Seguici su

Cronaca & Attualità

Codice della Strada, allo studio 795 sanzioni di cui 85 nuove: ecco cosa potrebbe cambiare per gli automobilisti

Il nuovo Codice della Strada è ancora allo studio: nella proposta compaiono 795 fattispecie sanzionatorie, di cui 85 nuove. Ecco quali multe potrebbero diminuire e quali diventare più pesanti

Avatar

Pubblicato

il

Posto di blocco della polizia
Posto di blocco della polizia (© Depositphotos)

Multe più basse per molte infrazioni, ma sanzioni più pesanti per alcuni comportamenti considerati particolarmente pericolosi. È questa una delle principali direttrici della revisione del Codice della Strada sulla quale sta lavorando il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Attenzione, però: le nuove regole non sono ancora definitive né sono entrate in vigore. Il MIT ha infatti sottoposto ad associazioni e operatori del settore una nuova tabella contenente 795 fattispecie sanzionatorie, che potrà essere modificata durante il percorso di confronto prima dell’approvazione finale.

795 sanzioni al vaglio, 85 sono nuove

Uno dei dati più interessanti riguarda proprio la struttura della nuova tabella. Delle 795 fattispecie esaminate, 85 sono nuove, pari a circa l’11% del totale.

Secondo il Ministero, queste nuove ipotesi sono state inserite anche sulla base delle indicazioni provenienti dalla Polizia locale, con l’obiettivo di colmare alcuni vuoti dell’attuale normativa e disciplinare comportamenti per i quali oggi manca una sanzione specifica o esistono difficoltà interpretative.

Chi vuole approfondire può consultare la tabella completa delle 795 fattispecie sanzionatorie, nella quale sono riportati gli importi proposti, le eventuali sanzioni accessorie e la decurtazione dei punti.

La maggior parte delle multe potrebbe diminuire

La revisione non punta a un aumento generalizzato delle sanzioni. Al contrario, secondo i dati diffusi dal MIT, solo 66 fattispecie, circa l’8% del totale, prevederebbero un aumento degli importi, mentre molte altre verrebbero ridotte.

Nel complesso, il Ministero stima una diminuzione dell’impatto economico delle sanzioni di circa il 7%.

L’obiettivo dichiarato è quello di rendere le multe più proporzionate alla gravità effettiva delle violazioni, intervenendo con maggiore severità soprattutto sui comportamenti ritenuti più rischiosi per la sicurezza.

Assicurazione: la multa potrebbe salire a 1.000 euro

Tra gli esempi indicati dal Ministero c’è la circolazione senza assicurazione obbligatoria. La sanzione potrebbe passare dagli attuali 866 euro a 1.000 euro.

Potrebbe aumentare anche la multa relativa alla mancata precedenza durante determinate manovre, come immissione nella circolazione, retromarcia e inversione: in questo caso l’importo indicato nella proposta passerebbe da 42 a 80 euro.

Si tratta, è bene ribadirlo, di importi ancora allo studio.

Nuove sanzioni per monopattini e marciapiedi

Fra le 85 nuove fattispecie compaiono anche comportamenti legati alla mobilità urbana.

Per i monopattini che intralciano i pedoni viene ipotizzata una sanzione compresa fra 40 e 160 euro. La stessa fascia potrebbe essere applicata ai veicoli a due o tre ruote che circolano sui marciapiedi.

La revisione punta quindi a rafforzare la tutela dei pedoni e degli utenti più vulnerabili, soprattutto nelle aree urbane dove negli ultimi anni sono aumentate le nuove forme di mobilità.

Notifica delle multe in 30 giorni

Le novità allo studio non riguardano soltanto gli importi.

Tra le ipotesi c’è anche la riduzione da 90 a 30 giorni dei tempi per notificare alcune violazioni accertate da remoto. La riforma dovrebbe inoltre semplificare l’autotutela per chiedere l’annullamento di verbali errati e rendere più proporzionate le conseguenze in caso di piccoli errori nel pagamento delle sanzioni.

Un altro punto riguarda l’eventuale superamento dell’aumento automatico delle multe legato all’inflazione, meccanismo che periodicamente determina l’adeguamento degli importi.

Dove potrebbero finire i soldi delle multe

La riforma interviene anche sulla destinazione dei proventi.

Una delle ipotesi prevede che il 70% delle somme incassate vada all’ente proprietario della strada, con l’obbligo di utilizzarle per interventi legati alla sicurezza, mentre il restante 30% sarebbe destinato all’ente che ha accertato la violazione.

Una modifica che avrebbe effetti diretti anche sugli enti locali del Friuli-Venezia Giulia, chiamati a gestire una parte importante della rete stradale regionale e comunale.

Non cambia nulla, almeno per ora

Per gli automobilisti il punto essenziale è uno: oggi queste nuove sanzioni non sono operative.

La tabella rappresenta una proposta inserita nel percorso di revisione del Codice della Strada ed è ancora al vaglio di associazioni e soggetti interessati. Importi, fattispecie e modalità applicative potrebbero quindi cambiare prima dell’approvazione definitiva.

La documentazione e gli aggiornamenti sulla riforma possono essere consultati anche nella sezione dedicata alla bozza del Codice della Strada 2026.

Per ora, quindi, si può parlare soltanto di come potrebbe cambiare il sistema delle multe: meno pesante per molte violazioni, ma potenzialmente più severo nei confronti dei comportamenti considerati più pericolosi.

Google News Rimani aggiornato seguendoci su Google News!
SEGUICI

Continua a leggere le notizie di Diario FVG e segui la nostra pagina Facebook

Clicca per commentare

You must be logged in to post a comment Login

Tu cosa ne pensi?