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Tarcento, il Pignarûl Grant richiama migliaia di persone
Il Pignarûl Grant di Tarcento rinnova una tradizione simbolo del Friuli-Venezia Giulia. Dal grande falò sul colle di Coia un messaggio di comunità, coesione e memoria condivisa
l Pignarûl Grant di Tarcento si conferma uno degli eventi più rappresentativi dell’identità friulana, capace di unire tradizione, spiritualità e senso di comunità. Sul colle di Coia, accanto al suggestivo Cjistielat, si è acceso il più grande falò propiziatorio del Friuli-Venezia Giulia, punto di riferimento simbolico da cui hanno preso avvio anche i pignarûi delle frazioni e dei paesi vicini.
Un rito antico che, attraverso la lettura del fuoco e del fumo, continua a parlare al presente, offrendo auspici per il nuovo anno e rafforzando i legami sociali.
Il Pignarûl Grant
Zilli: “Un messaggio forte per il Friuli-Venezia Giulia”
A sottolineare il valore dell’evento è stata l’assessore regionale alle Finanze Barbara Zilli, intervenuta al fuoco epifanico di Tarcento.
«Il Pignarûl Grant è una tradizione profondamente simbolica per il popolo friulano e per il Friuli-VeneziaGiulia – ha dichiarato – nel gesto ancestrale della lettura del fumo e del fuoco ritroviamo buoni auspici per il nuovo anno e un messaggio forte di comunità, coesione e partecipazione».
L’assessore regionale Barbara Zilli osserva la direzione del fuoco del Pignarul grant di Coia assieme al Vecchio Venerando
Richiamando le parole del Vecchio Venerando, che ha tratto gli auspici osservando la direzione del fumo, Zilli ha evidenziato come il nuovo anno richiederà impegno condiviso, responsabilità e presenza attiva nelle comunità locali.
Il 2026 e il valore della memoria collettiva
L’assessore ha inoltre ricordato come il 2026 rappresenti un anno particolarmente significativo per l’identità friulana, segnato dal 50° anniversario del terremoto del Friuli.
Un richiamo forte allo spirito di solidarietà, responsabilità e coesione che allora permise la rinascita dei territori e che oggi resta un patrimonio culturale e umano da custodire e trasmettere alle nuove generazioni.
Un evento che coinvolge migliaia di persone
Il grande falò, alto 15 metri, è stato realizzato grazie al lavoro instancabile dei volontari, degli Alpini di Coia, della Pro Loco, dell’amministrazione comunale, delle Forze dell’ordine, dei mascarârs e di tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita dell’evento.

I Mascarars di Tarcento
«Lo spettacolo di luce ha rappresentato il momento culminante della tre giorni di festa – ha concluso Zilli – una tradizione che si rinnova dal 1928 e che continua a essere un forte elemento di valori condivisi, partecipazione e identità per l’intera comunità del Friuli-Venezia Giulia».
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