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Bufera su Dipiazza: il post “Befana” su Elly Schlein scatena il caso nazionale
Il post di Dipiazza con l’immagine di Elly Schlein “Befana” provoca una bufera politica e mediatica. Tra accuse di sessismo, scuole chiuse e rabbia social, il sindaco di Tireste si difende: “Era una boutade”.

Non una semplice polemica, ma una vera e propria tormenta mediatica. Il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza, alla guida della città da oltre vent’anni, è finito nuovamente al centro di un ciclone social e politico dopo la pubblicazione di un post Facebook con l’immagine di Elly Schlein accompagnata dalla scritta “tanti auguri Befana”. Un contenuto rimasto online che ha innescato una reazione senza precedenti per intensità e diffusione.
A intervenire non sono stati soltanto esponenti politici o attivisti, ma anche giornalisti e opinionisti di primo piano come Enrico Mentana, Andrea Scanzi, Luca Bottura, oltre alla pagina “De André racconta la Serie A”. Si sono aggiunti Stefano Bonaccini, Gianni Cuperlo, un duro affondo di Repubblica, che ha definito Dipiazza “perso tra meme infantili, sessismo e bodyshaming”, e ancora Ansa, con migliaia di commenti che hanno trasformato il caso in un fenomeno nazionale.
Il tutto mentre Trieste era impegnata a fronteggiare due giorni di neve e bora a oltre 100 chilometri orari, un contesto che ha reso ancora più evidente lo scollamento tra istituzioni e cittadini.
Scuole chiuse e rabbia dei cittadini
Come se non bastasse, nelle stesse ore è arrivata l’ordinanza di chiusura di tutte le scuole per la mattina del 7 gennaio, dopo circa tre settimane di vacanze. Una decisione che ha mandato su tutte le furie migliaia di famiglie, già provate dalla gestione dell’emergenza meteo.
Sotto i post ufficiali del Comune di Trieste si sono moltiplicati commenti durissimi, tra cui uno diventato emblematico: “Ghe mando i fioi a casa sua”. Un segnale chiaro di un malcontento diffuso, che va ben oltre il singolo episodio social.
La replica del Sindaco Dipazza
Interpellato sulla vicenda, il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza ha ridimensionato la portata della polemica, definendo il post contestato una semplice “boutade”. «Mi sembra incredibile che si arrabbino tanto per così poco – ha dichiarato –. Forse ho sbagliato e, se è così, mi scuso, ma il tenore della reazione mi pare sproporzionato». Dipiazza ha inoltre precisato di non essere l’autore dell’immagine, ma di averla condivisa esclusivamente per fare gli auguri.
Il primo cittadino ha poi respinto con decisione le accuse di sessismo e body shaming, sostenendo di essere stato a sua volta bersaglio, nel corso degli anni, di attacchi e prese in giro ben più pesanti. «In 25 anni da sindaco me ne hanno dette di tutti i colori – ha aggiunto –. Hanno persino diffuso un video falso in cui bacio un uomo, realizzato con l’intelligenza artificiale, ma non me la sono presa. Fa parte del gioco politico». Una posizione che, tuttavia, non è bastata a placare le critiche provenienti dal mondo politico e mediatico.
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