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D’Annunzio più che mai! Da Ronchi dei Legionari a Gorizia, centosette anni di audacia, passione e bellezza
Le Giornate Dannunziane Goriziane e la tradizionale commemorazione al monumento di San Polo di Monfalcone celebrano il centosettesimo anniversario dell’Impresa di Fiume. Tra premi internazionali, antologie letterarie, borse di studio universitarie e la febbre inestinguibile per il dandismo, il mito del poeta soldato torna a incendiare il nostro FVG
RONCHI DEI LEGIONARI, MONFALCONE, GORIZIA – Cento e sette anni eppure il Vate è ovunque, magnetico come una calamita che non smette di attirare sguardi, cineprese, polemiche, contestazioni e passioni viscerali. Più di un secolo eppure la sua ombra si allunga vorace sui palinsesti, schermi, libri e palcoscenici, reclamando quel centro della scena che non ha mai davvero abbandonato. Coloro che credono nella bellezza come in una religione laica e che hanno fatto del dandismo e della parola scritta una ragione di vita, lo sanno bene: Gabriele d’Annunzio non è un reperto da museo polveroso ma un fuoco che continua a bruciare, illuminando con le sue esagerazioni le nostre piccolezze moderne.
Pertanto, a cento sette anni esatti da quella marcia che cambiò la storia d’Europa, la nostra terra – quel Friuli Venezia Giulia che fu rampa di lancio e teatro naturale di un’epopea senza fine – si prepara a celebrare il mito con una tre giorni di altissimo spessore culturale e storico, fortemente voluta e vissuta in prima persona. Si comincia il 10 e l’11 settembre con la seconda edizione delle “Giornate Dannunziane Goriziane“, la rassegna organizzata da Cristiano Vignali e Roberto d’Amato per il Centro Studi Dannunziani e Patriottici – Nuova Legione del Carnaro. Giovedì 10 settembre, a partire dalle ore 18.00, il Caffè Teatro Verdi di Gorizia farà da salotto letterario d’eccezione per la presentazione dell’antologia “Gabriele d’Annunzio Padre della Patria“, un’opera corale che vede la firma di autori raffinati come Tobias Fior, Ruggero Morghen, Raffaella Canovi, Franca De Santis, Laura Fiorentini, Veronica Tieri, Alberto Errico, Luigi Spina e Massimiliano Boscarol, arricchita dai materiali preziosi forniti da Giuliana Mastragostino e Alessandro Rovati. A seguire, la solenne cerimonia di consegna della seconda edizione del “Premio Internazionale Reggenza Italiana del Carnaro – Città di Fiume”, con quattro riconoscimenti dedicati ad altrettanti illustri legionari fiumani.
Il cammino della memoria prosegue venerdì 11 settembre alle ore 10.00 a Monfalcone, in località San Polo, a qualche metro dal confine con Ronchi, con la solenne commemorazione della partenza dei legionari fiumani presso lo storico monumento, prima di arrivare al cuore solenne di sabato 12 settembre. Alle ore 18.00, sempre a ridosso del confine tra Monfalcone e Ronchi, presso l’area antistante il cimitero civile, si terrà la tradizionale e sobria cerimonia di commemorazione organizzata dal Comune di Monfalcone e dalla Lega Nazionale di Trieste, in stretta collaborazione con il nostro Comitato per la valorizzazione storico-letteraria di Gabriele d’Annunzio. Sarà un momento di raccoglimento e di alto valore civile, impreziosito dalla consegna – per mano dell’Uff. Adriano Ritossa – del contributo finanziario del nostro comitato all’Associazione Fiumani Italiani nel Mondo, confermando così anche per il 2027 l’istituzione di due borse di studio per gli studenti meritevoli del Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Fiume, offrendo loro l’opportunità di frequentare i corsi estivi dell’Università per stranieri di Perugia.
E non mancheranno di certo i riferimenti alla Carta del Carnaro: il voto alle donne venticinque anni prima delle principali democrazie europee, il divorzio, anche qui mezzo secolo prima che in Italia, la Lega dei Popoli Oppressi (attuale più che mai!), lo stipendio minimo garantito ante litteram, solo per citare alcune delle visioni dannunziane in quel di Fiume redatte assieme al fido Alceste de Ambris.
Insomma, siamo tutti pazzi per d’Annunzio – detrattori compresi, anzi loro in primis – perché abbiamo sete di eccesso, di stile e di quel coraggio folle che solo chi sa trasformare la propria esistenza in un capolavoro può permettersi. Appuntamento tra Gorizia, Monfalcone e Ronchi dei Legionari, con il cuore in tumulto e la bellezza sempre all’altezza del sogno.
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