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Sanità Fvg, progetto pilota con l’Argentina per affrontare la carenza di infermieri

Il FVG avvia un progetto pilota con Udine e Rosario: 15 laureati argentini completeranno il percorso per lavorare nella sanità regionale. Intanto crescono del 37% le iscrizioni a Infermieristica

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Carenza di infermieri in FVG - Via al progetto pilota
Carenza di infermieri in FVG (© Depositphotos)

La carenza di infermieri resta una delle principali criticità del sistema sanitario e il Friuli-Venezia Giulia prova ad affrontarla anche attraverso un nuovo modello di collaborazione internazionale. La Regione sostiene infatti un progetto pilota con l’Università di Udine e l’Istituto universitario italiano di Rosario, in Argentina, che permetterà a un primo gruppo di 15 laureati argentini di completare in Italia il percorso necessario per ottenere il riconoscimento del titolo e inserirsi, successivamente, nel Servizio sanitario regionale.

Le prospettive dell’iniziativa sono state approfondite a Palazzo Antonini-Maseri, a Udine, nel corso di un incontro al quale ha partecipato anche la vicerettrice dello IUNIR di Rosario, Karina Elmir.

Quindici laureati argentini inseriti nel corso di Infermieristica

Il progetto prevede che nella sua fase iniziale l’Università di Udine ospiti 15 laureati argentini, inserendoli nel corso di laurea in Infermieristica con l’obiettivo di consentire loro di raggiungere l’equipollenza del titolo professionale in Italia.

Un percorso che, nelle intenzioni della Regione, potrebbe rappresentare una prima risposta strutturata alla difficoltà di reperire personale sanitario qualificato.

«Questa esperienza sta crescendo in modo importante ed è una delle misure di un disegno politico complessivo della Regione che inizia a dare risposte concrete al problema della scarsa disponibilità di personale infermieristico», ha sottolineato l’assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi.

Secondo l’assessore, l’iniziativa avviata con l’ateneo udinese potrebbe in futuro essere estesa anche all’Università di Trieste, ampliando così la portata del progetto.

Vitto, alloggio e corsi di italiano pagati dalla Regione

A rendere particolarmente strutturato il progetto è anche il sistema di sostegno previsto per gli studenti argentini.

La Regione Friuli-Venezia Giulia finanzierà le spese di vitto, alloggio, assicurazione sanitaria e corsi intensivi di lingua italiana. In cambio, i partecipanti saranno chiamati a rispettare una serie di precisi obblighi accademici e professionali.

Tra questi figura il conseguimento di almeno il 60% dei crediti previsti ogni anno. Una volta completato il percorso, i beneficiari dovranno inoltre impegnarsi a partecipare ai concorsi del Servizio sanitario regionale entro tre anni dalla laurea.

In caso di assunzione, sarà richiesto un ulteriore impegno: lavorare nel sistema sanitario del Friuli-Venezia Giulia per almeno cinque anni.

Un meccanismo che punta quindi a legare l’investimento pubblico a una concreta permanenza sul territorio del personale formato.

Riccardi: “Un patto chiaro tra diritti e doveri”

Riccardi ha definito il progetto un modello basato sulla reciprocità, sottolineando la necessità di affrontare il tema del personale straniero attraverso percorsi regolati.

«Si tratta di un patto chiaro in cui si incrociano il diritto al lavoro, il rispetto delle regole e il comportamento delle persone», ha spiegato l’assessore.

La posizione della Regione, ha aggiunto, è quella di governare i processi legati alla mobilità internazionale dei professionisti sanitari evitando contrapposizioni ideologiche e concentrandosi invece su regole certe, tutela dei diritti e rispetto degli impegni assunti.

Il progetto viene inoltre considerato uno strumento per valorizzare la dimensione internazionale del Friuli-Venezia Giulia e la capacità formativa delle sue università.

Boom di interesse in Argentina

Dal versante argentino arrivano intanto i primi segnali di forte interesse.

La vicerettrice dello IUNIR, Karina Elmir, ha spiegato che le preiscrizioni stanno registrando risultati particolarmente elevati, con numerose candidature raccolte nelle prime 48 ore dall’apertura del bando.

Elmir ha inoltre evidenziato il forte rapporto storico e culturale tra Italia e Argentina, ringraziando l’Amministrazione regionale per il sostegno economico garantito al progetto.

Il prorettore dell’Università di Udine Giorgio Alberti ha a sua volta sottolineato la qualità scientifica e didattica dell’ateneo, ricordando la presenza di docenti con esperienza internazionale pronti a contribuire alla partnership.

All’incontro hanno partecipato anche i responsabili accademici del progetto Alvisa Palese e Silvio Brusaferro, il direttore generale Gabriele Rizzetto e, in collegamento dall’Argentina, l’addetto scientifico dell’Ambasciata d’Italia a Buenos Aires Salvatore Barba.

Crescono anche le iscrizioni ordinarie a Infermieristica

Il progetto internazionale arriva in un momento nel quale emergono segnali positivi anche sul fronte delle iscrizioni ordinarie.

I dati illustrati dalla professoressa Alvisa Palese mostrano infatti una crescita significativa delle domande per il corso di laurea in Infermieristica.

Gli studenti che hanno indicato Infermieristica come prima scelta sono passati dai 212 dello scorso anno ai 290 attuali.

Si tratta di un aumento di 78 domande, pari a circa il 37% in più in un anno.

Riccardi ha invitato tuttavia alla cautela nell’interpretazione del dato: sarà necessario comprendere se l’incremento sia direttamente collegato alle misure messe in campo in Friuli-Venezia Giulia oppure se rifletta una tendenza più generale.

«Registriamo positivamente questo dato, senza trionfalismi ma con serietà», ha osservato l’assessore.

Un possibile modello per l’accordo tra Italia e Argentina

Il progetto potrebbe infine avere conseguenze anche oltre i confini regionali.

Salvatore Barba, intervenuto in videoconferenza dall’Ambasciata italiana a Buenos Aires, ha definito l’iniziativa un modello solido e strategico, potenzialmente capace di facilitare la conclusione dell’accordo bilaterale tra Italia e Argentina per il riconoscimento reciproco dei titoli universitari.

Il riconoscimento delle qualifiche rappresenta infatti uno dei principali ostacoli che incontrano i professionisti argentini interessati a lavorare in Italia.

L’esperienza del Friuli-Venezia Giulia potrebbe quindi diventare una sperimentazione utile anche per la costruzione di procedure più semplici e rapide a livello nazionale.

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