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Il volo del jazz a Sacile: cento anni senza retorica di Davis e Coltrane nel mirino di una XXII edizione colossale
Dal 18 ottobre al 28 novembre 2026 tra la Fazioli Concert Hall e il Teatro Zancanaro (con appendice nel 2027 per Pordenone Capitale): da Jason Moran a Sergio Cammariere, passando per i fantasmi sacri nati un secolo fa
SACILE – Tagliare un traguardo di ventidue anni senza impolverarsi le scarpe è roba per svagatissimi visionari. Il Circolo Controtempo riaccende i motori de Il Volo del Jazz e dal 18 ottobre al 28 novembre 2026 trasforma Sacile nel crocevia definitivo della musica che non si accontenta di piacere. Sotto la direzione artistica di Paola Martini e con il sigillo del sindaco Carlo Spagnol, la rassegna attraversa continenti e generazioni, allungando lo sguardo sul 2027 e sull’investitura di Pordenone Capitale Italiana della Cultura.
E se la bussola punta dritta ai cento anni dalla nascita di due monumenti come Miles Davis e John Coltrane — celebrati anche nell’identità grafica firmata dall’artista friulano Tommaso Bet —, il cartellone spara dritto al cuore di chi pretende suoni vivi.
Domenica 18 ottobre alle 18.30 l’anteprima alla Fazioli Concert Hall apre le danze con Jason Moran, maestro solitario della tastiera capace di fondere la tradizione afroamericana, l’improvvisazione radicale e le arti visive in un unicum spiazzante. Si prosegue sabato 31 ottobre al Teatro Zancanaro con l’energia muscolare e raffinata di Nate Smith e il suo Live Action: due Grammy sul petto, un curriculum che spazia da Pat Metheny a Norah Jones, e una miscela atomica di jazz, funk, R&B e hip hop sorretta da Carrtoons, Julian “J3PO” Pollack e Hailey Niswanger.
Venerdì 7 novembre lo Zancanaro trema sul serio per l’omaggio definitivo: Emmet Cohen cala il poker d’assi con Miles & Coltrane at 100, affiancato da Joseph Ranieri, Joe Farnsworth, Tivon Pennicott e Benny Benack III per ridare carne e metallo a due figure che hanno cambiato per sempre la grammatica del mondo. Sabato 14 novembre la bassista e compositrice polacca Kinga Głyk porta in dote il suo quartetto (Nicolas Viccaro, Lucas Saint-Cricq, Arkadiusz Grygo) per dimostrare come il basso elettrico possa farsi canto liquido tra soul, elettronica e improvvisazione pura.
Venerdì 21 novembre la voce diventa lo strumento totale con Michael Mayo e il progetto Fly: ex allievo dell’Herbie Hancock Institute, Mayo smonta e rimonta i confini del genere insieme ad Andrew Freedman, Nicholas Campbell e Robin Baytas. Chiusura della sessione autunnale sabato 28 novembre con Sergio Cammariere e il suo La pioggia che non cade mai: vent’anni di carriera in cui la canzone d’autore si sposa senza compromessi con il jazz, la bossa nova e la classica, affiancato da Kyung-Me Lee, Daniele Tittarelli, Michele Santoleri, Luca Bulgarelli e Roberto Gervasi. Un appuntamento che ha anche un peso civile: il 10 per cento dell’incasso sarà devoluto a Voce Donna – Centro Antiviolenza di Pordenone.
Il viaggio, tuttavia, non si spegne con la fine dell’autunno. In vista del 2027 di Pordenone Capitale, la rassegna raddoppia con due fendenti memorabili: venerdì 19 febbraio alla Fazioli Concert Hall il dialogo inedito tra i pianisti Danny Grissett e Francesca Tandoi, e sabato 27 febbraio al Teatro Zancanaro il ritorno di Omar Sosa con il suo pianoforte solo Sendas, radicato tra Cuba e l’Africa profonda. Nel mezzo, il festival si fa pensiero con Jazz Tales: l’8 novembre a Palazzo Ragazzoni Pasquale Mega terrà una monografia vivente su Coltrane, mentre il 13 novembre Federico Fontana interrogherà il cortocircuito tra spartiti e intelligenza artificiale nell’incontro Io MusicAI, Noi Musicammo…. A completare il quadro, la mostra fotografica digitale Il Jazz Italiano per le Terre del Sisma 2015-2026, testimonianza di una musica che ricostruisce le macerie.
Sipario aperto, casse accese e periferie dell’anima che tornano a pulsare. Sacile chiama la musica migliore: il resto è solo rumore di fondo.
Per tutte le info: Il volo del jazz
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