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Pordenone, rinasce l’ex Battirame: da area abbandonata a nuovo spazio pubblico
Inaugurato a Pordenone il recupero dell’ex Battirame: l’antica struttura industriale diventa un nuovo spazio pubblico con piste ciclabili, aree sportive, zone picnic e percorsi immersi nel verde
Un pezzo della storia manifatturiera di Pordenone torna a vivere, trasformandosi da area abbandonata e nascosta dalla vegetazione in un nuovo spazio pubblico dedicato allo sport, al tempo libero e alla socialità. È stato inaugurato ieri, domenica 6 settembre, il recupero dell’ex Battirame, intervento di rigenerazione urbana realizzato grazie alle risorse del Pnrr e del PINQuA, il Programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare.
Al taglio del nastro ha partecipato l’assessore regionale alle Infrastrutture e Territorio Cristina Amirante, che ha indicato il progetto come uno degli esempi più significativi di recupero di spazi urbani degradati e di integrazione tra patrimonio storico, ambiente e nuove funzioni per la cittadinanza.
Da officina dell’Ottocento a nuovo spazio per la città
Il Battiferro di Pordenone nasce originariamente come officina idraulica e rappresenta una testimonianza della prima fase manifatturiera della città nell’Ottocento. L’attività era legata alla produzione di energia elettrica e alla lavorazione del ferro e del rame, in un periodo nel quale la presenza dell’acqua costituiva un elemento determinante per lo sviluppo delle attività produttive.
Con il passare del tempo, però, la struttura era stata progressivamente abbandonata. Prima dell’avvio dei lavori, l’edificio risultava quasi interamente avvolto dalla vegetazione e della costruzione originaria era ormai chiaramente riconoscibile soprattutto la ciminiera.
Il recupero ha consentito di bonificare e riqualificare l’area, riportando alla luce una parte importante della memoria industriale pordenonese e restituendola alla comunità con una funzione completamente nuova.
Il momento del taglio del nastro
Amirante: «Pordenone capitale della rigenerazione»
Secondo l’assessore Cristina Amirante, il progetto rappresenta un esempio concreto di come le risorse pubbliche possano essere utilizzate per ricucire parti della città e restituire ai cittadini aree fino a pochi anni fa inutilizzabili.
«L’inaugurazione del recuperato Battirame rappresenta un successo emblematico dell’utilizzo dei fondi Pnrr e PINQuA per la rigenerazione urbana», ha sottolineato Amirante durante la cerimonia.
L’assessore ha definito Pordenone “capitale della rigenerazione”, evidenziando come una programmazione urbanistica di lungo periodo abbia permesso di trasformare luoghi precedentemente degradati in spazi destinati alle persone, mantenendo allo stesso tempo un forte rapporto con gli elementi naturali presenti nel territorio.
La filosofia dell’intervento è infatti quella di evitare una semplice riqualificazione edilizia, puntando piuttosto sulla creazione di spazi capaci di integrare ambiente, mobilità sostenibile, sport e aggregazione.
Un nuovo nodo della rete verde e blu di Pordenone
Il recupero dell’ex Battirame si inserisce in una strategia più ampia che guarda alle cosiddette infrastrutture verdi e blu, vale a dire il sistema formato da vegetazione, corsi d’acqua, risorgive e percorsi naturali inseriti all’interno del tessuto urbano.
Un’impostazione che, secondo Amirante, trova spazio anche nel Piano di Governo del Territorio e nella nuova normativa urbanistica regionale.
L’obiettivo è creare città nelle quali gli elementi naturali non vengano considerati semplicemente come aree residuali, ma diventino parte integrante della pianificazione. Nel caso di Pordenone, la presenza dei corsi d’acqua rappresenta anche un elemento storico legato allo sviluppo produttivo della città e offre oggi la possibilità di costruire nuovi percorsi di mobilità lenta e di fruizione del territorio.
Il logo del nuovo centro sportivo
Piste ciclabili, sport e aree per il tempo libero
Il Battirame recuperato non sarà quindi soltanto una testimonianza del passato industriale. Il nuovo spazio è stato progettato per diventare un luogo vissuto quotidianamente dai cittadini.
Un sistema di piste ciclabili consentirà di collegare le antiche officine distribuite lungo i corsi d’acqua, creando un itinerario nel quale storia industriale, natura e mobilità sostenibile si incontrano.
L’area potrà essere utilizzata anche per attività sportive e ricreative. Sono previsti spazi per l’allenamento, zone dedicate ai picnic e punti di ritrovo, con l’obiettivo di favorire una frequentazione continua del sito e non limitata alle sole visite di carattere storico o culturale.
«La struttura offrirà aree per l’allenamento sportivo, spazi per picnic e zone di ritrovo», ha spiegato Amirante, sottolineando come interventi di questo tipo possano avere ricadute concrete sulla qualità della vita urbana.
Recuperare il patrimonio senza consumare nuovo suolo
L’intervento sull’ex Battirame rappresenta anche uno dei temi centrali delle nuove politiche urbanistiche: recuperare ciò che esiste invece di espandere ulteriormente le città.
La rigenerazione urbana permette infatti di intervenire su edifici, aree industriali e infrastrutture non più utilizzate, trasformandole in nuovi servizi senza aumentare il consumo di suolo. Nel caso pordenonese, alla tutela di un luogo legato alla tradizione produttiva locale si aggiunge la valorizzazione del paesaggio fluviale e vegetale circostante.
Il risultato è uno spazio che conserva la memoria del passato, ma con una funzione pensata per le esigenze contemporanee. L’ex Battirame passa così da area dimenticata a nuovo punto di riferimento della rete ambientale e sociale della città, diventando una tappa di un percorso più ampio che punta a riconnettere quartieri, corsi d’acqua, piste ciclabili e luoghi della storia industriale di Pordenone.
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