Cronaca & AttualitàRegione FVG
Patrimonio storico e artistico, più autonomia al Friuli-Venezia Giulia: il primo sì del Cdm
Il Governo dà il primo via libera alla modifica dello Statuto speciale del Friuli-Venezia Giulia sui beni storici e artistici. Previsti maggiori poteri regionali e meno burocrazia. Ora il passaggio in Parlamento
Il Friuli-Venezia Giulia potrebbe ottenere maggiori competenze nella tutela e nella valorizzazione dei beni storici, artistici e popolari di interesse regionale. Il Consiglio dei ministri ha approvato ieri, martedì 13 ottobre, in esame preliminare uno schema di disegno di legge costituzionale che prevede una modifica dello Statuto speciale della Regione.
Il provvedimento, inserito nel più ampio percorso di aggiornamento delle autonomie, punta a semplificare le procedure burocratiche relative ai beni culturali che non rivestono un interesse nazionale, ampliando le possibilità di intervento dell’amministrazione regionale.
Un primo risultato accolto favorevolmente dal governatore Massimiliano Fedriga, che ha sottolineato l’importanza della decisione per il rafforzamento dell’autonomia del Friuli-Venezia Giulia.
Cosa cambierebbe per i beni storici e artistici della regione
La novità principale riguarda il riconoscimento, direttamente nello Statuto speciale del Friuli-Venezia Giulia, di una competenza più ampia in materia di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale.
L’obiettivo dichiarato è consentire alla Regione di gestire con maggiore autonomia determinati beni di interesse storico, artistico e popolare, riducendo i passaggi amministrativi laddove non sia coinvolto un interesse di carattere nazionale.
Non si tratta, tuttavia, di un trasferimento immediato e generalizzato delle competenze. La riforma dovrà completare il proprio percorso legislativo e sarà necessario stabilire quali beni potranno effettivamente rientrare nella sfera di intervento regionale.
Quali beni passeranno sotto la competenza regionale
Uno degli aspetti centrali della modifica riguarda proprio la definizione di beni culturali di interesse regionale.
Secondo quanto spiegato da Fedriga, questo concetto sarà precisato attraverso una specifica norma di attuazione dello Statuto, chiamata a individuare il perimetro dei beni sui quali la Regione potrà esercitare le nuove competenze.
Sarà quindi questo successivo intervento normativo a chiarire concretamente l’ambito di applicazione della riforma e la distinzione rispetto ai beni di interesse nazionale.
La finalità, secondo la Giunta regionale, è costruire un sistema amministrativo più vicino alle esigenze del territorio, senza anticipare modifiche operative che, al momento, devono ancora essere definite.
Fedriga: «Un passaggio importante per la nostra autonomia»
Il presidente della Regione ha espresso soddisfazione per la decisione assunta dal Governo, evidenziandone soprattutto le possibili ricadute sulla semplificazione amministrativa.
«L’approvazione in esame preliminare da parte del Consiglio dei ministri dello schema di disegno di legge costituzionale per l’adeguamento dello Statuto speciale del Friuli Venezia Giulia segna un passaggio importante per la nostra autonomia», ha dichiarato Fedriga, indicando come finalità concreta lo snellimento della burocrazia per i beni non di interesse nazionale.
Il governatore ha inoltre ringraziato il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie Roberto Calderoli, con il quale è in corso da oltre un anno il lavoro sul rafforzamento dell’autonomia, insieme al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e ai ministri Alessandro Giuli e Luca Ciriani.
I prossimi passaggi
Il via libera del Consiglio dei ministri rappresenta soltanto la prima tappa dell’iter di modifica dello Statuto speciale.
Trattandosi di una riforma di rango costituzionale, il testo dovrà affrontare il percorso parlamentare previsto per questo tipo di provvedimenti, con due successive deliberazioni da parte della Camera dei deputati e del Senato.
Soltanto dopo il completamento dell’iter e l’entrata in vigore della modifica sarà possibile procedere alla definizione delle norme attuative necessarie per stabilire le nuove competenze regionali.
Per il Friuli-Venezia Giulia si apre dunque una nuova fase nel percorso di aggiornamento della propria autonomia, con l’obiettivo di rendere più semplice e diretta la gestione di una parte del patrimonio storico e artistico del territorio.
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