e giustificò la scelta del cavallo, animale storicamente legato alla guerra, affermando che “bisogna combattere per la pace”. Fu inaugurato il 2 dicembre 1954 alla presenza del Segretario Generale Dag Hammarskjöld. Il suo impatto è soprattutto simbolico e diplomatico: collocato in uno dei punti più fotografati della sede ONU, il monumento è diventato una delle immagini istituzionali più riconoscibili dell’organizzazione.
- Non-Violence (The Knotted Gun): la pistola annodata simbolo della nonviolenz
Poco distante, nella stessa area della sede ONU, si trova forse la scultura più fotografata tra quelle dedicate alla pace: un grande revolver calibro .45 in bronzo, con la canna annodata in bronzo, con la canna annodata e puntata verso il cielo, incapace di sparare. È opera dell’artista svedese Carl Fredrik Reuterswärd (1934-2016), che la creò nel 1980 dopo l’assassinio del suo amico John Lennon a New York.
L’artista lavorò tutta la notte dopo l’assassinio, sconvolto dalla violenza insensata di quella morte, trasformando l’arma in un simbolo umoristico ma inequivocabile di rifiuto della violenza (https://nonviolence.com/about/the-story/). La versione bronzea fu donata all’ONU dal governo del Lussemburgo nel 1988; da allora l’opera è stata replicata in decine di città, da Malmö a Pechino. Kofi Annan la definì un simbolo capace di racchiudere “la più grande preghiera dell’uomo: quella che non chiede la vittoria, ma la pace”.
- Broken Chair a Ginevra: un simbolo contro le mine antiuomo
In Place des Nations, proprio davanti al Palazzo delle Nazioni che ospita l’Ufficio ONU di Ginevra, si erge la Broken Chair: una gigantesca sedia in legno, alta 12 metri e costruita con 5,5 tonnellate di materiale, priva di una gamba spezzata a metà altezza. È l’opera dello scultore svizzero Daniel Berset, realizzata con il falegname Louis Genève.
L’idea nacque da Paul Vermeulen, co-fondatore di Handicap International Svizzera, che nel 1996 commissionò l’opera per fare pressione sui governi affinché firmassero il Trattato di Ottawa contro le mine antiuomo, siglato nel dicembre 1997). La gamba mancante rappresenta le vittime delle mine, spesso amputate proprio agli arti inferiori. Installata come opera temporanea il 18 agosto 1997, la Broken Chair è rimasta per l’enorme risposta pubblica, diventando un punto di riferimento per manifestazioni e visite diplomatiche. Il suo impatto è tra i più concreti: la pressione mediatica contribuì al successo della campagna che portò al Trattato di Ottawa, valsa anche il Nobel per la Pace alla International Campaign to Ban Landmines.
- Cristo Redentore delle Ande: simbolo di pace tra Argentina e Cile
A 3.832 metri di altitudine, nel Passo di Uspallata, sul confine tra Argentina e Cile, si trova una statua in bronzo alta sette metri e del peso di circa quattro tonnellate, fusa – secondo la tradizione – con il metallo di vecchi cannoni militari. Fu realizzata dallo scultore argentino Mateo Alonso e inaugurata il 13 marzo 1904.
L’opera nacque per iniziativa della dama argentina Ángela de Oliveira Cézar de Costa e del vescovo Marcolino Benavente, per celebrare la risoluzione pacifica di una crisi di confine che, tra il 1898 e il 1902, aveva portato i due paesi sull’orlo della guerra, con un’intensa corsa agli armamenti navali. Sul basamento è incisa una frase celebre, che promette che le montagne crolleranno prima che argentini e cileni rompano quella pace giurata. Il valore dell’opera è insieme religioso, storico e diplomatico: declared a National Historical Monument in Argentina, resta un simbolo di amicizia binazionale.
- Friedensengel di Monaco: l’Angelo della Pace
Alta complessivamente 38 metri tra colonna corinzia e statua, la figura dorata del Friedensengel domina il quartiere di Bogenhausen a Monaco di Baviera. La statua, alta sei metri, riproduce la Nike di Peonio, dea greca della vittoria reinterpretata come angelo della pace, con un ramo d’ulivo in una mano e un Palladio (statuetta di Atena) nell’altra. È opera degli scultori Heinrich Düll, Georg Pezold e Max Heilmaier.
Il monumento fu progettato dall’architetto Jakob Möhl e inaugurato il 16 luglio 1899 per commemorare i venticinque anni di pace successivi alla guerra franco-prussiana del 1870-71. A differenza dell’omologo berlinese, dedicato al trionfo militare, l’angelo di Monaco celebra non la vittoria ma la pace che ne è seguita. Il suo impatto è soprattutto culturale e commemorativo: la piazza ospita ogni anno un festival cittadino ed è uno dei belvedere più amati della città, luogo di memoria condivisa più che di rivendicazione politica attiva.
Un patrimonio comune da preservare
Dalla Guerra Fredda alle mine antiuomo, dalle dispute di confine sudamericane alla memoria dei conflitti europei, ogni opera qui descritta nasce da un contesto storico specifico ma parla un linguaggio universale. Esplorando le statue della pace di fama mondiale emerge come l’arte pubblica sia uno degli strumenti più efficaci per rendere visibile un’idea altrimenti astratta: che la pace, per essere costruita, ha bisogno anche di simboli capaci di attraversare generazioni e confini.
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