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Cultura

L’anima friulana di Pasolini in scena a Friuli Doc

“Di chesta tiara lontana”, spettacolo promosso da ARLeF e Teatro della Sete, renderà omaggio al poeta, nei cento anni dalla nascita

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A Friuli Doc prosegue l’ideale percorso dedicato alle figure di spicco del panorama letterario friulano promosso dall’ARLeF – Agenzia Regionale per la Lingua Friulana, in collaborazione con il Comune di Udine, e la produzione del Teatro della Sete. In occasione della 28^ edizione della rassegna enogastronomica, giovedì 8 settembre, alle 21 in Corte Morpurgo, è infatti in programma “Di chesta tiara lontana” (Di questa terra lontana): lettura scenica con musica e disegno dal vivo sugli anni friulani di Pier Paolo Pasolini. L’entrata sarà libera. Per informazioni è possibile scrivere a: arlef@regione.fvg.it .

«Dopo la positiva esperienza dello scorso anno, quando il Teatro della Sete ha tratteggiato un bellissimo ritratto di Carlo Sgorlon, – ha ricordato il presidente dell’ARLeF, Eros Cisilino – per la rinnovata edizione di Friuli Doc il pubblico potrà conoscere la sensibilità e l’amore per la marilenghe di un altro friulano illustre qual è Pasolini. Un poeta, regista e scrittore che ha saputo fare del friulano lo strumento per grandi risultati letterari, in poesia e in prosa, di cui tutti conosco il pregio. “Di chesta tiara lontana” sottolinea la profondità della sua anima friulana e appassionata, in occasione del centenario della sua nascita».

Con questo spettacolo multimediale, il pubblico potrà dunque conoscere l’incanto del Pasolini esordiente, ma anche la disillusione del poeta ormai maturo. Un confronto possibile grazie alle lettere e gli scritti autobiografici che saranno portati in scena dalle voci recitanti di Caterina Di Fant e Valentina Rivelli accompagnate dalla musica dal vivo ideata per l’occasione da Giorgio Parisi: una colonna sonora creata tenendo conto della formazione musicale di Pasolini negli anni friulani, ma soprattutto capace di evocare le emozioni e i sentimenti più volte espressi nei confronti di quel paesaggio che gli era tanto caro e che sarà narrato visivamente attraverso immagini e i disegni dal vivo di Serena Giacchetta. Gli interpreti condurranno il pubblico alla scoperta di alcuni temi cardine dell’esperienza letteraria dell’intellettuale nel tempo trascorso in Patria: l’uso poetico del friulano, l’autonomismo, e ancora l’incontro tra la vita borghese e il mondo contadino; immancabile, poi, l’esperienza educativa de l’Academiuta di lenga furlana.