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Il FVG guarda al Giappone, Imec opportunità strategica per il Porto di Trieste

Missione del FVG in Giappone: focus su Imec, porti, export e nuove rotte commerciali tra Asia ed Europa

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Il FVG guarda al Giappone
Il FVG guarda al Giappone (© Redazione / AI)

Il Friuli-Venezia Giulia punta a rafforzare il proprio ruolo nelle nuove rotte commerciali tra Asia ed Europa, guardando al corridoio Imec come a una possibile leva strategica per consolidare i collegamenti con il Giappone e aprire nuove opportunità per imprese, export e investimenti.

Il tema è stato al centro della prima giornata della missione istituzionale della Regione in Giappone, durante la quale la delegazione del Friuli-Venezia Giulia ha incontrato i direttori generali dei porti di Tokyo e Yokohama e i rappresentanti di Jetro, l’agenzia governativa giapponese per il commercio estero e gli investimenti.

A guidare il confronto è stata l’assessore regionale alle Infrastrutture e territorio Cristina Amirante, che ha sottolineato come la regione possa candidarsi a essere una piattaforma logistica di rilevanza europea, grazie al sistema portuale dell’Alto Adriatico, al Porto di Trieste, ai punti franchi e all’intermodalità.

L'assessore regionale alla Infrastrutture e territorio, Cristina Amirante, durante la missione istituzionale in Giappone

L’assessore regionale alla Infrastrutture e territorio, Cristina Amirante, durante la missione istituzionale in Giappone

Il corridoio Imec come alternativa strategica a Suez

Secondo Amirante, il corridoio India-Middle East-Europe Economic Corridor può rappresentare una risposta concreta alla necessità di rendere più sicure e resilienti le catene logistiche internazionali. L’obiettivo è creare una ridondanza delle rotte commerciali, affiancando al Canale di Suez un’alternativa capace di limitare gli effetti delle interruzioni nei traffici globali.

“Il corridoio Imec può rappresentare un’opportunità strategica per rafforzare i collegamenti con il Giappone e consolidare il ruolo della nostra regione quale piattaforma logistica di rilevanza europea”, ha dichiarato l’assessore.

Il ragionamento parte da una criticità ormai evidente nei traffici mondiali: quando il passaggio da Suez viene rallentato o interrotto, le navi sono spesso costrette a circumnavigare l’Africa, con un aumento dei tempi di percorrenza, dei costi di trasporto e una conseguente perdita di competitività per le imprese.

In questo scenario, il Friuli-Venezia Giulia prova a valorizzare la propria posizione geografica, il sistema infrastrutturale e il ruolo del Porto di Trieste come terminale naturale verso i mercati dell’Europa centrale e orientale.

L'assessore Amirante con Akira Tanaka, direttore generale del Porto di Tokyo

L’assessore Amirante con Akira Tanaka, direttore generale del Porto di Tokyo

Incontri con Tokyo, Yokohama e Jetro

La giornata giapponese della delegazione regionale ha avuto un taglio fortemente operativo. Gli incontri con i porti di Tokyo e Yokohama e con Jetro sono serviti ad approfondire le prospettive di collaborazione tra il sistema economico del Friuli-Venezia Giulia e quello giapponese, con particolare attenzione a tre fronti: nuove direttrici dei traffici internazionali, logistica sostenibile e collaborazione tra imprese e sistemi portuali.

Jetro rappresenta un interlocutore di primo piano anche per il percorso di attrazione degli investimenti sviluppato attraverso Selecting Italy, iniziativa che mira a rafforzare la capacità dei territori italiani di intercettare capitali, progetti industriali e nuove relazioni economiche internazionali.

Per il Friuli-Venezia Giulia, il dialogo con il Giappone non riguarda soltanto la movimentazione delle merci, ma anche la possibilità di costruire rapporti più ampi su export, innovazione, startup e investimenti produttivi.

Il modello Yokohama e la sfida della logistica sostenibile

Uno dei passaggi più significativi della missione ha riguardato il confronto con il Porto di Yokohama, considerato a livello internazionale un modello per le politiche di sostenibilità e decarbonizzazione. Lo scalo giapponese è stato premiato nel 2025 dall’International Association of Ports and Harbors con il Sustainability Award, riconoscimento che ne conferma il ruolo avanzato nelle strategie ambientali applicate alla portualità.

Il modello Yokohama è stato messo a confronto con gli investimenti che il sistema portuale del Friuli-Venezia Giulia sta sviluppando su alcuni dossier centrali per il futuro della logistica: elettrificazione delle banchine, filiera dell’idrogeno e innovazione delle infrastrutture.

Sono temi che riguardano direttamente la competitività dei porti nei prossimi anni. La sostenibilità, infatti, non è più soltanto una scelta ambientale, ma diventa sempre più un fattore decisivo per attrarre traffici, investimenti e operatori internazionali.

L'assessore regionale Cristina Amirante, con il direttore generale del Porto di Yokohama, Shimbo Yasuhiro

L’assessore regionale Cristina Amirante, con il direttore generale del Porto di Yokohama, Shimbo Yasuhiro

Il Friuli-Venezia Giulia come ponte tra Asia ed Europa

Dalla missione emerge una possibile convergenza di interessi. Da un lato, il Giappone guarda con attenzione a nuove rotte commerciali, anche in risposta alla crescente concorrenza nell’Asia orientale. Dall’altro, il Friuli-Venezia Giulia può proporsi come porta d’ingresso europea per merci, investimenti e progetti industriali.

“Abbiamo riscontrato una forte convergenza di obiettivi”, ha spiegato Amirante. “Da una parte il Giappone guarda a nuove rotte commerciali; dall’altra, il Friuli-Venezia Giulia può offrire un sistema logistico competitivo, fondato sul Porto di Trieste, sui punti franchi e sull’intermodalità”.

La prospettiva è quella di costruire relazioni durature tra i due sistemi, rafforzando non solo i collegamenti infrastrutturali, ma anche le opportunità per le aziende regionali interessate ai mercati asiatici e per gli investitori giapponesi che guardano all’Europa.

Export, investimenti e startup al centro delle nuove sinergie

La missione in Giappone conferma la volontà della Regione di muoversi su un piano internazionale, intrecciando diplomazia economica, infrastrutture e politiche industriali. Il corridoio Imec, in questa visione, non è soltanto una nuova rotta commerciale, ma un possibile asse strategico per riposizionare il Friuli-Venezia Giulia nelle grandi catene globali del valore.

Le opportunità riguardano l’export, l’attrazione di investimenti, la collaborazione tra porti e lo sviluppo di nuove sinergie anche nel settore delle startup. Un terreno sul quale la Regione punta a mettere in campo il proprio sistema logistico e produttivo, valorizzando la posizione del territorio tra Mediterraneo, Centro Europa e mercati asiatici.

Per il Friuli-Venezia Giulia, dunque, la missione giapponese rappresenta un passaggio importante in una strategia più ampia: fare della regione un nodo competitivo, sostenibile e internazionale nelle rotte del commercio globale.

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