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Immigrazione in Friuli-Venezia Giulia, arrivi di richiedenti asilo dimezzati e ancora in calo secondo i dati regionali

Immigrazione in Fvg, Roberti: arrivi di richiedenti asilo dimezzati rispetto al pre-Covid e ancora in diminuzione

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L'assessore alla Sicurezza Pierpaolo Roberti in Consiglio regionale
L'assessore alla Sicurezza Pierpaolo Roberti in Consiglio regionale

Gli arrivi di richiedenti asilo in Friuli-Venezia Giulia continuano a diminuire e risultano oggi quasi dimezzati rispetto al periodo pre-Covid, quando l’attuale Amministrazione regionale si era insediata per la prima volta. A certificare il trend è stato l’assessore regionale alla Sicurezza Pierpaolo Roberti, intervenuto in Consiglio regionale per rispondere a un’interrogazione sul tema dell’immigrazione.

Secondo quanto spiegato dall’esponente della Giunta Fedriga, il fenomeno migratorio nella regione mostra un calo costante e progressivo, con dati che confermano una riduzione significativa anche negli ultimi anni.

Il ruolo della Regione nonostante le competenze statali

Roberti ha ricordato come la Regione Friuli-Venezia Giulia non abbia competenza diretta in materia di immigrazione e controllo delle frontiere. Nonostante ciò, la Giunta regionale si è attivata fin da subito per garantire il massimo supporto possibile al Ministero dell’Interno e alle Forze dell’ordine.

«Un’azione – ha sottolineato l’assessore – che la Regione ha intrapreso per fronteggiare un’emergenza complessa e che proseguirà con convinzione anche in futuro». L’obiettivo dichiarato resta quello di assicurare ordine, sicurezza e una gestione equilibrata dei flussi migratori sul territorio.

I dati ufficiali sugli arrivi: 2023, 2024 e 2025

Nel corso dell’intervento in Aula, Roberti ha illustrato nel dettaglio i numeri degli arrivi, distinguendo tra rintracci e presentazioni spontanee presso prefetture e questure.

Nel 2023 sono arrivati in Friuli-Venezia Giulia circa 20.200 richiedenti asilo.
Nel 2024, primo anno caratterizzato dalla totale sospensione di Schengen, il numero si è più che dimezzato, scendendo a circa 10mila persone.
Il trend positivo prosegue nel 2025: al 30 novembre, il dato è poco superiore agli 8mila richiedenti asilo, confermando una ulteriore riduzione degli arrivi.

L’effetto della pandemia e il confronto corretto dei dati

L’assessore ha inoltre ricordato che nel 2022 si era già verificato un brusco calo degli arrivi, dovuto però a fattori eccezionali legati alla pandemia da Covid-19.

«Per oltre un anno e mezzo – ha spiegato Roberti – il Covid aveva portato a un sostanziale blocco dei flussi, con la chiusura dei campi di raccolta per immigrati in Serbia e Bosnia».

Per questo motivo, l’assessore ha invitato a non confondere i dati sugli arrivi con quelli sulle presenze effettive sul territorio regionale, sottolineando la necessità di un confronto storico più realistico.

Presenze in regione: numeri stabili nel lungo periodo

Guardando al passato, Roberti ha evidenziato che al 31 gennaio 2018 le presenze totali di richiedenti asilo in Friuli-Venezia Giulia erano quasi 5mila, mentre oggi sono circa 4mila. Un dato che, secondo l’assessore, dimostra una situazione complessivamente più contenuta e gestibile rispetto agli anni precedenti.

Trasferimenti, pattuglie miste e controlli alla frontiera

Nell’ultima parte del suo intervento, Roberti si è soffermato sulle azioni concrete messe in campo dalla Regione. Grazie a un accordo con il Ministero dell’Interno, dal 2023 sono attivi trasferimenti ordinari fuori regione, programmati e costanti.

A questi si affiancano i trasferimenti straordinari, come quelli recenti nell’area di Porto Vecchio a Trieste, coordinati dalle prefetture in sinergia con l’Amministrazione regionale e riguardanti circa 150 persone per volta.

Tra le altre misure adottate figurano anche l’avvio delle pattuglie miste, in passato previste solo formalmente, e i respingimenti informali alla frontiera, che – ha concluso Roberti – erano stati attivati, poi sospesi e successivamente ripristinati perché ritenuti strumenti fondamentali per il controllo del territorio.

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