Cronaca & Attualità
Perdite da gioco online, FVG sotto la media nazionale per incidenza economica
Uno studio di Imco mostra che il Friuli-Venezia Giulia è tra le regioni meno esposte all’impatto del gioco online: perdite pari allo 0,19% del reddito familiare
Non basta sapere quanto si gioca per comprendere davvero l’impatto del gioco d’azzardo sui territori. A dirlo è lo studio elaborato da Imco, che propone una lettura innovativa del fenomeno: non i volumi assoluti, ma l’incidenza delle perdite nette da gioco online sul reddito disponibile delle famiglie, regione per regione.
Un cambio di prospettiva che restituisce un’Italia spaccata in due, dove il peso del gioco cresce laddove il reddito complessivo è più fragile, mentre risulta più contenuto nelle aree economicamente più solide.
Friuli-Venezia Giulia nella parte bassa della classifica
In questo scenario, il Friuli-Venezia Giulia emerge come una delle regioni meno esposte. I dati indicano 60,2 milioni di euro di perdite online a fronte di 31.702 milioni di euro di reddito disponibile, con un’incidenza dello 0,19%.
Un valore che colloca la regione al 17° posto su 20, nella parte bassa della graduatoria nazionale. Peggio – in termini di minore incidenza – fanno solo Valle d’Aosta (0,18%), Lombardia (0,17%) e Trentino-Alto Adige (0,15%).
Il confronto con il Sud evidenzia la frattura territoriale
All’estremo opposto della classifica si trovano le regioni dove il gioco online pesa maggiormente sui bilanci familiari. Campania in testa con un’incidenza dello 0,71%, seguita da Calabria (0,70%) e Sicilia (0,61%).
Emblematico il confronto tra Sicilia e Lombardia: a fronte di perdite online non troppo distanti in valore assoluto, il peso relativo in Sicilia è oltre tre volte superiore rispetto alla Lombardia. Un dato che dimostra come la stessa spesa produca effetti molto diversi in base alla capacità economica complessiva delle famiglie.
Un “peso contenuto” ma un fenomeno presente
Per il Friuli-Venezia Giulia, la metrica utilizzata dallo studio restituisce l’immagine di un fenomeno presente ma meno pressante sui bilanci familiari rispetto ad altre aree del Paese. Un dato utile soprattutto per un focus locale, che invita a distinguere tra allarme sociale e lettura economica proporzionata del fenomeno.
| Pos. | Regione | Reddito disponibile famiglie (mln €) | Perdite gioco online (mln €) | Incidenza |
| 1 | Campania | 92.993,0 | 661,6 | 0,71% |
| 2 | Calabria | 30.011,3 | 210,2 | 0,70% |
| 3 | Sicilia | 82.563,0 | 500,3 | 0,61% |
| 4 | Basilicata | 9.454,8 | 53,5 | 0,57% |
| 5 | Puglia | 67.774,6 | 383,6 | 0,57% |
| 6 | Molise | 7.468,4 | 42,2 | 0,56% |
| 7 | Abruzzo | 31.904,8 | 155,9 | 0,49% |
| 8 | Sardegna | 32.864,1 | 125,9 | 0,38% |
| 9 | Lazio | 150.601,8 | 530,4 | 0,35% |
| 10 | Marche | 40.320,9 | 125,0 | 0,31% |
| 11 | Umbria | 23.220,0 | 66,7 | 0,29% |
| 12 | Liguria | 48.158,5 | 129,9 | 0,27% |
| 13 | Toscana | 94.665,3 | 244,5 | 0,26% |
| 14 | Piemonte | 108.797,5 | 250,0 | 0,23% |
| 15 | Veneto | 119.216,0 | 250,0 | 0,21% |
| 16 | Emilia-Romagna | 114.620,5 | 230,1 | 0,20% |
| 17 | Friuli-Venezia Giulia | 31.702,0 | 60,2 | 0,19% |
| 18 | Valle d’Aosta | 4.507,0 | 8,1 | 0,18% |
| 19 | Lombardia | 215.546,0 | 374,7 | 0,17% |
| 20 | Trentino-Alto Adige | 37.560,0 | 57,3 | 0,15% |
Gioco fisico: conta anche la geografia dell’offerta
Se l’online si misura attraverso il peso economico, il gioco fisico si legge meglio osservando la distribuzione territoriale dell’offerta. Nel 2023, in Italia si contano 49.724 esercizi con AWP, 249.641 apparecchi attivi, 4.390 sale VLT e 54.484 VLT.
Le concentrazioni maggiori si registrano in Lombardia, Campania e Lazio, seguite da Veneto ed Emilia-Romagna. Una presenza capillare che incide sulla quotidianità dei territori e che affianca, senza sostituirla, la lettura economica del gioco online.
Un’analisi comparabile tra territori diversi
«Non basta sapere quanto si gioca per capire l’impatto del gioco d’azzardo sui territori – spiega Claudio Poggi, esperto di Imco –. La metrica dell’incidenza consente di descrivere l’impatto economico relativo, rendendo comparabili territori diversi per dimensione e ricchezza».
Un approccio che, nel caso del Friuli-Venezia Giulia, restituisce l’immagine di una regione meno vulnerabile, pur all’interno di un fenomeno che resta da monitorare con attenzione.
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