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Udine diventa modello europeo per la salute mentale dei giovani: come funziona l’ambulatorio Prima

Un modello nato a Udine diventa riferimento europeo per accompagnare i giovani nei percorsi di salute mentale

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seduta dal terapeuta - Salute mentale
Seduta dal terapeuta ( © Depositphotos)

C’è un’esperienza che nasce in Friuli-Venezia Giulia e oggi viene guardata con attenzione a livello internazionale. Si tratta dell’ambulatorio Prima dell’Asufc, selezionato da una task force europea come modello di riferimento nei percorsi di transizione della salute mentale tra servizi per minori e quelli per adulti. Un riconoscimento che premia un approccio innovativo e mirato a colmare uno dei vuoti più critici nel sistema di cura.

Il passaggio più delicato per i giovani

Il momento di transizione dall’adolescenza all’età adulta è spesso il più fragile. È proprio in questa fase che molti ragazzi rischiano di interrompere le terapie, perdendo un punto di riferimento fondamentale.
L’ambulatorio Prima, attivo dal 2021, nasce con l’obiettivo di evitare questa frattura, offrendo un servizio dedicato a giovani tra i 16 e i 35 anni. Il suo compito è accompagnarli in un periodo complesso, garantendo continuità assistenziale e un supporto mirato in una fase di grande vulnerabilità.

I numeri del servizio

I risultati raggiunti in pochi anni confermano la validità del modello. Dalla sua apertura, l’ambulatorio ha già seguito oltre 200 giovani, molti dei quali al primo accesso ai servizi per adulti.
Un dato significativo riguarda l’età: una parte importante degli utenti ha meno di vent’anni, segno di una presa in carico precoce.
Emergono inoltre aspetti rilevanti sul piano clinico: circa un paziente su tre presenta disturbi del neurosviluppo, come autismo o ADHD. Numeri che evidenziano una crescente domanda di supporto e la necessità di servizi capaci di intercettare il disagio prima che si aggravi.

Un percorso costruito nel tempo

Il riconoscimento europeo non arriva per caso, ma è il risultato di un lavoro avviato già tra il 2019 e il 2020. In quegli anni sono state poste le basi per costruire un modello capace di analizzare in modo più completo i bisogni dei giovani pazienti.
L’esperienza maturata a Udine ha permesso di approfondire diversi aspetti, dalle diagnosi alle esperienze scolastiche, fino alla durata della malattia non trattata, che risulta più contenuta rispetto alla media, pur restando un elemento su cui continuare a intervenire.

Un esempio per il futuro della sanità

Il caso dell’ambulatorio Prima dimostra come sia possibile costruire percorsi efficaci e innovativi partendo dal territorio. Il riconoscimento europeo conferma il valore di un modello che mette al centro la continuità delle cure e l’attenzione alle fragilità giovanili.
Un’esperienza che oggi diventa un punto di riferimento e che potrebbe contribuire a ridisegnare i servizi di salute mentale anche in altri contesti, in Italia e in Europa.

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