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Il giapponese “Fujiko” conquista la 28a edizione del Far East Film Festival

Il giapponese Fujiko di Kimura Taichi vince il Gelso d’oro al Far East Film Festival 2026. Premio alla carriera a Yuen Woo Ping, in un’edizione segnata da grandi ospiti e pubblico da record.

Lorenzo Pegoraro

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Il regista giapponese Kimura Taichi con il Gelso d'oro

UDINE – Il vincitore del Gelso d’oro della 28a edizione del Far East Film Festival è il film giapponese “Fujiko” del regista Kimura Taichi. Un film del genere “dramma familiare”, con alcuni risvolti anche umoristici, in linea con altre “pellicole” viste in questa ricca edizione della kermesse friulana. I temi del lavoro, dei problemi familiari, del rapporto genitori/figli hanno permeato molti dei 52 film in competizione al Teatro Giovanni da Udine.

Premio alla carriera per Yuen Woo Ping

Premio alla carriera per Yuen Woo Ping

Nell’ultima serata del festival, quella di sabato 2 maggio, protrattasi fino a notte inoltrata per alcuni problemi tecnici che hanno ritardato la proiezione dello spassoso “Blood moon rite 8”, remake del giapponese “One cut of the dead”, il numerosissimo pubblico presente ha potuto applaudire la premiazione, con il Gelso d’oro alla carriera, al commediografo (di “Matrix” e “Kill Bill”, tra gli altri) Yuen Woo Ping, regista del penultimo film in concorso, “Blades of the guardians”.

Il Gelso d’oro alla carriera era stato consegnato in precedenza, nella seconda giornata del Festival, anche all’attore giapponese Koji Yakusho, protagonista del film “Strange days”, dalle mani del famoso regista tedesco Wim Wenders che ha curato la regia della medesima opera.

La 28a edizione del Far East sicuramente sarà ricordata, oltre che per i numerosi e prestigiosi ospiti, anche per un pubblico sempre più numeroso ed appassionato che ha apprezzato a suon di applausi la qualità medio-alta e variegata dei suoi film. In un mondo dilaniato e lacerato da guerre e violenze, i nove giorni del Festival hanno rappresentato un toccasana fatto di gioia e condivisione per i tantissimi che sono accorsi, dall’Italia e dall’estero, a Udine.

Magia di quella che è stata definita la “settimana arte” e che Sabrina Baraccetti, presidente del CEC ed instancabile presentatrice del Festival, ricordando la difficile situazione internazionale, ha esaltato, nel discorso di apertura, sottolineando come “il cinema ci permette di divertirci ed emozionarci, è un atto di ribellione. Un cinema è un posto in cui si sta insieme, si vivono gli stessi momenti”.

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