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Dal ritrovamento dell’ordigno inesploso al premio a Trieste, la storia di Aire, Ariel e Aran

Aire e Ariel, giovanissimi delle Valli del Natisone, sono stati premiati dopo aver segnalato un ordigno inesploso nel torrente Alberone. Riconoscimento anche per il fotografo e attivista Aran Cosentino

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I tre ragazzi premiati
I tre ragazzi premiati

Tre giovani, un torrente e un legame profondo con il territorio. Aire e Ariel Baricchi Bombardier e Aran Cosentino, abitanti delle Valli del Natisone, sono stati protagonisti delle premiazioni del Festival Internazionale delle Giovani Eccellenze, dove il loro impegno e il loro senso civico hanno ricevuto un importante riconoscimento.

Ad accomunarli è soprattutto il torrente Alberone, luogo di vita, scoperte e impegno ambientale che rappresenta il filo conduttore di una storia capace di unire generazioni diverse.

Il ritrovamento dell’ordigno nel torrente Alberone

Aire, che ha quasi 9 anni, e Ariel, che quest’anno ne compirà 12, sono fratelli, nati a Milano ma ormai friulani d’adozione. La loro storia è finita agli onori della cronaca dopo quanto accaduto il 12 giugno 2025, mentre si trovavano a giocare tra i sassi del torrente Alberone insieme all’amica Mabel.

I ragazzi notarono un oggetto sospetto che si rivelò essere un ordigno bellico inesploso risalente alla Prima Guerra Mondiale. Di fronte al possibile pericolo, interruppero immediatamente il gioco e avvisarono i genitori, consentendo così la successiva messa in sicurezza del tratto del corso d’acqua.

Un comportamento responsabile maturato anche grazie alla prevenzione. Pochi mesi prima, infatti, il padre Andrea aveva mostrato ai figli alcuni video sulla vicenda di Nicolas Marzolino, oggi consigliere nazionale dell’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra.

La storia di Nicolas Marzolino e l’importanza della prevenzione

Nel marzo 2013, quando aveva appena 15 anni, Marzolino rimase gravemente ferito a Novalesa, in Val di Susa, a causa dell’esplosione di una bomba Breda 35 della Seconda Guerra Mondiale, perdendo la vista e la mano destra.

Da quell’esperienza ha avviato un’attività di testimonianza e sensibilizzazione nelle scuole italiane, con l’obiettivo di informare i giovani sui rischi legati agli ordigni inesplosi e promuovere una cultura di pace.

La vicenda avvenuta a Ieronizza, a pochi chilometri da Caporetto, ha attirato anche l’attenzione dello stesso Marzolino, che si è successivamente recato a Udine per incontrare personalmente Ariel, Aire e Mabel e coinvolgerli in un’intervista.

Il premio al Festival delle Giovani Eccellenze

Il gesto dei due fratelli è stato riconosciuto anche dal Festival Internazionale delle Giovani Eccellenze, promosso dall’associazione Atelier di Creatività d’Este Production.

Le premiazioni si sono svolte lo scorso 28 agosto a Trieste, nel Salone di Rappresentanza del Palazzo della Regione, il Palazzo del Lloyd Triestino di piazza Unità d’Italia.

Aire e Ariel sono stati premiati come finalisti nella categoria under 12 “Nuovi Orizzonti”, ricevendo il diploma di eccellenza del Festival. A consegnarlo è stata Paola Lorena Bucovaz, vicepresidente dell’associazione Friuli Ponti di Pace “Scuola di Pace”.

Il riconoscimento è stato assegnato per il valore civico e il senso di responsabilità dimostrati nel segnalare alle autorità la presenza dell’ordigno esplosivo.

Aire e Ariel Baricchi Bombardier e Aran Cosentino

Aire e Ariel Baricchi Bombardier e Aran Cosentino

Una vita a stretto contatto con la natura

Per i due fratelli il territorio delle Valli del Natisone rappresenta molto più di un semplice luogo in cui vivere. Trasferitisi alcuni anni fa dal centro di Milano, Aire e Ariel hanno trovato nei boschi alle pendici del monte Matajur e nel torrente Alberone uno spazio quotidiano da conoscere, esplorare e rispettare.

I due seguono un percorso di istruzione parentale, accompagnato da numerose attività che spaziano dal judo alla musica, dalla robotica all’arte e allo studio delle lingue straniere.

Nel loro percorso trova spazio anche una particolare attenzione alle scelte ambientali e al rapporto con la natura.

Aran Cosentino e l’impegno per il torrente Alberone

A condividere questo legame con il territorio è anche Aran Cosentino, 24 anni, fotografo e attivista ambientale, che considera Aire e Ariel quasi come due fratelli minori.

Studente magistrale e da dieci anni portavoce del Comitato “Amici del torrente Alberone”, Cosentino ha partecipato al Festival con diversi ruoli: fotografo, co-responsabile dell’ufficio stampa e segnalatore del gesto dei due fratelli alla giuria.

Anche il suo impegno è stato premiato. Durante la stessa cerimonia, Cosentino ha ricevuto una borsa di studio e il Premio dell’Ordine Caritatevole e Cavalleresco di S. Stanislao, consegnato dal Conte Alexander Graff de Pancsova, dell’Ordine austriaco di San Stanislao. Secondo quanto riportato nel comunicato, il riconoscimento è stato reso possibile grazie al sostegno della Famiglia d’Este.

Le celebrazioni si sono poi concluse il giorno successivo con una cena di gala e balli ottocenteschi in onore dell’Imperatrice Sissi.

Tre generazioni unite dalla stessa valle

«Conoscere e frequentare giovani di talento mi dà speranza e mi incoraggia a dare sempre il meglio di me stesso», ha dichiarato Cosentino al termine dell’evento, sottolineando l’importanza di incentivare e valorizzare le nuove generazioni.

Aire, Ariel e Aran sono così diventati, ciascuno con la propria storia, tre giovani custodi della Val Alberone, accomunati dall’amicizia e dal rapporto con un ambiente naturale che per loro rappresenta non soltanto un luogo da vivere, ma anche un patrimonio da conoscere e proteggere.

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