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Tari, Pordenone nella top ten dei comuni meno cari: bollette sotto la media nazionale

Con 222 euro l’anno a famiglia, il capoluogo del Friuli occidentale si conferma tra i territori più virtuosi sul fronte della tassa rifiuti

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Cassonetti - Tassa sui rifiuti Pordenone
Cassonetti per la raccolta differenziata (© Depositphotos)

Nel 2025 le famiglie di Pordenone hanno pagato una delle Tari più basse d’Italia, con una spesa media annua di 222 euro per nucleo familiare, ben al di sotto della media nazionale di circa 350 euro. Un dato che colloca il capoluogo del Friuli occidentale nella “top ten” dei comuni meno cari, insieme a realtà come La Spezia (180 euro), Novara e Belluno (204 euro), Fermo (205 euro), Brescia (208 euro), Cremona e Trento (217 euro), Ascoli Piceno (218 euro) e Vercelli (220 euro).

Un risultato che offre un concreto sollievo alle famiglie e che distingue Pordenone in un panorama nazionale caratterizzato da forti disuguaglianze tariffarie.

Il quadro nazionale: differenze ancora molto marcate

Se Pordenone rappresenta un esempio positivo, il quadro generale resta però fortemente disomogeneo. Nelle città metropolitane la Tari continua a incidere in modo pesante sui bilanci familiari: si passa dai 518 euro di Genova ai 499 euro di Napoli, fino ai 294 euro di Milano e ai 236 euro di Bologna.

Ancora più critico il dato relativo ai comuni più cari, dove la tassa sui rifiuti supera spesso i 500 euro annui. Nella “top ten” dei territori con la Tari più elevata compaiono Pisa (650 euro), Brindisi (529), Pistoia (524), Trapani (521), Barletta (517), Taranto (509), Agrigento (500), oltre a Genova, Napoli e Reggio Calabria (494).

Lo studio Uil: costi in aumento e servizi disomogenei

A fotografare questa situazione è lo studio della Uil, curato dal Servizio Stato Sociale, Politiche Fiscali e Previdenziali, diretto dal segretario confederale Santo Biondo. Secondo il sindacato, una delle principali contraddizioni dei servizi pubblici locali è rappresentata dal fatto che alla crescita della Tari non sempre corrisponde un miglioramento del servizio.

La tassa sui rifiuti, nata per coprire i costi di raccolta e smaltimento, si è progressivamente trasformata in un prelievo sempre più oneroso, spesso scollegato dalla qualità reale della gestione, ancora segnata da carenza di impianti, ricorso alla discarica e livelli non sempre soddisfacenti di raccolta differenziata e recupero di materia.

Impianti mancanti e Pnrr in ritardo

Le forti differenze tariffarie tra territori, osserva la Uil, sono il risultato di scelte politiche e gestionali diseguali. In molte aree del Paese la mancanza cronica di impianti di trattamento e riciclo costringe i comuni a spedire i rifiuti fuori regione, con extracosti che finiscono inevitabilmente nelle bollette di famiglie e imprese.

Il Pnrr avrebbe potuto rappresentare una svolta strutturale, ma lo stato di avanzamento dei progetti viene giudicato disomogeneo e in diversi casi preoccupantemente lento.

La sfida per Pordenone: costi contenuti e qualità ambientale

Anche strumenti come la tariffazione puntuale (Tarip), basata sul principio “chi inquina paga”, rischiano di diventare un ulteriore aggravio se non accompagnati da investimenti adeguati in impianti, mezzi e personale.

Per Pordenone, oggi tra i territori con i costi più contenuti, la vera sfida sarà mantenere questo equilibrio virtuoso, continuando a investire in qualità del servizio, raccolta differenziata e sostenibilità ambientale, evitando che il vantaggio economico si trasformi in un’occasione mancata sul fronte ecologico.

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