Economia & Lavoro
Affitti, più case disponibili a Trieste: l’offerta vola del 26,6%, Udine cresce del 45,2%
Cresce l’offerta di case in affitto: Trieste segna +26,6% nel secondo trimestre 2026, mentre la provincia di Udine raggiunge +45,2%.
L’offerta di abitazioni in affitto torna a crescere in Italia e il Friuli-Venezia Giulia si mette in evidenza con Trieste e Udine. Nel secondo trimestre del 2026 il capoluogo giuliano registra un aumento del 26,6% rispetto ai tre mesi precedenti, mentre sul fronte provinciale Udine segna un balzo del 45,2%. È quanto emerge dal report dell’Ufficio Studi del portale Idealista.
Trieste tra le città con la crescita maggiore
Il dato di Trieste è nettamente superiore alla media italiana. Con un incremento trimestrale dell’offerta pari al 26,6%, il capoluogo giuliano si colloca infatti tra i centri più dinamici a livello nazionale.
Tra le grandi città, Trieste si posiziona al terzo posto, alle spalle di Padova, dove l’offerta cresce del 36,5%, e Vicenza, che registra un aumento del 31,7%. Il dato triestino risulta inoltre più di tre volte superiore alla media nazionale dell’8,2%.
La tendenza positiva riguarda anche l’intero territorio provinciale: la provincia di Trieste registra un +22,7%, piazzandosi al quinto posto in Italia per incremento dello stock di abitazioni disponibili in locazione.
Udine corre sul fronte provinciale
Ancora più marcata la crescita registrata in provincia di Udine, dove l’offerta di immobili in affitto aumenta del 45,2% rispetto al trimestre precedente.
Il dato colloca il territorio friulano ai vertici della graduatoria nazionale, alle spalle di Rimini, con +54,2%, e Cuneo, con +47,9%.
In Italia l’offerta aumenta dell’8,2%
Nel complesso, nel secondo trimestre del 2026 l’offerta di abitazioni in affitto in Italia è cresciuta dell’8,2% rispetto ai tre mesi precedenti. Il confronto con lo stesso periodo del 2025 mostra invece un incremento del 10,5%.
Secondo Idealista, il dato rappresenta un segnale positivo per chi cerca un’abitazione, anche se non è ancora sufficiente a riequilibrare un mercato caratterizzato da canoni storicamente elevati.
Oltre 60 capoluoghi italiani registrano un aumento dell’offerta, mentre circa 40 evidenziano una riduzione. Tra le grandi città, Milano cresce del 16,4% e Roma dell’11,9%. In calo invece Lodi (-16,7%) e Verona (-16,5%).
Una crescita con forti differenze territoriali
Anche sul piano provinciale la ripresa non riguarda tutto il Paese: circa il 59% delle province mostra un aumento dello stock disponibile. Tra le flessioni più marcate figurano L’Aquila (-15,3%), Cremona (-14,8%) e La Spezia (-14,6%).
Il report invita però a leggere con cautela gli incrementi più elevati. In mercati di dimensioni ridotte, infatti, l’ingresso o l’uscita di pochi immobili può provocare forti oscillazioni percentuali, come nel caso di Cuneo (+77,5%) o Urbino (+58,3%) tra i capoluoghi.
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