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Ddl Carburanti Fvg, via libera alla svolta digitale: tessere dematerializzate e ruolo pubblico nella transizione energetica

Carburanti e transizione energetica: il Consiglio regionale approva il Ddl che rivoluziona il sistema delle tessere

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L'assessore Scoccimarro durante i lavori d'Aula
L'assessore Scoccimarro durante i lavori d'Aula

Il Consiglio regionale del Friuli-Venezia Giulia ha approvato il Ddl Carburanti con 25 voti favorevoli, 15 contrari e 2 astenuti, chiudendo un dibattito politico acceso ma, secondo l’assessore regionale alla Difesa dell’Ambiente ed Energia Fabio Scoccimarro, sproporzionato rispetto ai contenuti reali della norma.
“Una tempesta in un bicchier d’acqua”, così l’esponente della Giunta ha definito le polemiche sorte attorno al provvedimento, rivendicandone la portata tecnica, necessaria e orientata al futuro.

Dematerializzazione delle tessere: una scelta obbligata

Il cuore della legge è il completamento della dematerializzazione delle tessere carburanti, processo avviato nel 2022 con la revisione della Lr 14/2010. Con il nuovo Ddl, le attività attuative passano in capo alla Regione, superando la gestione affidata alle Camere di commercio.

Scoccimarro ha chiarito che non si tratta di una scelta ideologica, ma di una necessità tecnica:
“I vecchi Pos e le tessere fisiche sono tecnologie degli anni ’80, oggi non più reperibili”. Da qui l’introduzione di un sistema basato su applicativi digitali e QR code, in linea con l’evoluzione tecnologica e amministrativa.

Inclusione digitale e assistenza ai cittadini

Uno dei temi più sensibili ha riguardato il rischio di esclusione per le fasce meno digitalizzate della popolazione. Su questo punto l’assessore è stato netto: “Nessuno sarà lasciato indietro”.
Nelle prossime settimane ogni cittadino riceverà una lettera informativa con le istruzioni per l’utilizzo del QR code, che potrà essere stampato e conservato in auto.

La norma rafforza inoltre la rete di supporto con:

  • più punti di assistenza negli Urp;
  • un numero verde dedicato;
  • l’invio dell’identificativo anche per posta.

Un modello che garantisce, nelle parole di Scoccimarro, “più controllo per la Regione e più servizi per i cittadini”.

Camere di commercio e tutela dei lavoratori

Rispondendo alle critiche sul ridimensionamento del ruolo delle Camere di commercio, l’assessore ha spiegato che l’intervento è stato necessario per una gestione più efficiente della spesa pubblica, anche alla luce delle problematiche sollevate dagli stessi enti camerali.

Al tempo stesso, la Regione ha voluto tutelare i lavoratori, prevedendo strumenti concreti:

  • un bando stufe da circa 4 milioni di euro;
  • una convenzione per la gestione del servizio nella fase transitoria;
  • un emendamento che consentirà a tre unità delle Camere di commercio di operare per la Regione, supportando il passaggio al nuovo sistema.

Fasce carburanti: nessun rischio con l’Europa

Il Ddl non interviene sulle perimetrazioni delle fasce. Una scelta precisa, motivata dal fatto che la normativa è uscita “vittoriosa da un lungo contenzioso con l’Unione europea”.
Rimettere mano oggi alla materia, ha avvertito Scoccimarro, significherebbe rischiare di perdere tutto.

Il ruolo del pubblico nella transizione energetica

Nel respingere le letture politiche, l’assessore ha ribadito che nessuno vuole aprire nuovi impianti tradizionali. La vera novità è la transizione energetica, in cui il pubblico deve intervenire là dove il mercato non riesce.

L’obiettivo è offrire servizi oggi economicamente insostenibili per i privati, ma fondamentali per la collettività: Gpl, metano, idrogeno, elettrico, biocarburanti, distributori marini e aperture in fasce orarie poco redditizie.
“Non vogliamo distorcere il mercato né sottrarre quote ai gestori attuali”, ha precisato Scoccimarro.

Sconto carburanti: una difesa del territorio

Infine, sulle risorse destinate allo sconto carburanti (60-65 milioni di euro), l’assessore ha chiarito che non si tratta di welfare, ma di una misura contro il turismo del pieno, dannoso per ambiente ed economia regionale.
“Senza lo sconto, i cittadini andrebbero comunque oltre confine, favorendo solo i distributori esteri”, ha concluso.

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