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Carenza di medici, la Regione FVG riattiva i medici pensionati per garantire le cure
La Regione Friuli-Venezia Giulia presenta il ddl 72 per fronteggiare la carenza di medici di base: incarichi temporanei ai medici pensionati fino al 31 dicembre 2026 per garantire assistenza territoriale e continuità delle cure
La grave carenza di medici di medicina generale spinge la Regione Friuli-Venezia Giulia ad adottare misure straordinarie. È stato presentato oggi in Terza Commissione consiliare il disegno di legge regionale n. 72, che introduce interventi urgenti per tutelare il diritto alla salute e garantire la continuità dell’assistenza territoriale.
A illustrarne i contenuti è stato l’assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi, che ha definito la situazione “una criticità nazionale, non circoscritta al solo Friuli-Venezia Giulia, che richiede risposte concrete e tempestive”.
Medici pensionati richiamati in servizio: incarichi fino al 31 dicembre 2026
Il provvedimento consente agli enti del Servizio sanitario regionale di conferire, fino al 31 dicembre 2026, incarichi di lavoro autonomo a medici collocati in quiescenza.
Una misura straordinaria, temporanea e urgente, pensata per colmare i vuoti lasciati dalla carenza di medici convenzionati e assicurare livelli essenziali di assistenza omogenei su tutto il territorio regionale.
“Mettiamo a disposizione delle aziende sanitarie uno strumento necessario – ha spiegato Riccardi – per assicurare la copertura del fabbisogno assistenziale, anche attraverso forme organizzative sperimentali, in una fase in cui il diritto alla salute rischia di essere compromesso”.
Il collegamento con il Milleproroghe e il ruolo dello Stato
Il ddl 72 si inserisce nel solco del decreto legge Milleproroghe n. 200 del 31 dicembre 2025, che già prevede la possibilità di ricorrere ai medici pensionati. La Regione auspica ora una proroga della misura a livello nazionale fino al 2026, con particolare attenzione agli aspetti fiscali e previdenziali, non di competenza regionale.
“Ci siamo attivati – ha sottolineato Riccardi – affiancando il lavoro del Governo e avviando una positiva interlocuzione anche con il Ministero dell’Economia e delle Finanze”.
Fiscalità e pensioni: una leva decisiva per attrarre professionisti
Un elemento chiave della normativa nazionale riguarda la non applicazione dell’incumulabilità tra reddito da lavoro autonomo e trattamento pensionistico per questi incarichi.
Secondo l’assessore, si tratta di un fattore di forte attrattività per i professionisti e di una leva fondamentale per rafforzare l’assistenza territoriale, soprattutto nelle aree più scoperte.
Risposte dal territorio e continuità con le azioni già avviate
Il disegno di legge risponde a una richiesta concreta che arriva dal territorio e dagli operatori sanitari e si colloca nel percorso già avviato dalla Regione per fronteggiare l’emergenza, come dimostrano le esperienze degli ambulatori di assistenza primaria attivati nei contesti privi della medicina generale.
“È una risposta necessaria – ha concluso Riccardi – per garantire cure e servizi ai cittadini in una fase complessa per il nostro sistema sanitario”.
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