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Carenza di medici di base, la Regione FVG approva il ritorno in servizio dei pensionati
Sanità Fvg, via libera al ddl 72: i medici di base in pensione potranno continuare l’attività per fronteggiare le carenze
La Regione Friuli-Venezia Giulia interviene con una misura straordinaria per affrontare una delle criticità più urgenti del sistema sanitario: la carenza di medici di medicina generale. Il Consiglio regionale ha approvato il disegno di legge 72, che consente ai medici già in pensione di continuare l’attività professionale, garantendo così la continuità assistenziale ai cittadini.
“Con l’approvazione di questo disegno di legge la Regione Friuli-Venezia Giulia interviene concretamente per tutelare la salute dei cittadini”, ha dichiarato l’assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi, sottolineando come il provvedimento risponda a una fase di forte criticità del sistema sanitario nazionale.
Un provvedimento coordinato con il Governo nazionale
Il ddl 72 si inserisce in un quadro normativo più ampio e si coordina con un emendamento del Governo nazionale, che sarà inserito in un decreto in fase di conversione, con l’obiettivo di mitigare gli effetti fiscali e previdenziali legati al proseguimento dell’attività lavorativa dei medici in quiescenza.
“Questo provvedimento nasce da un lavoro condiviso con il Governo nazionale”, ha spiegato Riccardi, ricordando come la Regione abbia già messo in campo, negli ultimi anni, interventi strutturali a favore della sanità territoriale, con risorse destinate a ambulatori, Case di comunità, attrattività del personale sanitario e sostegno agli enti locali.
Secondo l’assessore, il voto del Consiglio regionale rappresenta un passaggio decisivo perché affronta una criticità strutturale dell’intero sistema sanitario nazionale, che richiede “scelte chiare e assunzione di responsabilità da parte delle istituzioni”.
Rete oncologica e scelte già definite
Nel suo intervento, Riccardi ha voluto ringraziare il dottor Gianpiero Fasola, recentemente sostituito dal dottor Giovanni Gerardo Cardellino alla direzione oncologica regionale, evidenziando il valore del contributo tecnico fornito nel percorso intrapreso.
L’assessore ha inoltre annunciato che i responsabili della Rete oncologica regionale e il direttore sanitario saranno ascoltati in terza commissione, per illustrare l’avanzamento del lavoro e i risultati ottenuti nel 2025. Un percorso che, ha chiarito Riccardi, non potrà rimettere in discussione le scelte già assunte con l’approvazione del Piano oncologico regionale.
“È più semplice rinviare le decisioni – ha concluso – ma il compito della politica è scegliere nell’interesse della sicurezza e degli esiti di salute delle persone”.
Moretuzzo: “Serve una risposta strutturale”
Pur votando a favore del provvedimento, il capogruppo del Patto per l’Autonomia-Civica FVG Massimo Moretuzzo ha espresso preoccupazione per la gestione complessiva della sanità regionale. Secondo Moretuzzo, la norma approvata rappresenta solo una soluzione temporanea a un problema più ampio, aggravato dalla mancata proroga nazionale degli incarichi ai medici in pensione.
Il consigliere ha richiamato alcuni dati significativi: il 27 per cento della popolazione regionale ha più di 65 anni e oltre la metà convive con patologie croniche, evidenziando il ruolo centrale del medico di famiglia nella gestione della cronicità e nei Percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali (Pdta). Un tema che, secondo l’opposizione, rischia di restare irrisolto a causa delle tensioni politiche interne alla maggioranza.
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