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Giorno della Memoria, Fedriga alla Risiera di San Sabba: «Inaccettabile ogni forma di antisemitismo»
Nel Giorno della Memoria, Fedriga alla Risiera di San Sabba lancia un monito contro il ritorno dell’antisemitismo: «La memoria è un dovere civile e le parole hanno responsabilità»
Onorare il Giorno della Memoria oggi 27 gennaio significa assumersi una responsabilità collettiva ancora più forte, alla luce del ritorno di fenomeni di antisemitismo che destano crescente preoccupazione. È il messaggio lanciato dal governatore del Friuli-Venezia Giulia Massimiliano Fedriga, intervenuto a Trieste alle celebrazioni ufficiali alla Risiera di San Sabba, luogo simbolo della Shoah in Italia.
«Per anni abbiamo pensato che l’antisemitismo fosse un capitolo chiuso della nostra storia – ha sottolineato Fedriga – ma purtroppo così non è, almeno per una parte della popolazione». Parole che si inseriscono in un contesto internazionale segnato da tensioni e da un linguaggio pubblico sempre più polarizzato.
La testimonianza diretta come argine all’oblio
Secondo il governatore, la memoria non può ridursi a una ricorrenza formale. «Con il progressivo venir meno dei testimoni diretti – ha spiegato – diventa ancora più importante ascoltare chi ha vissuto sulla propria pelle gli orrori della Shoah. I libri da soli rischiano di rendere distante una tragedia che ha colpito persone reali, famiglie distrutte per sempre».

Al centro nella foto il governatore del Friuli-Venezia Giulia Massimiliano Fedriga
Un richiamo forte alla necessità di trasmettere la memoria in modo vivo, capace di parlare alle nuove generazioni e di contrastare ogni forma di banalizzazione dell’odio.
Condanna netta dei linguaggi ambigui
Fedriga ha ribadito come oggi non sia più accettabile assistere a episodi di antisemitismo nelle piazze e nelle strade. «Il Giorno della Memoria dovrebbe unire – ha affermato – e invece qualcuno continua ad alimentare la protesta e lo scontro».
Una critica diretta anche a chi utilizza «un linguaggio ambiguo o diffonde falsità», contribuendo alla criminalizzazione del popolo ebraico. «Chi lo fa – ha concluso – ha responsabilità oggettive».

Durante l’occupazione nazista del periodo 1943-1945 la risiera di San Sabba a Trieste è stata trasformata nell’unico campo di concentramento munito di forno crematorio in Italia
Il valore simbolico della Risiera di San Sabba
La cerimonia si è svolta come ogni anno alla Risiera di San Sabba, unico campo di concentramento con forno crematorio presente in Italia. Nata come fabbrica per la lavorazione del riso alla fine dell’Ottocento, fu trasformata dai nazisti, tra il 1943 e il 1945, in luogo di detenzione, tortura e morte.
Il 27 gennaio, riconosciuto a livello internazionale dall’Onu e celebrato in Italia dal 2000, ricorda la liberazione del campo di Auschwitz nel 1945, simbolo della rivelazione dell’orrore della Shoah.
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